<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-6849120773994079063</id><updated>2011-07-08T17:02:36.837+02:00</updated><title type='text'>Voodoo Riot</title><subtitle type='html'>Ucciderò Michael Jackson...</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://voodooriot.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6849120773994079063/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://voodooriot.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Hanuman</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14783481287831055257</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='19' src='http://3.bp.blogspot.com/_bPMq9tr7hIw/SkSLzLMI93I/AAAAAAAAAB4/EHKdW6buJjw/S220/definitivo.JPG'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>29</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6849120773994079063.post-4667039596151410126</id><published>2009-06-26T11:46:00.002+02:00</published><updated>2009-06-26T11:48:47.127+02:00</updated><title type='text'>???</title><content type='html'>Considerata l'inaspettata piega degli eventi, la continuazione (o un nuovo inizio, a seconda dei punti di vista) è qui:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.ende-neue.blogspot.com/"&gt;http://www.ende-neue.blogspot.com/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ichnuz, usa la mia mail!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6849120773994079063-4667039596151410126?l=voodooriot.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://voodooriot.blogspot.com/feeds/4667039596151410126/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6849120773994079063&amp;postID=4667039596151410126' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6849120773994079063/posts/default/4667039596151410126'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6849120773994079063/posts/default/4667039596151410126'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://voodooriot.blogspot.com/2009/06/blog-post.html' title='???'/><author><name>Hanuman</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14783481287831055257</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='19' src='http://3.bp.blogspot.com/_bPMq9tr7hIw/SkSLzLMI93I/AAAAAAAAAB4/EHKdW6buJjw/S220/definitivo.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6849120773994079063.post-8626047282869420075</id><published>2009-04-30T15:25:00.007+02:00</published><updated>2009-05-03T23:20:09.016+02:00</updated><title type='text'>Capitolo venticinque: Varaqalacahapasabatana</title><content type='html'>&lt;em&gt;&lt;a href="http://s304.photobucket.com/albums/nn165/GeneraleNero/?action=view&amp;amp;current=false20mirror.jpg" target="_blank"&gt;&lt;img alt="Photobucket" src="http://i304.photobucket.com/albums/nn165/GeneraleNero/false20mirror.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;E no. &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Le cose o le cancelli, o le conservi. &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Tertium non datur. &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Se questo è quello che vuoi fare, formatta la chiavetta. Formatta l'hard disk. &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Non lasciare traccia di quello che dici di "voler" cancellare.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;O conservalo, ma sii sincero con te stesso.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Hanuman, sei un idiota", mi sussurro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho una paura fottuta. Rigiro quella chiavetta tra le dita, nella tasca, e ripenso alla faccia di Regina mentre mi fissa, occhi lucidi e labbra contratte.&lt;br /&gt;Nei miei ricordi, suona al campanello di casa mia e - quando la faccio salire - mi tira uno schiaffo potente come benvenuto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Cosa pensi di fare? - mi chiede - COSA CAZZO PENSI DI FARE?"&lt;br /&gt;Restiamo a guardarci a lungo.&lt;br /&gt;"Regina... sei tu che mi hai introdotto a tutto questo. E in quel garage, quando c'è stata quella specie di iniziazione, ho visto come ti guardavano. Non sei una specie di capo, o una roba del genere?"&lt;br /&gt;"E questo cosa vorrebbe dire?"&lt;br /&gt;"Non lo so, dimmelo tu. Perché hai così paura?"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stringe gli occhi. Da come mi guarda, ho l'impressione che debba sputarmi in faccia da un momento all'altro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Da quanto non vedi gli amici che avevi &lt;em&gt;prima&lt;/em&gt; di tutto questo? O i tuoi genitori?"&lt;br /&gt;"Questo che c'entra?"&lt;br /&gt;Quando si avvicina, a due centimetri dalla mia faccia, la mia prima reazione è quella di fare un passo indietro. Mi artiglia una spalla, tenendomi fermo.&lt;br /&gt;"Piccolo idiota... un narratore domina le sue storie, non diventa una storia"&lt;br /&gt;"Sì, ma..."&lt;br /&gt;"&lt;em&gt;Ma&lt;/em&gt; un cazzo... ascoltami bene. Tutte le volte che racconti una storia, metti dei paletti. Uccidi qualcuno o qualcosa per far sì che nasca qualcos'altro. Quando Dio ha raccontato il mondo, ha ucciso milioni di dinosauri per poter narrare gli esseri umani. Tu stai distruggendo un mucchio di cose e non ne sei nemmeno lontanamente consapevole"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi parla addosso, ora. Gli occhi, i suoi bellissimi occhi cerchiati di nero, si piantano sui miei.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Regina, non sono io che decido delle sorti del mondo. Se davvero io avessi la capacità di cambiare il mondo raccontando, quella capacità l'avresti anche tu..."&lt;br /&gt;"Questo è quanto pensavo anche io..."&lt;br /&gt;"... insomma, cos'è? Tanti bei discorsi? E mi fai vedere il Rituale di Babele, gli Agenti, mi blandisci con una partita a scacchi e poi? Appena mi spingo appena più in là, vieni a dirmi di smettere? Ma sai che c'è chi dice che nemmeno mi ci spingo &lt;em&gt;abbastanza, &lt;/em&gt;in là&lt;em&gt;?"&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;"&lt;/em&gt;..."&lt;br /&gt;"Cosa dovrei fare? Annegarmi di tante pippe teoriche e vedere TUTTO che va avanti come prima? Ma non eri tu che...?"&lt;br /&gt;"PIANTALA! Ma non ti rendi conto che le cose sono cambiate? Che potevano essere gestibili, finché non hai cominciato a cambiare pezzi di racconto? Io... io ti &lt;em&gt;amo, &lt;/em&gt;Hanuman. Ma come faccio a sapere, adesso, se ti amo davvero o se non sei tu ad aver scritto questa frase per me? Come faccio a sapere di essere viva e non un personaggio del tuo racconto?"&lt;br /&gt;"... e come faccio a sapere che per me non è lo stesso, Regina? Che non sei stata tu a inventare me?"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le nostre mani si cercano, le mie dita provano a domare la rigidità delle sue. La vedo deglutire, spaventata, un groppo di paura che scende giù per la sua gola scura, gli occhi che non smettono mai di stare fermi sui miei. Senza mai abbassare lo sguardo, senza mai distoglierlo.&lt;br /&gt;La stringo. Anche lei mi stringe forte, ci aggrappiamo l'un l'altro. Perché, davvero, in questo momento, in questa casa che mi rendo conto solo adesso di quanto sembri vuota, riesco a sentire tutto il peso delle sue parole, di quello che mi ha detto.&lt;br /&gt;E per quanto né io né lei, forse, siamo davvero &lt;em&gt;reali&lt;/em&gt;, al momento è la persona più vera che ho vicino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Andrai avanti, vero?", mi sussurra all'orecchio.&lt;br /&gt;"Non posso farci niente. E' da quando mi ha spaventato a morte con &lt;em&gt;Thriller, &lt;/em&gt;che voglio uccidere Michael Jackson"&lt;br /&gt;Sento le spalle sussultare in una risata silenziosa.&lt;br /&gt;Poi realizzo per bene una cosa che ha detto. Una cosa che non è proprio un dettaglio, insomma.&lt;br /&gt;"Cacchio... ma davvero mi hai appena detto che mi ami?"&lt;br /&gt;Rimane per un po' in silenzio. "Non sarebbe male se ci fossimo immaginati a vicenda", mormora poi.&lt;br /&gt;"No. Non sarebbe male per niente"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi sento il suo corpo allontanarsi, le mani che scivolano sulle spalle e le stringono, come un contentino. E, di nuovo, è davanti a me, faccia a faccia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Hai detto che il nome che KDigger ti ha dato come fine della tua ricerca è &lt;em&gt;Mad Molly&lt;/em&gt;, vero?"&lt;br /&gt;"Sì... non so dove trovarla, però".&lt;br /&gt;&lt;p&gt;"Io sì"&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Non riesco a capire, adesso, se mi stia guardando con aria di sfida o con preoccupazione. Perché tutto quello che penso di capire, a proposito dei suoi sguardi, si sfalda nel giro di un suo modo di inclinare la testa. Come al solito. O nell'intaglio roco della sua voce.&lt;br /&gt;"Esistono degli Eggregori molto potenti, Hanuman. E sono a portata di mano. Possono rispondere a ogni tua domanda, ma vogliono sempre qualcosa in cambio"&lt;br /&gt;"Qualcosa come...?"&lt;br /&gt;"Qualcosa di molto prezioso. Ed è bene che tu vada lì con un prezzo &lt;em&gt;davvero&lt;/em&gt; convincente, se vuoi interrogarle"&lt;/p&gt;&lt;p&gt;"Ah. E che cazzo".&lt;br /&gt;Davvero, mi sembra perfino una risposta intelligente.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Regina, che continua a fissarmi dimenticandosi di sbattere gli occhi, mi bacia sulle labbra. Si ritrae. Poi, sulla mia bocca, sussurra:&lt;/p&gt;&lt;p&gt;"Se vuoi, posso portarti da loro. Posso portarti dalle Tre Sorelle"&lt;br /&gt;"Ma a quel punto..."&lt;br /&gt;"Esatto, Hanuman", conclude lei, senza aver bisogno che finisca di parlare.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;E quella chiavetta, quella in cui ho salvato la mia vita prima di modificarla e prima di giocarci a farne un topo da laboratorio, è pesante, fin troppo pesante nella tasca dei jeans.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6849120773994079063-8626047282869420075?l=voodooriot.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://voodooriot.blogspot.com/feeds/8626047282869420075/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6849120773994079063&amp;postID=8626047282869420075' title='9 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6849120773994079063/posts/default/8626047282869420075'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6849120773994079063/posts/default/8626047282869420075'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://voodooriot.blogspot.com/2009/04/capitolo-venticinque.html' title='Capitolo venticinque: Varaqalacahapasabatana'/><author><name>Hanuman</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14783481287831055257</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='19' src='http://3.bp.blogspot.com/_bPMq9tr7hIw/SkSLzLMI93I/AAAAAAAAAB4/EHKdW6buJjw/S220/definitivo.JPG'/></author><thr:total>9</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6849120773994079063.post-1856464984715374985</id><published>2009-03-31T12:22:00.007+02:00</published><updated>2009-03-31T12:51:03.582+02:00</updated><title type='text'>Capitolo ventiquattro bis. Vagalasacaradamanataqa</title><content type='html'>&lt;a href="http://s304.photobucket.com/albums/nn165/GeneraleNero/?action=view&amp;amp;current=32Bscimmie.jpg" target="_blank"&gt;&lt;img alt="Photobucket" src="http://i304.photobucket.com/albums/nn165/GeneraleNero/32Bscimmie.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come tutte le cose davvero importanti, la faccio senza la minima aura di solennità, in una mattinata più grigia del solito, ascoltando un cd di Petra Magoni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho passato la notte, però, a pensarci su.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ne modifico tre e ne tolgo uno. Che poi, non è che lo cancelli. Lo salvo, lo metto su una chiavetta e lo faccio sparire dal blog. Dal capitolo quindici al diciotto, il mio universo cambia. E proprio adesso, che ho appena finito di farlo, la percezione di aver manipolato quella parte di storia si fa sempre più labile. Fatico a ricordarmi quali punti ho modificato. E in che modo.&lt;br /&gt;La versione precedente diventa un sogno difficile da afferrare.&lt;br /&gt;Il discorso che mi fa Eco appena tornato dalla visita ai Poeti Estinti mi appare fin troppo sensato. Ma mi ha sempre detto quelle cose? O sono stato io a fargliele dire?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E io?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6849120773994079063-1856464984715374985?l=voodooriot.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://voodooriot.blogspot.com/feeds/1856464984715374985/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6849120773994079063&amp;postID=1856464984715374985' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6849120773994079063/posts/default/1856464984715374985'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6849120773994079063/posts/default/1856464984715374985'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://voodooriot.blogspot.com/2009/03/capitolo-ventiquattro-bis.html' title='Capitolo ventiquattro bis. Vagalasacaradamanataqa'/><author><name>Hanuman</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14783481287831055257</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='19' src='http://3.bp.blogspot.com/_bPMq9tr7hIw/SkSLzLMI93I/AAAAAAAAAB4/EHKdW6buJjw/S220/definitivo.JPG'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6849120773994079063.post-1990608061349247450</id><published>2009-03-31T03:02:00.008+02:00</published><updated>2009-03-31T04:24:29.854+02:00</updated><title type='text'>Capitolo ventiquattro. Vagalasacaradamanata</title><content type='html'>&lt;a href="http://s304.photobucket.com/albums/nn165/GeneraleNero/?action=view&amp;amp;current=1237459406_jacko-1.jpg" target="_blank"&gt;&lt;img alt="Photobucket" src="http://i304.photobucket.com/albums/nn165/GeneraleNero/1237459406_jacko-1.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Non vuoi farlo davvero", mi dice Regina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' terrorizzata. Terrorizzata come non l'ho mai vista, con gli occhi grandi e scuri che mi guardano, che cercano con insistenza i miei. Li mettono a prova... &lt;em&gt;mi&lt;/em&gt; mettono alla prova.&lt;br /&gt;"Devo farlo, Regina. Non so che altro inventarmi"&lt;br /&gt;"Questa non è nemmeno lontanamente un'opzione!". Alza la voce. Dubito fosse nelle sue intenzioni, farlo. La riabbassa subito. Sbuffa ed evita di incrociare ancora il mio sguardo.&lt;br /&gt;"Perchè hai così paura?"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un sorriso sarcastico le si disegna sul volto. Muore subito, quel sorriso, il cadavere è la linea indurita delle sue labbra. Non risponde.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono quasi due mesi che cerco di trovare un senso a quello che mi ha detto la... la persona? che ho incontrato alla proiezione di &lt;em&gt;Metropolis&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;"Dammi la tua vita - ha detto - Distruggi un pezzo della tua vita"&lt;br /&gt;Lo ammetto, non c'ho pensato molto. Non subito, almeno. Ho girato in lungo e in largo per Bologna, mani in tasca, faccia rimuginante, a pensare e pensare e pensare. Ho creduto potesse trattarsi di scrivere, come al solito. Scrivere un racconto, qualcosa di vecchio che mi riguardasse e darlo... darlo a chi?&lt;br /&gt;Ho scritto un mucchio. Ho scritto vecchi ricordi dell'asilo, ho scritto della prima persona di cui mi sono innamorato, del mio primo racconto, di un sogno che ho fatto.&lt;br /&gt;Mi sono ritrovato a spulciare qualunque cosa potesse esserci di significativo, nella mia esistenza. E' buffo, scontato: a volte nulla, a volte invece avevo l'imbarazzo della scelta. Qualunque cosa d'importante ci fosse, l'ho bruciato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;... e non è successo nulla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi sono ubriacato come un idiota. Ho bruciato un po' di ricordi su una bottiglia di grappa ché, del resto, pure questo è un punto di partenza per distruggersi almeno un po'. Nulla, ovviamente. Del resto, non è che avessi affrontato questo approccio con troppa convinzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La mia ricerca non è andata avanti di una virgola. Ho anche pensato di mollare più volte. L'ho fatto. Mi sono &lt;em&gt;detto beh, dopotutto chi se ne frega&lt;/em&gt;, e per un bel po' ho badato agli affari miei, che non erano quelli di Von Beck o di Michael Jackson.&lt;br /&gt;Finché, qualche giorno fa, non l'ho visto, il Re del Pop. Eravamo io e Regina, davanti alla tv, involtini primavera e riso alla cantonese sul tavolo davanti a noi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Michael Jackson rispondeva alle domande di una conferenza stampa. Ha alzato il braccio per salutare e, quando lo ha fatto, il commento alla tv sottolineava già qualcosa che noi due avevamo notato appena una frazione di secondo prima.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Cazzo", ho detto io.&lt;br /&gt;"Si sta trasformando. Merda, Hanuman, ha cominciato a trasformarsi"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ha alzato la mano e tutti ci siamo accorti del suo polso artificiale. Molto più grosso rispetto al braccio, uno grumo di carne e osso spuntato fuori, non invitato, su quel corpo. Un gnocco &lt;em&gt;quadrato, &lt;/em&gt;cazzo, perfettamente quadrato.&lt;em&gt; &lt;/em&gt;Il polso di un Master of the Universe montato su una Barbie.&lt;br /&gt;Ci siamo raggelati. Un boccone di riso e uno di terrore sacro, mentre Jacko sventolava il suo braccio finto sotto il nostro naso, a centinaia di telecamere di distanza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Vuole che lo guardiamo. Lo terrebbe nascosto, sennò, lo ha sempre fatto", ha detto Regina.&lt;br /&gt;"Calma... calma. Voglio dire, pensiamoci un attimo"&lt;br /&gt;"Non c'è nulla da pensare. Si sta trasformando"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un paio di giorni dopo, sono qui che scrivo e spulcio foto di quella conferenza stampa. C'è un ingrandimento che ti fa vedere come sul suo polso si vedano delle linee, quasi delle giunture. Anche la pelle è liscia quanto un blocco di plastica. Alle 3 e 30 del mattino, mi spavento guardando il braccio di Big Jim in primo piano.&lt;br /&gt;E così, ho ricominciato a pensarci. E ancora e ancora e ancora. Perchè ho come l'impressione che maledire Michael Jackson ed eliminarlo in tempo, sia diventata una questione di vita o di morte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Distruggi un pezzo della tua vita&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;E' stato a quel punto, che mi è venuta in mente questa idea.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Distruggi un pezzo della tua vita.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;E se alterassi o cancellassi alcuni post di questo blog?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Perchè quello che sono, quello che è Hanuman, è tutto in questo blog. Se io scrivo che sto parlando con te adesso, per chi legge, quella cosa è comunque vera. Che sia successa o no. Ma se io la cancello, allora viceversa non esiste più, non è mai accaduta. O è stata &lt;em&gt;corretta&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;modificata&lt;/em&gt;. Non sarà mai più reale come lo era prima", spiego a Regina.&lt;br /&gt;"E se crei un cortocircuito? Se ci rimani incastrato dentro, in tutto questo? Insomma, ti rendi conto che anche tu potresti diventare meno &lt;em&gt;reale&lt;/em&gt;?"&lt;br /&gt;"Beh... oddio, non credo ci sia questo rischio. Insomma, mica voglio cancellare tutto e poi... e poi senti, non sarò la prima o l'unica persona che cambia un post, lo cancella, lo..."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di nuovo, Regina mi guarda fisso negli occhi.&lt;br /&gt;"Regina, di che hai paura?", le chiedo ancora.&lt;br /&gt;"Io ho dei ricordi, con te. Chi ci sarà, nei miei ricordi? Hanuman prima o dopo l'editing della sua vita? E quei ricordi varranno ancora qualcosa?"&lt;br /&gt;"Te l'ho detto, non sono l'unico che..."&lt;br /&gt;"Hanuman, non prendermi per una stupida. Sai quanto me che è diverso"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sbuffa. Mi ricorda Eco, una delle ultime volte in cui ho parlato con lui e mi diceva che ero incosciente e... cos'altro? pericoloso, sì. Pericoloso.&lt;br /&gt;Eppure, per un momento, mi scuote il dubbio che non mi abbia sempre fatto questo discorso. Che questo discorso sia qualcosa che gli faccio dire io, in una revisione del capitolo in cui discutiamo insieme.&lt;br /&gt;Merda.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quello che mi spaventa davvero è l'aria esaltata nel mio sguardo, che va di pari passo con quello preoccupata di Regina.&lt;br /&gt;"Quattro capitoli. Due li cavo. Due li correggo. Solo due"&lt;br /&gt;"Ho paura di te, Hanuman", sussurra Regina.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6849120773994079063-1990608061349247450?l=voodooriot.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://voodooriot.blogspot.com/feeds/1990608061349247450/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6849120773994079063&amp;postID=1990608061349247450' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6849120773994079063/posts/default/1990608061349247450'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6849120773994079063/posts/default/1990608061349247450'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://voodooriot.blogspot.com/2009/03/capitolo-ventiquattro.html' title='Capitolo ventiquattro. Vagalasacaradamanata'/><author><name>Hanuman</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14783481287831055257</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='19' src='http://3.bp.blogspot.com/_bPMq9tr7hIw/SkSLzLMI93I/AAAAAAAAAB4/EHKdW6buJjw/S220/definitivo.JPG'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6849120773994079063.post-3301764408305143064</id><published>2009-02-03T02:45:00.009+01:00</published><updated>2009-02-03T04:20:15.128+01:00</updated><title type='text'>Capitolo ventitré: Mapataranasalavaqadacaba</title><content type='html'>&lt;a href="http://s304.photobucket.com/albums/nn165/GeneraleNero/?action=view&amp;amp;current=mor4.jpg" target="_blank"&gt;&lt;img alt="Photobucket" src="http://i304.photobucket.com/albums/nn165/GeneraleNero/mor4.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'&lt;em&gt;Ubermaschinenmensch Hel &lt;/em&gt;apre i suoi occhi al mondo, in un trono illuminato da un pentacolo di neon.&lt;br /&gt;Mi guarda. Il peso del suo sguardo, al di là dello schermo, mi schiaccia e mi rimpicciolisce ancor di più, nella mia sedia da picnic, al buio.&lt;br /&gt;Non riesco nemmeno a capire se siamo pochi o tanti, in questa proiezione pomeridiana di &lt;em&gt;Metropolis&lt;/em&gt;. La sala è abbastanza piccola da sembrare piena. Allo stesso, proprio le sue minute file di seggiole di plastica, a cui sono inchiodati cinefili che non addenterebbero un pop-corn nemmeno per errore, fanno assomigliare il tutto a un'esperienza per pochi intimi.&lt;br /&gt;Intendiamoci, non è il &lt;em&gt;Metropolis&lt;/em&gt; a cui siete abituati. E' quello di Moroder, colori seppia per musica Anni Ottanta. &lt;em&gt;Tamarro&lt;/em&gt;, lo definiremmo da queste parti, senza nemmeno volerlo vedere troppo come un difetto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando i contorni del sogno con Oneiros sono iniziati a sbiadire, il disegno della donna di ferro è rimasta l'unica cosa ferma nella mia memoria, insieme alle parole buttate giù di fretta un capitolo fa.&lt;br /&gt;E quando ho letto della proiezione&lt;em&gt; &lt;/em&gt;di &lt;em&gt;Metropolis,&lt;/em&gt; in un centro sociale dei dintorni, mi è sembrato l'unico modo possibile per avere un qualche contatto con una vergine robot.&lt;br /&gt;Mai stato un tipo dai simbolismi troppo raffinati, io.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non so nemmeno perché l'abbiano messo in rassegna. Una spiegazione c'è: solo un anno fa, si sono fatte un bel po' di proiezioni in giro, per il ritrovamento di non so quanti metri di pellicola inedita. Forse, qui sono semplicemente arrivati un po' tardi a cavalcare l'onda.&lt;br /&gt;Altra spiegazione: una proiezione c'é perchè la trama che sto creando prevedeva ci fosse. Ragionevole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ha i sottotitoli in spagnolo. E' esattamente la stessa versione che mi sono scaricato anche io da internet.&lt;br /&gt;Così, mentre il volto di Hel si sovrappone a quello dell'innocente Maria, generando una donna dallo sguardo molto più obliquo e stregato, qualcuno mi sussurra una frase all'orecchio, dalla sedia appena dietro di me.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Non voltarti. Ascoltami e basta. So chi sei e cosa vuoi fare"&lt;br /&gt;Rimango un po' in silenzio. Annuisco. Intanto, davanti a me, il dottor Rotwang - lo scienziato che ha creato la donna robot - leva la sua mano finta ad artigliare l'aria in un gesto di trionfo.&lt;br /&gt;"Adesso ti racconto due cose. Tu zitto e ascolta".&lt;br /&gt;La voce sembra quasi far rotolare le parole in un unico, musicale, sussurro rauco. Sembra quella di un ragazzino, nonostante tutto.&lt;br /&gt;"Tu hai già conosciuto gli Agenti della Coerenza, vero? Sì vero, vero. Non c'è bisogno che annuisci. Odio la gente che annuisce.&lt;br /&gt;"Allora ti dico questo. Una volta c'era un gruppo di Narratori Criminali. Furono i primi a inventare l'uso di sacri nickname con cui battezzarsi dopo il Rito di Babele. Non era solo per una questione di sicurezza, dicevano. Era un modo di dimostrare che le nostre identità non sono importanti: che è importante quello che narriamo e non quello che siamo.&lt;br /&gt;"Per questo, al posto dei nomi, si battezzarono con delle cifre"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Hel, nella sua nuova versione Maria-Prostituta-di-Babilonia balla tette al vento nel Quartiere Yoshiwara. Per un momento, mentre sono ancora concentrato a sentire il racconto dietro di me, nutro l'irrazionale speranza che voglia tentare, distruggere, proprio me. Invece no, ovviamente. Ha già un suo pubblico, dentro il film.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Here She Comes, &lt;/em&gt;durante le sue prodezze tra occhi luccicanti e draghi finti a sette teste.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Non era finita - prosegue la voce - Ci insegnarono che le cose cambiano. Cambiano le storie, cambia chi le racconta. Ridevano dei Narratori che erano venuti prima di loro, del loro essere così legati alla propria personalità, al ruolo e alle parole. Ci dicevano di essere guerriglieri, rivoluzionari e terroristi del sostantivo. Ci incoraggiavano a scambiare i nostri nomi, a essere una strana e indistinta potenza fatta di tutti-e-nessuno.&lt;br /&gt;"Ci piaceva. Essere nessuno, ci faceva sentire qualcuno.&lt;br /&gt;"Beh, non è detto che le cose debbano cambiare in meglio. Da noi peggiorarono in modo sottile, così sottile da non darci il tempo di accorgercene.&lt;br /&gt;"Lentamente, li vedemmo parlare sempre più spesso accavallati l'uno all'altro. Quando uno iniziava una frase, l'altro la continuava, un altro ancora la terminava. Era fastidioso. Doveva essere fastidioso anche per loro, perché le frasi che pronunciavano iniziarono a farsi un po' più semplici.&lt;br /&gt;"&lt;em&gt;Questo è giusto&lt;/em&gt;. &lt;em&gt;Questo non è giusto&lt;/em&gt;. &lt;em&gt;Va bene&lt;/em&gt;. &lt;em&gt;Non va bene&lt;/em&gt;. La cadenza era monotona e incolore. Come quella dei frati nei conventi. Le facce, sempre più bianche e sottili. Nel giro della settimana, sembrava già che qualcuno avesse dato una strisciata di gomma sui loro volti, pasticciandone i connotati. Nel giro di un mese, le facce erano diventate completamente bianche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Ovvio, ci preoccupammo. Tentammo di chiamarli per nome. Di farli tornare in sé. Addirittura, di far loro del male. Nulla. In un tentativo disperato, provammo a dividerli, sequestrandone uno.&lt;br /&gt;"Si divincolava come un ossesso. Scalciava da tutte le parti e continuava a strillare: &lt;em&gt;non sono una persona! non sono una persona, sono un numero!&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;"Sai cosa fanno adesso? Aiutano nei rastrellamenti contro di noi. Sono entrati dall'Altra Parte. Sono diventati Agenti della Coerenza"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Aspetto un po'. Faccio un lungo respiro, mentre Metropolis viene devastata da un'inondazione in cui la gente affoga a tempo di &lt;em&gt;Love Kills. &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;"Perchè mi stai raccontando questo?"&lt;br /&gt;La voce alita una risata al mio orecchio.&lt;br /&gt;"Perchè è colpa nostra, se si sono ridotti così. Li abbiamo resi i nostri maestri, i nostri &lt;em&gt;vecchi amici saggi&lt;/em&gt;. Stronzate. Non vedevamo la verità."&lt;br /&gt;"E qual'è la verità?"&lt;br /&gt;"Che TUTTI noi diventiamo Agenti della Coerenza via via che andiamo avanti. Tutti noi Narratori. Quanto più la nostra voce arriva in alto, quanto più c'è gente che ci ascolta e crede in quello che facciamo, tanto più la tentazione di passare all'Altra Parte diventa insostenibile.&lt;br /&gt;"Dovevamo eliminarli per tempo. Dovremmo eliminare te. Dovremmo gettarci tutti sotto un treno.&lt;br /&gt;"Sai qual'è l'unico imperativo morale che ci spetta? FARE. TUTTO. IL. MALE. POSSIBILE"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"L'idea mi piace. Ma non stai tentando di insegnarmi anche tu qualcosa, adesso?"&lt;br /&gt;La voce dietro di me fa una risata che scivola in un suono rauco, proprio come la sua voce. Qualcosa mi punge la schiena e scende giù, vertebra per vertebra. Un'unghia molto lunga, mi verrebbe da dire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi, la voce sussurra una parola al mio orecchio.&lt;br /&gt;La parola che è la prossima tappa.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6849120773994079063-3301764408305143064?l=voodooriot.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://voodooriot.blogspot.com/feeds/3301764408305143064/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6849120773994079063&amp;postID=3301764408305143064' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6849120773994079063/posts/default/3301764408305143064'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6849120773994079063/posts/default/3301764408305143064'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://voodooriot.blogspot.com/2009/02/capitolo-ventitre-mapataranasalavaqadac.html' title='Capitolo ventitré: Mapataranasalavaqadacaba'/><author><name>Hanuman</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14783481287831055257</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='19' src='http://3.bp.blogspot.com/_bPMq9tr7hIw/SkSLzLMI93I/AAAAAAAAAB4/EHKdW6buJjw/S220/definitivo.JPG'/></author><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6849120773994079063.post-4809894558813590347</id><published>2009-01-21T03:20:00.005+01:00</published><updated>2009-01-21T04:27:55.350+01:00</updated><title type='text'>Capitolo ventidue: Lamadazanacatavarafa</title><content type='html'>&lt;a href="http://s304.photobucket.com/albums/nn165/GeneraleNero/?action=view&amp;amp;current=10_The_Wheel_by_Vespero.jpg" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://i304.photobucket.com/albums/nn165/GeneraleNero/10_The_Wheel_by_Vespero.jpg" border="0" alt="by Vespero" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Due nomi, mi scrive KDigger.&lt;br /&gt;Oneiros. Mad Molly. Questo è il tragitto per trovare Von Beck.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Inizio e fine del viaggio, il resto te la sbrighi da solo :)", recita il foglio di carta in cui sono scritti, e che avvolge un mattoncino nero, dei LEGO.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Regina mi insegna come fanno i Narratori Criminali a trovare qualcuno o qualcosa. Come al solito, tutto si gioca sulle storie. E' di una banalità disarmante: se non sai dov'è ciò che stai cercando, te lo inventi. Basta avere un inizio e una fine della storia.&lt;br /&gt;Così prendo un foglio e scrivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Immagino un ragazzo narcolettico. Dorme qualcosa come venti, ventun'ore al giorno e scivola nei sogni altrui. E' quel tizio in ombra che guidava la macchina, quando scappavate dal dinosauro. Quella voce non troppo familiare alle vostre spalle, poco prima che l'onda si abbatta sulla città, a mormorare che succederà tra poco tempo. Quello con cui siete andati a spiare gli alieni-ombra nell'orto e che, siete sicuri, non avevate mai visto prima di sognarlo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scrivo su di lui e, che esista o meno, sono sicuro che lo incontrerò nei deserti caotici della fase REM. Scrivo finchè non ho gli occhi ingozzati di sonno, gonfi e pieni di errori di battitura e ripetizioni non corrette.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così, senza accorgermene, scivolo in una cabina telefonica e mi accorgo di essere in ritardo. In ritardo per avvisare che torno tardi, che non riuscirò a sbrigarmi, che era già ora quando mi sono ricordato di guardare l'orologio.&lt;br /&gt;Sto telefonando contemporaneamente a Regina, ai miei genitori, a un vecchio amico di cui ho dimenticato la voce (e che comunque, tanto, non  parlerà nemmeno ora). Butto i gettoni nella fessura. Poi non ricordo il numero. Poi lo ricordo e non riesco a digitarlo. Faccio sempre uno sbaglio. Riaggancio, riprendo in mano la cornetta. Provo a digitare di nuovo e butto un pugno sul telefono. I gettoni non scendono giù. Chissà se ne ho altri?&lt;br /&gt;Cinque secondi dopo sono già alla libreria, la solita. Quella che sta contemporaneamente in mezzo al campo di grano e nel sottopassaggio di Bologna, di fianco a un labirinto di vetrine poco importanti. Non so nemmeno se sono riuscito a telefonare. In via teorica dovrei avercela fatta, visto che l'appuntamento era qui.&lt;br /&gt;Rovisto in mezzo ai modellini di Mazinga sullo scaffale. Al solito, non so se rimanere deluso o meno: come tutte le volte, per quanto questa sia LA libreria, quella che contiene tutte le storie e i personaggi del mondo, non c'è mai quello che vorrei. O costa troppo. Per qualche strana ragione, esco quasi sempre a mani vuote, da qui.&lt;br /&gt;C'è stata una sola eccezione, credo. Una volta ma, mentre uscivo, mi rendevo già conto che l'unico modo per godermi tutto quello che mi ero preso, era dormire per sempre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oneiros è di fianco a me. Non riesco a metterlo bene a fuoco, è come se rimanesse sempre ai margini della percezione. Qualcosa di familiare, però, ce l'ha. Non so bene che cosa.&lt;br /&gt;"Abbiamo dato la caccia a un cervo gigante, quando eravamo piccoli", mi spiega lui.&lt;br /&gt;Sì, annuisco. Sì, dev'essere quello.&lt;br /&gt;Vicino a lui due strani tizi, un uomo e una donna.&lt;br /&gt;Lei è vestita come un'infermiera. Ha i guanti di lattice, neri, che le arrivano fino ai gomiti. Anche il grembiule è in lattice nero. Anche la mascherina che le copre il volto, e che fa intravedere solo due luminosi occhi da gatta, con la pupilla verticale.&lt;br /&gt;Fa un inchino da attrice sul palco, tenendosi entrambi i lembi del vestito.&lt;br /&gt;"Ci conosciamo già - mi dice lei - Io sono quella che ti ha cucito il braccio vecch... nuovo". Fa una risatina, con una voce improvvisamente maschile.&lt;br /&gt;L'altro ha una maschera, di quelle veneziane. Non riesco a &lt;em&gt;capire&lt;/em&gt; bene il resto, è come se l'occhio lo escludesse, a parte un colore bianco, vagamente elettrico. Mi fa un sorriso pieno di denti acuminati. &lt;br /&gt;"Io sono quello che si è mangiato il vecchio". Fa una risatina, con una voce improvvisamente femminile.&lt;br /&gt;Faccio un saluto. Riesco a essere spaventato e a non esserlo, allo stesso tempo. E' una sensazione strana, mi fa sentire in qualche misura... fico. Ecco sì. Dannatamente fico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Sto cercando Von Beck", dico a Oneiros.&lt;br /&gt;Oneiros annuisce. "Anche lui ti sta cercando. Sai cosa significa &lt;em&gt;Ende Neue&lt;/em&gt;?"&lt;br /&gt;"E' una canzone degli Einsturzende Neubauten, mi pare"&lt;br /&gt;"Quella è &lt;em&gt;Ende Neu - &lt;/em&gt;risponde lui, scuotendo la testa - Tieni, questa l'ho disegnata per te"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prendo il foglio che mi sta porgendo: l'infermiera pazza e la maschera di Carnevale hanno sorrisi lunghi e l'aria di chi potrebbe leccarmi il braccio a tradimento.&lt;br /&gt;Sul foglio è disegnata una donna di metallo.&lt;br /&gt;"Cos'è?"&lt;br /&gt;"Decidilo tu. Inventatelo. Quel che viene fuori è la tua prossima tappa", risponde Oneiros. O forse la donna con gli occhi di gatto. O forse quello in bianco elettrico. Non so.&lt;br /&gt;Ho la fronte un po' increspata, quando torno a guardarlo. "Grazie", dico.&lt;br /&gt;"Grazie un cazzo - sghignazza l'arlecchino bianco - Ti credevi che era gratis?"&lt;br /&gt;Oneiros si stringe nelle spalle, come a dire &lt;em&gt;mica le faccio io le regole.&lt;/em&gt; L'infermiera pazza se la ride, portandosi con garbo una mano alla bocca, nascosta dalla mascherina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"E' tempo di cambiare armi!", dice l'arlecchino, puntandomi alla testa due dita a mo' di pistola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;BANG!,&lt;/em&gt; e mi centra in testa, proprio in mezzo, sulla fronte.&lt;br /&gt;"Ajna Chakra!", dice, mentre i miei pensieri colano fuori dal buco che mi ha fatto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6849120773994079063-4809894558813590347?l=voodooriot.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://voodooriot.blogspot.com/feeds/4809894558813590347/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6849120773994079063&amp;postID=4809894558813590347' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6849120773994079063/posts/default/4809894558813590347'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6849120773994079063/posts/default/4809894558813590347'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://voodooriot.blogspot.com/2009/01/capitolo-ventidue-lamadazanacatavarafa.html' title='Capitolo ventidue: Lamadazanacatavarafa'/><author><name>Hanuman</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14783481287831055257</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='19' src='http://3.bp.blogspot.com/_bPMq9tr7hIw/SkSLzLMI93I/AAAAAAAAAB4/EHKdW6buJjw/S220/definitivo.JPG'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6849120773994079063.post-7787341071401115650</id><published>2009-01-08T23:32:00.007+01:00</published><updated>2009-01-09T13:38:05.746+01:00</updated><title type='text'>Capitolo ventuno: Pazaramalafatadanagabacasa</title><content type='html'>&lt;a href="http://s304.photobucket.com/albums/nn165/GeneraleNero/?action=view&amp;amp;current=people.jpg" target="_blank"&gt;&lt;img alt="Photobucket" src="http://i304.photobucket.com/albums/nn165/GeneraleNero/people.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un commento sullo scorso post mi porta a fare una ricerca in internet, convulsa e molto, molto preoccupata.&lt;br /&gt;Faccio piovere sul mio monitor decine e decine di cartelle di gossip, foto, chiacchiere e ipotesi, cospirazioni e segreti svelati. Un i-ching di indirizzi web lanciati a casaccio. Un susseguirsi di responsi di morte da parte di Google, l'Oracolo del Web.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La risposta è sempre la stessa. Ve la faccio breve: tanto le fonti potete verificarle da soli, su un qualunque motore di ricerca o sul vostro tabloid preferito.&lt;br /&gt;Michael Jackson sta morendo.&lt;br /&gt;Alcuni dicono che la vista gli sia diminuita del 95%, da un occhio. Altri che la pelle si stia sgretolando e che i polmoni lo stiano mollando. La parte dei miei amici che è dentro certi giri, voi sapete quali, riporta anche un paio di aggiunte: che, per tenersi in forze, il suo tenore alimentare a base di carne umana è leggermente aumentato e che il suo occhio sinistro - per circa venti minuti - ha perso consistenza materiale trasformandosi in un groviglio scomposto di suoni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per qualche giorno vivo nella consapevolezza che, per la prima volta nella mia vita, sto ammazzando un uomo. La mia testa è un frullato di sensi di colpa e delirio di onnipotenza, tanto che nemmeno capisco più bene come si distinguono le due sensazioni.&lt;br /&gt;Non so bene come muovermi, cosa fare. Una parte molto umana pensa che sia stato un terribile errore, tutto questo. Un'altra parte, altrettanto umana e molto più stronza, crede invece che - se vale un minimo contrappasso - dovrei perlomeno sciogliermi al sole o esplodere in suolo consacrato.&lt;br /&gt;Un'altra parte ancora, molto irrazionale e scimmiesca, è semplicemente curiosa di sapere come andrà a finire. Credo che sarà questa che, alla fine, seguirò. Come al solito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Credo però, anche, che tenermi tutto dentro partorirà i peggiori danni possibili. E la mia rosa di confidenti, in questo genere di cose, è tutt'altro che illimitata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Finisce che siamo io e Regina, sul balcone di casa sua, con il computer acceso alle nostre spalle, in cucina. Winamp non parte più da solo, suonando a tradimento i Joy Division. Lei però fa una smorfia divertita e lancia comunque &lt;em&gt;Love will tear us apart&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;E' passato un mucchio di tempo da quando ci siamo visti l'ultima volta. Quella in cui l'ho baciata. Giorni in cui non ci siamo sentiti e abbiamo coltivato il rovo d'imbarazzo che adesso ci unisce e ci punge.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sapete? Riflettevo su come quello, per certi versi, sia stato il peggior bacio in cui potessi esibirmi. Fragile, veloce, nervoso. Se considerate che non passo le mie giornate a baciare la gente, potreste concedermi che meritavo di più.&lt;br /&gt;E più ci penso, più mi sento incapace di dirle una frase qualunque, di iniziare un qualunque discorso. Mi limito a vivere la maledizione delle persone che sentiamo più distanti: vederne la bellezza come mai non poteva capitarci prima. Le piccole cose, le mani che si stringono alle braccia per cacciare il freddo, il fiato caldo che soffia via dalle labbra, come fumo di sigaretta. Gli occhi che si aprono sulla pelle scura, abbracciando il buio.&lt;br /&gt;E' imbarazzata quanto me. C'è da chiedersi perché io abbia cercato proprio lei, e perchè lei abbia accettato di vedermi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Cercherai ancora Von Beck?", mi chiede dopo un po'.&lt;br /&gt;"Per l'importanza che può avere. Mi sembra che l'idea di uccidere Michael Jackson sia un po' sfuggita al mio controllo"&lt;br /&gt;"Hanno smentito, lo leggevo oggi. Pare stia benissimo"&lt;br /&gt;"E tu ci credi?"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si stringe nelle spalle. "Non so. Forse gli sta succedendo una versione più violenta di quanto è successo a te. Sta cambiando. Un cambiamento drastico e doloroso... se è così, giurerei che sa benissimo che qualcuno vuole ucciderlo. Forse non sa che sei tu, ma cosa vuoi fare sì. Il cambio di nome, la trasformazione... non si spiegherebbero, altrimenti"&lt;br /&gt;Annuisco, senza dire nulla. Solo un sorso alla tazza di caffè solubile che mi sono portato fuori.&lt;br /&gt;"Hai paura?", mi chiede poi, con uno strano senso di apprensione.&lt;br /&gt;"Ho paura che tu non abbia ragione. Ho paura che..."&lt;br /&gt;"... che certe cose funzionino?", mi anticipa lei.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Annuisco di nuovo. "Però è perchè funzionino certe cose, che le faccio"&lt;br /&gt;"Capisco fin troppo bene, credimi", risponde lei, soffiandomi - per la prima volta nella serata - un sorriso sulla guancia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci guardiamo. E' ridicolo pensare che ci stiamo guardando davvero negli occhi solo adesso, dall'inizio della serata. Forse è proprio questo senso del ridicolo a mangiarsi la distanza tra noi.&lt;br /&gt;Ci sorridiamo a vicenda, in sincrono mandiamo giù un altro sorso di caffé e stavolta il sorriso tintinna in una risata vera e propria.&lt;br /&gt;Restiamo in silenzio e ce lo godiamo per bene, tornando a fissarci ogni tanto e rimanendo in apnea da parole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Pensavo a una mia amica".&lt;br /&gt;"Chi?", mi chiede Regina.&lt;br /&gt;"Aspetta, te la racconto per bene. Devi sapere che c'è stata un'estate in cui ho lavorato in un mercatino di beneficenza. Era gestito da francescani, ci facevano spostare mobili e televisioni da una parte all'altra del cortile del loro convento"&lt;br /&gt;"Ti offendi se ti dico che non mi dai l'impressione della persona abituata a faticare?"&lt;br /&gt;"No, hai ragione. Infatti per onorare i bravi fratelli mi ubriacavo di brutto prima di cominciare a lavorare, in modo che la sbronza smaltisse un po' la fatica".&lt;br /&gt;Regina scuote la testa, rassegnata. "Vai avanti".&lt;br /&gt;"Beh... eravamo un mucchio di esterni a lavorare e, in questo mucchio, c'era Giulia. Sembrava il classico tipo irlandese: sai, capelli un po' mossi, rossicci, lentiggini e un po' pallida. Qualche anno in più di me, cosa che di solito mi attizza parecchio"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Ma guarda", commenta Regina, entrando per un attimo a riempire altre due tazze di caffé.&lt;br /&gt;Scotta, quando mi porge la mia. C'è anche un momento in cui mi chiedo se non avrebbe più senso chiacchierare dentro casa. Fuori nevica, però, e la neve la vince su tutto, quando la vedi contro la luce dei lampioni. E quando una tua amica, accanto, sporge le braccia per catturarne un fiocco.&lt;br /&gt;"Continua", mi dice Regina. Continuo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Beh, Giulia disegnava fumetti. Diceva di passare ore, a farlo. Io non ho mai visto nulla di suo, ma non avevo il minimo dubbio che fosse una dea della matita. Non so nemmeno io spiegarti perché. Ci sono quelle persone che parlano delle proprie passioni come di amanti a cui devolvere tutto. E solo in virtù di questo, non oseresti mai dubitare che siano dei maestri"&lt;br /&gt;"Ho presente il tipo", annuisce lei, col sorriso che le si allarga, quando riesce finalmente a prendere un fiocco di neve.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"All'epoca disegnavo anche io. Cioè, copiavo malissimo dei gran primi piani, e a culo l'anatomia. Era il periodo in cui leggevo albetti di &lt;em&gt;Sandman&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;Hellblazer&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;Devilman&lt;/em&gt; in maniera compulsiva. Come puoi immaginare, fu coi fumetti che attaccammo bottone io e Giulia. Non ricordo chi cominciò. Parlavamo di storie a cui eravamo appassionati, di personaggi. Lei ascoltava con la massima attenzione, dava sempre l'impressione di considerare ogni cosa piena d'interesse, sia che la conoscesse già o no. Fa ridere pensare che, ora come ora, non ricordi affatto cosa piacesse a lei.&lt;br /&gt;"Voi due sareste andati d'accordo, credo. Prendeva spesso l'autobus, e odiava la gente che se ne stava zitta e aggrappata al sedile. Giuro, non me lo sto inventando: una volta non ce la fece più. Dopo i primi minuti di viaggio, si alzò in piedi e cominciò a chiedere a tutti quale fosse il loro film di Chaplin preferito"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Hai ragione... mi sarebbe piaciuta parecchio", ridacchia Regina, sorridendomi da dietro l'orlo della tazza di caffé.&lt;br /&gt;"Ero... non so se mi fossi preso una cotta. A volte, credo di essere più innamorato adesso che ne parlo, che allora. Allora la consideravo nè un'amica nè una possibilità, ma tutte e due queste cose insieme. Qualcuno che hai ritrovato, ecco. Anche se le nostre ore passate insieme erano solo quelle del lavoro e le nostre chiacchiere solo quelle sui fumetti.&lt;br /&gt;"Beh, l'estate finì. Ci perdemmo di vista, com'era un po' da copione. Da qui in poi, non so bene cosa le successe, perchè tutte le cose che conosco da qui in poi, vengono da racconti che ho sentito in giro.&lt;br /&gt;"Dissero che era andata giù di testa. All'inizio, era convinta di vedere gli angeli. Di sentirne le voci.&lt;br /&gt;"Io penso che le avrei creduto anche allora. Del resto, ho creduto a P.K. Dick quando affermava di vedere la Luce Rosa, o ad Artaud quando scriveva che intere zone del traffico di Parigi venivano bloccate, per permettere ai suoi nemici di maledirlo a distanza. Ho creduto a un sacco di gente morta prima di me... perché non avrei dovuto dar credito a Giulia? Ma, ovviamente, non ero lì con lei"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Regina mi si fa un po' più vicina. "E quelli che le stavano accanto, le hanno creduto?"&lt;br /&gt;"No. Beh, ammetto che ci sarebbe voluta una mente un po' aperta. Ritrattò sugli angeli e disse di essere posseduta dal diavolo. Poi, di nuovo, prese in ballo gli angeli e disse che erano loro, a invasarla. Alla fine mise tutti d'accordo e saltò fuori con la storia che era posseduta dalle fate. I medici la imbottirono di psicofarmaci e si tolsero il pensiero. E lei non riuscì più a farne a meno.&lt;br /&gt;"Non l'ho mai più vista. Ci fu una volta, in cui le scrissi che le volevo molto bene, per quel poco che ci si era conosciuti. Che poteva contare su di me per qualunque cosa. Non mi rispose mai"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Regina resta in silenzio, a sorseggiare il caffé. E' vicina adesso, vicinissima.&lt;br /&gt;"Non fraintendermi. Non te l'ho detto perché ho paura che anche noi finiremo così, o che..."&lt;br /&gt;"... ma solo perché a volte pensi che bastava poco, forse incontrarsi adesso e non prima, perchè la sua storia finisse bene. E, altre volte ancora, hai paura che essere felici sia una questione di mani giuste al momento giusto"&lt;br /&gt;"Sì", le dico. E non riesco a dire altro, perchè qualcosa mi strozza la voce prima che riesca ad andare avanti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Regina mi abbraccia, mi tiene stretto e io mi aggrappo a lei. Sento il suo respiro sul collo, la stringo più forte. Lei stringe più forte me.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci stacchiamo solo quando ci rendiamo conto che la mia tazza di caffé è volata giù dal balcone.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6849120773994079063-7787341071401115650?l=voodooriot.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://voodooriot.blogspot.com/feeds/7787341071401115650/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6849120773994079063&amp;postID=7787341071401115650' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6849120773994079063/posts/default/7787341071401115650'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6849120773994079063/posts/default/7787341071401115650'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://voodooriot.blogspot.com/2009/01/capitolo-ventuno-pazaramalafatadanagaba.html' title='Capitolo ventuno: Pazaramalafatadanagabacasa'/><author><name>Hanuman</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14783481287831055257</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='19' src='http://3.bp.blogspot.com/_bPMq9tr7hIw/SkSLzLMI93I/AAAAAAAAAB4/EHKdW6buJjw/S220/definitivo.JPG'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6849120773994079063.post-4695793437501284636</id><published>2008-12-20T09:31:00.010+01:00</published><updated>2009-01-05T02:00:44.027+01:00</updated><title type='text'>Capitolo venti. Qasatalavaradagacahafanapa</title><content type='html'>&lt;a href="http://s304.photobucket.com/albums/nn165/GeneraleNero/?action=view&amp;amp;current=toro.gif" target="_blank"&gt;&lt;img alt="Photobucket" src="http://i304.photobucket.com/albums/nn165/GeneraleNero/toro.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;KDigger l'ho conosciuta dalle parti di Rimini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Beveva birra ai piedi di un gigantesco idolo metallico, con gli altri della tribù tutt'intorno. Non mi ricordo se, quella sera, nel loro accampamento ci fosse anche un concerto. Poco importava: anche quando, il concerto sarebbe stato una trappola per portarci lì, tra di loro. Davanti al totem.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non dico che l'idolo fosse la cosa più strana lì in mezzo. Lo spazio su cui camminavamo era una sorta di officina all'aria aperta, tra lamiere abbandonate e altre lamiere trasformate. Camper. Mostri di acciaio. Ducati pieni di altra ferraglia, che non dovesse finire mai. L'indigestione da &lt;em&gt;sense of wonder&lt;/em&gt; post-urbano era ovunque girassi gli occhi.&lt;br /&gt;L'idolo, però, aveva un qualcosa di tutto suo.&lt;br /&gt;Noi stranieri, noi &lt;em&gt;gaijin&lt;/em&gt;, ne eravamo attratti tanto da fargli cerchio intorno, un cerchio che tutti facevamo ben attenzione a non invadere. Senza nemmeno rendercene conto, gli offrivamo l'unica cosa di cui avesse bisogno: uno spazio sacro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Era una scultura di... bah, sparando a caso, direi tre, quattro metri. Nei miei ricordi, in realtà è grande e imponente come uno dei boss finali di &lt;em&gt;Doom&lt;/em&gt;. Invadeva il cielo, sfidava ogni reticenza a essere adorato. Il muso di metallo levato in alto, il torso e le braccia fatti di lamiere, molle, acciaio saldato, bulloni svitati e riavvitati con cura. Un velo di ruggine a ricordarci che pure gli dei se ne vanno in malora e una pelle di ferro a renderci altrettanto chiaro il concetto che, comunque, lo faranno un po' dopo di noi, ma senza divertirsi a invecchiare.&lt;br /&gt;Il muso lo ricordo grossomodo simile a quello di un toro; non ci giurerei, certo, ma ho una vaga traccia di corna, che cerco ancora di capire come stavano su.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Noi &lt;em&gt;gaijin &lt;/em&gt;lo guardavamo con apprensione, perfino io. La tribù invece, che pure credeva nel totem molto più di noi, sembrava parecchio più a suo agio. Sbracata ai suoi piedi, a chiacchierare e bere birra, per restituirci lo sguardo solo ogni tanto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Era la prima volta che mettevo piede a Mutonia, la piccola città dei Mutoidi. &lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Visti così, sembravano davvero cattivi usciti da un remake di &lt;em&gt;Mad Max&lt;/em&gt; o da un episodio di&lt;em&gt; Hokuto No Ken: &lt;/em&gt;non li ricordo nemmeno troppo distinti,&lt;em&gt; &lt;/em&gt;più come un incastrarsi di capelli sparati al vento, canotte, maschere da saldatore, piercing e acciaio su acciaio che cercava di restare disperatamente abbracciato alla carne. O, almeno, di non allontanarsene troppo.&lt;br /&gt;Credo fosse una di quelle volte (vi assicuro, si contano molto meno di quanto non potreste immaginare leggendo quello che scrivo) in cui mi sentivo un po' più scimmia che essere umano, e ruppi il cerchio, tirando dritto proprio verso quella ragazza, con gli occhi tenuti nascosti da un cappellino a visiera e i capelli saturi di rosso.&lt;br /&gt;La tribù mi fissava e, adesso, anche i &lt;em&gt;gaijin&lt;/em&gt;. Lo sguardo, tradotto in lingue un po' diverse, era la stessa curiosità e compatimento furbo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una parte di me aspettava ansiosamente che qualcuno dei Mutoidi prendesse fuori un coltello e, con una risatina da sgherro cattivo, iniziasse a leccarne la lama.&lt;br /&gt;No, ovviamente nessuno sembrava deciso ad accontentarmi in questo senso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Come si chiama il dio di ferro?"&lt;br /&gt;La ragazza, adesso, mi stava guardando. "Non ha mica un nome".&lt;br /&gt;"Ah, non prendermi in giro. Che gusto c'è a essere un totem d'acciaio, se nessuno può chiamarti in nessun modo?"&lt;br /&gt;Un piccolo sorriso, sul suo volto. "Sogna Ridendo. E' un truffatore, come Coyote degli indiani o Hanuman degli &lt;em&gt;altri &lt;/em&gt;indiani. Uno che ti fa credere di essere tanto grosso, ma che se la gioca tutta sulle parole e le illusioni"&lt;br /&gt;"Ho un po' presente il tipo"&lt;br /&gt;Un breve attimo, poi mi sono trovato la bottiglia di birra davanti, per un sorso. "Senti... non so dove o quando, ma sono sicura di aver già visto la tua faccia in giro. Non è che conosci una tizia che si chiama Regina?"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così si chiacchiera, si beve e, sì, magari ci siamo già conosciuti, ma nessuno dei due riesce a ricordarsi bene dove.&lt;br /&gt;E, sì, conosce Regina perchè ne condivide gli interessi. Più o meno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Torno a Mutonia una settimana fa, dopo un po' di tempo. Ci vado solo quando c'è un'occasione per farlo: un concerto, una performance, una festa... non sono tante, quelle che organizzano i Mutoidi. Senza, però, non mi troverei a mio agio; per quanto sia magari più a mio agio di altri, resto pur sempre un &lt;em&gt;gaijin&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;Però il Festival dei Teatri di Santarcangelo è lontano e non credo che i Mutoidi si esibiscano da qui a poco tempo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E, davvero, ho bisogno di una mano da KDigger.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Trovo qualche totem in più e qualche totem in meno: mentre ci aggiriamo tra i camper post-atomici di Mutonia, KDigger mi spiega che in realtà ogni installazione rappresenta sempre lui, Sogna Ridendo, che cambia forma e ci insegna che anche l'acciaio non è così immutabile come si crede. Non lo sa nessuno, aggiunge, è un segreto che adesso conosciamo solo io e lei, neanche gli altri Mutoidi che ci lavorano giorno e notte, a quelle sculture. Visto che la spiegazione mi piace, la tengo per buona.&lt;br /&gt;Sta diventando un po' la mia filosofia di vita, credere a tutto quello che mi fa simpatia.&lt;br /&gt;Anche lei è differente: nuovo cambio di capelli, qualche tatuaggio in più, un piercing sul sopracciglio, che prima non aveva. Non ha nemmeno più il cappellino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Così, vuoi veramente uccidere Michael Jackson?", mi chiede.&lt;br /&gt;"Ah-ah"&lt;br /&gt;"Ma c'è un buon motivo per farlo?"&lt;br /&gt;"E c'è un buon motivo per non farlo?"&lt;br /&gt;"Non ti ha fatto niente"&lt;br /&gt;"... si fa chiamare Re del Pop"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Keidì alza le spalle, come per dire &lt;em&gt;mi arrendo&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Quello che non ho mai capito della gente come te, o come Regina, è questa vostra ostinazione a lavorare con le parole. Santificare le parole. Le parole non sono niente, sono ammassi di suoni che raggrumi per definire le cose. E' come dire che la foto di un posto è più importante del posto - mi dice, mentre mi porta a un tendone particolarmente grande, che è sempre rimasto chiuso a tutto il resto del pubblico da quando vengo qui in visita - Creare &lt;em&gt;cose&lt;/em&gt; ti fa sentire parte di un mondo. Saldi, distorci, fondi, cambi. Sbatti contro degli ostacoli fisici. E capisci che è quello che succede anche a te... capisci di avere &lt;em&gt;limiti&lt;/em&gt;", prosegue poi.&lt;br /&gt;"Limiti?"&lt;br /&gt;Davanti al tendone, due Mutoidi mangiano spaghetti scotti su piatti di carta. Non dico che sembra stiano facendo la guardia, ma quasi. Si voltano verso di me e, quando vedono che sono con KDigger, i sorrisi diplomatici da &lt;em&gt;scusa-qui-non-puoi-entrare&lt;/em&gt; si trasformano in sorrisi veri.&lt;br /&gt;"Begli occhiali!", dice uno, rivolto ai miei occhiali da aviatore anni Trenta.&lt;br /&gt;Ricambio con un cenno della testa.&lt;br /&gt;"Ma i limiti non dovrebbero essere un po' stridenti con l'idea di cambiare?", proseguo con KD.&lt;br /&gt;"Il cazzo. Se hai dei limiti, cambi concretamente. Se hai solo parole, non ti trasformi mai, hai sempre una scappatoia per tornartene indietro. Entra, ti mostro una cosa"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il tendone, dentro, è freddissimo e vuoto. No, ad abituarsi un po' al buio, ti accorgi che non è vuoto per niente. Centinaia di mattoncini LEGO sono sparsi per terra, buona parte alla rinfusa e altri già incastrati in quella che sembra una base quadrata, così estesa da coprire una bella porzione di pavimento. Le lampade a neon le tolgono ogni possibile forma di chiaroscuro: è così com'é, netta e senza compromessi. A incastrare i pezzi, c'è un ragazzino dalla faccia seria che ha lo stesso cappellino di KD.&lt;br /&gt;"Trovatore, ti presento Hanuman".&lt;br /&gt;Il ragazzino si volta. Quanti anni? Dodici, al massimo. Porta il cappello esattamente come lo portava lei, tenendo gli occhi un po' nascosti.&lt;br /&gt;"Ti chiamano Trovatore perché sei una specie di poeta?", chiedo tanto per attaccare bottone.&lt;br /&gt;"Trovatore perché trovo le cose", mi risponde lui, serissimo, facendomi davvero sentire un coglione.&lt;br /&gt;Cammino intorno alla base quadrata. Tutti neri, i mattoncini, nessuna traccia di colore.&lt;br /&gt;"E' un po' diverso da quello che costruite da queste parti di solito".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Trovatore annuisce. "Quando sarà finita, sarà una Ziggurat. La Ziggurat Nera"&lt;br /&gt;La guardo a lungo. Non sembra rassicurante, per quanto sia fatta di mattoncini LEGO raccattati chissà dove. Anzi, forse proprio per questo motivo. E' qualcosa di asettico e misterico, una sfinge geometrica che da scimmie potrebbe farci evolvere in uomini, ma senza prometterci alcuna gentilezza nel farlo. E' facile dimenticarsi di esser venuti fin qui per farmi dare da KDigger quei due nomi, gente fidata a Castello, che potrebbe portarmi da Von Beck.&lt;br /&gt;E' facile gironzolare attorno a questa piramide post-moderna e vederla come la fine di un viaggio, per quanto non lo sia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Come mai volevi mostrarmela?", chiedo a KD.&lt;br /&gt;"Perché così è più facile spiegare quello che volevo dire. Che le parole sono fatte per chi non ha pazienza, ha troppa fretta. Costruire è un'altra faccenda. E' una questione di trovare i mattoncini giusti"&lt;br /&gt;"Per costruire una piramide... una tomba?", mi viene spontaneo dire.&lt;br /&gt;"Una piramide è una tomba. Ma una ziggurat è una scala", mi risponde Trovatore, prima di aggiungere altri mattoncini.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6849120773994079063-4695793437501284636?l=voodooriot.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://voodooriot.blogspot.com/feeds/4695793437501284636/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6849120773994079063&amp;postID=4695793437501284636' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6849120773994079063/posts/default/4695793437501284636'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6849120773994079063/posts/default/4695793437501284636'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://voodooriot.blogspot.com/2008/12/capitolo-venti-qasatalavaradagacahafana.html' title='Capitolo venti. Qasatalavaradagacahafanapa'/><author><name>Hanuman</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14783481287831055257</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='19' src='http://3.bp.blogspot.com/_bPMq9tr7hIw/SkSLzLMI93I/AAAAAAAAAB4/EHKdW6buJjw/S220/definitivo.JPG'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6849120773994079063.post-4015285121799504718</id><published>2008-12-06T13:44:00.006+01:00</published><updated>2008-12-07T14:58:27.305+01:00</updated><title type='text'>Capitolo diciannove. Nataralapasamacadafaga</title><content type='html'>&lt;a href="http://s304.photobucket.com/albums/nn165/GeneraleNero/?action=view&amp;amp;current=050608_michael_jackson_vmed_widec.jpg" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://i304.photobucket.com/albums/nn165/GeneraleNero/050608_michael_jackson_vmed_widec.jpg" border="0" alt="Photobucket" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Passa più tempo, rispetto alle settimane che mi aveva consigliato Regina. Così, tanto per andarci sul sicuro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La situazione si stabilizza. Riprendo a immergermi in attività noiose, brutte e deprimenti come può esserlo la vita lontana dai Narratori Criminali.&lt;br /&gt;Riprendo sostanza, in un certo senso. Mi riscopro inadeguato in molte situazioni, impacciato, legato al mio stesso corpo. Il sollievo, che provo per non essere ancora diventato solo ed esclusivamente il personaggio del vostro romanzo preferito, non basta a ricoprire un senso di nausea che si fa ogni giorno più forte. Ogni giorno che passa, divento meno Hanuman e torno sempre più quel ragazzino che si ruppe la spina dorsale parecchi anni fa e che ha paura di fare le cose più stupide.&lt;br /&gt;Non so mica se ne valesse la pena.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non ho visto Regina, in questo periodo, e neppure Eco. Anche i miei commentatori, quelli rasserenanti e quelli minacciosi, sono stati buoni e tranquilli. Come se fossimo tutti caduti in un dolce letargo diffuso.&lt;br /&gt;&lt;p&gt;Fino a quando Eco non mi ha mandato una mail. Solo un link: &lt;a href="http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=35291&amp;amp;sez=HOME_PERSONE&amp;amp;ssez"&gt;http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=35291&amp;amp;sez=HOME_PERSONE&amp;amp;ssez&lt;/a&gt;=&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;Michael Jackson si converte all'Islam. Ora si chiama Mikaeel, come uno degli angeli di Allah&lt;/em&gt;, recita l'articolo.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Non siamo gli unici a darci nomi altisonanti ;)&lt;/em&gt;, recita la mail di Eco. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Credete sia sufficiente a farmi mandare al diavolo settimane e settimane di lenta ripresa, prudenza, guarigione e sollievo da tutti i rischi trangugiati troppo in fretta e rimasti sullo stomaco?&lt;br /&gt;Sì, lo é. Il sogghigno da scimmia divarica gli angoli della mia bocca, senza che possa farci niente.&lt;br /&gt;E dieci minuti dopo, in cui cammino su e giù per la mia stanza e per la mia stessa eccitazione, martellato da una strana sensazione di selvaggia libertà, sto già chiamando Eco. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;"Cosa ne pensi?", gli chiedo, non appena ricevo il suo &lt;em&gt;pronto?&lt;/em&gt; con la stessa aria sorniona che mi sarei aspettato.&lt;br /&gt;"Cosa ne penso... è ovvio che la storia della conversione è una stupidaggine. Il paravento dietro al quale giustificare il suo nuovo nome. Nome di una divinità, Hanuman, proprio come te"&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;Hanuman... &lt;/em&gt;per quanto Regina mi avesse raccomandato, pregato di non farmi chiamare così ancora per qualche tempo, in modo da riassorbire i danni del rituale letterario dei Poeti Estinti, accarezzo il nome con la voce. Piano, con un tono impercettibile. Hanuman... c'è in mezzo tutta la magia della prima volta che l'ho sentito pronunciare da qualcuno.&lt;br /&gt;Mi sento una scimmia da caccia. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;"E' chiara la sua strategia, no? - continua Eco- Vuole che la gente lo identifichi con Mikaeel esattamente come i pochi che ti conoscono ti identificano con Hanuman. E' una forma di difesa. State compiendo lo stesso percorso"&lt;br /&gt;"Con la differenza che lui è un eggregore... è già una divinità immaginaria, mentre io sono un essere umano"&lt;br /&gt;Eco resta per qualche momento in silenzio. Quando riprende a parlare, la sua voce è divertita e insidiosa al tempo stesso. "I Poeti Estinti non sottoscriverebbero del tutto quello che hai appena detto"&lt;br /&gt;Adesso è il mio turno di mandar giù lo scambio di battute, ma Eco non mi aspetta, continua a parlare con un tono di esaltazione crescente che dovrebbe appartenere molto più a me che a lui, in teoria: "E poi, rifletti e leggi bene l'articolo. Dice che la cerimonia di conversione si è svolta nella villa di Steve Porcaro, il co-autore delle musiche di &lt;em&gt;Thriller. &lt;/em&gt;In &lt;em&gt;Thriller&lt;/em&gt;, nel video, Michael Jackson si trasforma in continuazione... lupo mannaro, zombie..."&lt;br /&gt;"Vuoi dire che c'è un significato nascosto? Che la cerimonia di conversione è in realtà una cerimonia &lt;em&gt;di trasformazione&lt;/em&gt;?"&lt;br /&gt;"Esatto, Hanuman. Esatto"&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Resto un attimo a scrollare su e giù la schermata dell'articolo su Michael Jackson, poi cerco su Google delle immagini che lo ritraggano: le macumbe riescono meglio, quando hai un'immagine mentale nitida del tuo bersaglio. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;"Cosa suggerisci?", chiedo a Eco, mentre salvo la foto che metterò in apertura a questo post.&lt;br /&gt;"Ho letto alcuni dei commenti al tuo blog. Alcuni dicono di rivolgersi a un certo Von Beck. Fallo: Von Beck è un'autorità tra di noi, sugli eggregori, i nomi e le loro conseguenze"&lt;br /&gt;"E dove posso trovarlo?"&lt;br /&gt;"Oh - sorride Eco - ti dovrai sbattere un po', e tenere gli occhi aperti"&lt;/p&gt;&lt;p&gt;C'è un'ultima cosa che dovrei dirgli, e non so se sia il caso di farlo davvero.&lt;br /&gt;Massì.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;"Eco..."&lt;br /&gt;"Dimmi"&lt;br /&gt;"Credo che la persona che mi suggeriva di andare a trovare Von Beck, nei commenti al blog, sia la stessa che si raccomanda di non fidarmi di te"&lt;br /&gt;"Direi che questo ne attesta in modo definitivo l'attendibilità", conclude lui.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6849120773994079063-4015285121799504718?l=voodooriot.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://voodooriot.blogspot.com/feeds/4015285121799504718/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6849120773994079063&amp;postID=4015285121799504718' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6849120773994079063/posts/default/4015285121799504718'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6849120773994079063/posts/default/4015285121799504718'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://voodooriot.blogspot.com/2008/12/capitolo-diciannove-nataralapasamacadaf.html' title='Capitolo diciannove. Nataralapasamacadafaga'/><author><name>Hanuman</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14783481287831055257</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='19' src='http://3.bp.blogspot.com/_bPMq9tr7hIw/SkSLzLMI93I/AAAAAAAAAB4/EHKdW6buJjw/S220/definitivo.JPG'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6849120773994079063.post-2756148674475607961</id><published>2008-10-18T17:20:00.009+02:00</published><updated>2009-03-31T12:11:06.008+02:00</updated><title type='text'>Capitolo diciotto: Torovoronopotodozosocofoqomo</title><content type='html'>&lt;a href="http://s304.photobucket.com/albums/nn165/GeneraleNero/?action=view&amp;amp;current=memeactv.gif" target="_blank"&gt;&lt;img alt="Photobucket" src="http://i304.photobucket.com/albums/nn165/GeneraleNero/memeactv.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La sensazione di un bel pezzo mancante continua.&lt;br /&gt;Per quanto mi sforzi, per quanto resti lì a pensarci su, non riesco a recuperare quel capitolo sul mio blog, scomparso di colpo. Potrebbero averlo cancellato loro, i Poeti Estinti.&lt;br /&gt;Il problema è che, pur non dovendo averlo scritto troppo tempo fa, non ricordo per niente di cosa parlasse.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E, proprio come Eco aveva previsto, salta fuori nei commenti un tizio che mi raccomanda di cercare un certo Von Beck, se voglio una mano.&lt;br /&gt;Una mano in cosa?&lt;br /&gt;Non ci sto più capendo niente.&lt;br /&gt;Così, una sera ne parlo a lei, a Regina. Non la vedo da un pezzo, grossomodo da quando sono andato via.&lt;br /&gt;Immagino che tutto il mio parlare possa avervi convinti che noi Narratori Criminali siamo cellule serratissime, organizzate, che ci vediamo sempre, che pianifichiamo cose, che formiamo piccole tribù. In parte é vero, in parte non lo é. In questi giorni, nessuno mi ha cercato e nemmeno io ho cercato nessuno. Si è sempre respirata quest'aria strana, che ho imparato ad assaporare spesso, in compagnia di Regina o di Eco. L'aria di qualcosa di imminente che sta arrivando, l'aria di doversi preparare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da chi, da cosa, non saprei.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo un mucchio di tempo, è Regina che mi chiama. Mi chiede come sto, cosa sto facendo, facciamo chiacchiere come due normalissimi amici.&lt;br /&gt;Io ballo con i convenevoli, sorrido e faccio battute. Temporeggio un sacco, perché nel momento in cui la sento sorridere, in cui semplicemente la risento e basta dopo non so neanche io quanto tempo, non ho voglia di fare altro che scherzare, parlare di tutto e nulla, respirarla a pieni polmoni.&lt;br /&gt;Finché non ce la faccio più. E una frase che mi ero ripromesso di non pronunciare, mi scappa di mano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Ho paura".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lei fa un respiro profondo, preoccupato. "Fai qualcosa stasera?"&lt;br /&gt;"No"&lt;br /&gt;"Invece sì, sei impegnato. Esci con me. Ti vengo a prendere sulle nove e mezzo e ci facciamo una birra"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La birra andiamo a farla a casa sua. E' dove l'ho conosciuta, a Bologna, l'appartamento in cui abbiamo tenuto la festa e in cui poi abbiamo giocato a scacchi. La scacchiera, in effetti, è ancora lì, sul letto, stessa disposizione dei pedoni di come l'abbiamo lasciata.&lt;br /&gt;Così, signore e signori, le racconto tutto. Il blog, i Poeti Estinti, i messaggi che mi arrivano ogni tanto, inquietanti come non mai, e anche certe cose che non ho ancora detto nemmeno ad Eco.&lt;br /&gt;La sensazione di essere meno &lt;em&gt;consistente&lt;/em&gt; ad esempio, che dura da un paio di giorni a questa parte. Come se tutto quello che sono venisse riscritto di continuo da qualcuno e, a volte, me ne riuscissi perfino a rendere conto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"E’ la stessa sensazione che ho anche io, da qualche tempo a questa parte - mormora Regina, un po' più rivolta a se stessa che non a me – Che qualcuno ci stia riscrivendo. Non hai l’impressione che il tempo giri un po’ più veloce, ultimamente? Come se qualcuno stesse facendo degli stacchi"&lt;br /&gt;"Non sono matto solo io, vero?"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sul computer di Regina parte da solo Winamp, non appena finisco di dirlo, con &lt;em&gt;Love will tear us apart&lt;/em&gt; dei Joy Division. Rimaniamo entrambi senza riuscire a parlare, per un po', le espressioni tese e tirate, rattrappiti come se ci avessero appena buttato una secchiata di acqua gelida.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi tiene stretta la mano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Non trovi sia molto confortante, essere matti in due?”, le chiedo.&lt;br /&gt;Lei fa un sogghigno.&lt;br /&gt;"Ti offendi se ti dico di no?"&lt;br /&gt;"… penso che sopravviverò"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi Regina fa un sorriso un po' nervoso."Ok, ok... ascolta. Forse, per qualche tempo, è meglio tenersi alla larga da qualsiasi cosa che non sia pura vita quotidiana. Tanto per capire cosa stia succedendo, se non ci stiamo immaginando tutto”&lt;br /&gt;Siamo seduti entrambi sul letto. Si avvicina un po' di più a me.&lt;br /&gt;"... insomma - continua lei - ci vuole una terapia d'urto. Per almeno due o tre settimane, ti converrebbe farti chiamare solo col tuo nome di battesimo. Scrivere meno che puoi. Fare cose abbastanza banali che non ti occupino molto la testa. E, soprattutto, tenerti bene alla larga da tutto questo"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Annuisco finché volete, ma la mia attenzione non è totalmente lì. Io stesso non sono del tutto lì, o almeno questa è la mia impressione.&lt;br /&gt;Da quando si è avvicinata, buona parte della mia attenzione viene sviata sulla curva del suo naso, sugli occhi che spiccano nella pelle nera, profondi e molto, molto grandi. Quel tipo di grandezza che risveglia una stramba e ingiustificata nostalgia di chissà che cosa.&lt;br /&gt;Occhi che adesso mi stanno fissando, chiedendomi silenziosamente quanto sia stato ad ascoltare tutto quello che ha detto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Credimi, è difficile, dopo averne avuto un assaggio. E'... è che è tutto fantastico, anche le cose peggiori".&lt;br /&gt;Mi sembra una frase goffa e idiota non appena mi esce di bocca. Però è vera, senza dubbio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Resta a studiarmi, con la stessa espressione di prima. Poi scuote la testa."Non tutto è fantastico, credimi. E le cose davvero peggiori... oddio, vuoi vedere le cose davvero peggiori?"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi esibisco nel mio miglior sorriso da scimmia. Quello che la incupisce tanto e che a me, invece, negli ultimi tempi riesce sempre così bene.&lt;br /&gt;" Ti assicuro che il mio concetto di &lt;em&gt;davvero peggiore&lt;/em&gt; ha subìto una ridefinizione bella grossa, da quando abbiamo visto il primo Agente della Coerenza"&lt;br /&gt;"Fidati, nemmeno questo sarà uno spettacolo piacevole", risponde lei, mettendosi al computer e scrivendo l'indirizzo di un... forum? sito? Sembrerebbe un forum.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.stormfront.org/"&gt;http://www.stormfront.org/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;"Guarda", mi dice.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' in inglese, ma lei clicca rapida sulla sezione italiana.&lt;br /&gt;Guardo, giusto una scorsa veloce ai topic.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;E' lecito avere amicizie non ariane?&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Messaggi subliminali fomentatori di meticciamento nei vari media.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;INVASIONE ALLOGENI: 4 MILIONI! (IL 20% IRREGOLARE!)&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;BUON COMPLEANNO, ADOLF HITLER!&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Quando si dice che i negri sono cretini.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Guardo verso Regina."Ma dai, sono chiaramente dei mentecatti. E allora? Lo metto nei bookmark insieme a quelli di Comunione e Liberazione, così li leggo quando voglio sentirmi una persona più intelligente della media"&lt;br /&gt;Regina mi fissa. La sua espressione è seria, seria come non mai. "Sapevi che c'è gente dei nostri, tra loro?"&lt;br /&gt;"Mi prendi per il culo?"&lt;br /&gt;No, non lo sta facendo, ovviamente. Si vede che, in questo momento, l'idea di scherzarci su è parecchio lontana. Sia da parte mia che da parte sua.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Sono anni che raccontano la stessa storia. Parlano di razze superiori e razze inferiori. Dicono che i campi di concentramento non sono mai esistiti, che è stata solo propaganda. Raccontano una storia falsa, che potrebbe venir smentita da chiunque abbia un nonno ancora in vita. E sai perché?"&lt;br /&gt;"Perché... merda... perché credono che più gente convinceranno che è andata davvero così..."&lt;br /&gt;"... più riusciranno a riscrivere davvero il passato. Bravo, stai imparando bene. E più ci penso, più sono le volte in cui mi chiedo se non sia una difesa legittima, l'esistenza degli Agenti della Coerenza"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Restiamo in silenzio, un silenzio rotto solo dal ronzare dell'hard disk del pc di Regina.&lt;br /&gt;Guardo ancora un po' lo schermo.&lt;br /&gt;Sorrido.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Fatevi questo esempio di meticciato, teste di cazzo", ghigno, prima di baciare Regina sulle labbra.&lt;br /&gt;"... Hanuman?", dice lei, spalancando gli occhi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6849120773994079063-2756148674475607961?l=voodooriot.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://voodooriot.blogspot.com/feeds/2756148674475607961/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6849120773994079063&amp;postID=2756148674475607961' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6849120773994079063/posts/default/2756148674475607961'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6849120773994079063/posts/default/2756148674475607961'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://voodooriot.blogspot.com/2008/10/capitolo-diciotto-torovoronopotodozosoc.html' title='Capitolo diciotto: Torovoronopotodozosocofoqomo'/><author><name>Hanuman</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14783481287831055257</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='19' src='http://3.bp.blogspot.com/_bPMq9tr7hIw/SkSLzLMI93I/AAAAAAAAAB4/EHKdW6buJjw/S220/definitivo.JPG'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6849120773994079063.post-6692982154336623066</id><published>2008-10-01T02:40:00.009+02:00</published><updated>2009-03-31T11:45:34.531+02:00</updated><title type='text'>Capitolo diciassette: Qasatacapalaranamahadaga</title><content type='html'>&lt;a href="http://s304.photobucket.com/albums/nn165/GeneraleNero/?action=view&amp;amp;current=kafka.jpg" target="_blank"&gt;&lt;img alt="Photobucket" src="http://i304.photobucket.com/albums/nn165/GeneraleNero/kafka.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il resto è puro delirio.&lt;br /&gt;Mi ritrovo a casa, senza la pallida idea di come esserci arrivato. Un attimo prima, sono lì pronto a collassare. Un attimo dopo, ed eccomi nel mio letto. Tutto così, senza soluzione di continuità tra una scena e un'altra, esattamente come se qualche invisibile Signor Regista avesse deciso, a un certo punto, di eliminare le parti poco interessanti e prodursi in un bel &lt;i&gt;cut.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Aspetto la mattinata, poi chiamo Eco. Gli dico che mi è successo qualcosa, mentre ero via. Che non so bene nemmeno io cosa, non lo ricordo.&lt;br /&gt;Mi dice di aspettare un paio di giorni. Un paio di giorni e ci troviamo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Eco, io ho bisogno di capirci qualcosa ADESSO"&lt;br /&gt;"Un paio di giorni, Hanuman. Vedrai che scorreranno veloci"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eccome, se scorrono veloci.&lt;br /&gt;I due giorni successivi cadono a piombo in una giostra di piccole formalità che non faccio in tempo a sbrigare, amici che non faccio in tempo a sentire, perfino qualche puntata di &lt;i&gt;Torchwood &lt;/i&gt;che non faccio in tempo a vedere.&lt;br /&gt;Di nuovo, il Regista Invisibile opera dei tagli necessari a tener viva l'attenzione. Così, mi ritrovo, come se nemmeno fossero passati dieci, quindici minuti. Un mucchio di passato alle spalle, un presente sbigottito e un futuro che non se la passa troppo bene.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eco e io parliamo nel solito bar. Anche la sensazione a guardar fuori dalla vetrina, è la solita. Una boccia per pesci, in cui centinaia di volti si fanno largo l'uno addosso all'altro, correndo, salutando, ripetendosi e ripetendo sempre le stesse parole.&lt;br /&gt;Eco ha un tempismo straordinario, nello scegliere di darci appuntamento sempre a un'ora in cui qui non c'é quasi nessuno. &lt;em&gt;Fortuna da cospiratore&lt;/em&gt;, la chiama. Mi piace molto, come termine. Fortuna da cospiratore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Quindi li conoscevi?"&lt;br /&gt;"Qualcosa", risponde Eco, con un tono che sembra sottointendere&lt;em&gt; tutto&lt;/em&gt;.Manda giù un sorso di una qualche strano the aromatizzato, in una tazza marrone, un po' sbreccata, incompatibile all'aria sofisticata che gli piace assumere sempre.&lt;br /&gt;"Ho conosciuto Araba Fenice, non appena si era unita ai Poeti Estinti. Saranno stati un po' di anni fa, ed ero ancora confuso", continua lui.&lt;br /&gt;Poi resta in silenzio, dandomi la sensazione strana di voler aggiungere qualcos'altro, senza poterlo fare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rimaniamo un po' in silenzio."Cosa credi che mi stia succedendo?"&lt;br /&gt;Si stringe nelle spalle, cercando nel fondo della tazza un qualche oracolo che gli suggerisca come attaccare il discorso. Un lenzuolo azzurro sventola da una bancarella sulla strada proprio davanti a noi. Visto da qui, assomiglia a una specie di vela e, non so perché, mi provoca una strana via di mezzo tra invidia e nostalgia.&lt;br /&gt;“Questa è una risposta che non posso darti. Tu stesso mi hai impedito di farlo”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rimango a guardarlo come uno stupido, condizione a cui mi sto inesorabilmente abituando.&lt;br /&gt;"Scusa Eco, ma che cazzo stai dicendo? Se ti ho chiamato due giorni fa, è stato proprio per farmi spiegare da te che cosa sta succedendo”&lt;br /&gt;"Ascoltami bene. Può darsi che tu non lo stia percependo ora, ma hai infranto tutte le regole del gioco. Una a una"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Resto in silenzio per un bel po’. Mi vengono in mente un paio di cose da dirgli, ma richiudo la bocca in tempo.&lt;br /&gt;“Cosa intendi, per regole del gioco?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eco si sporge lungo il tavolo. Per la prima volta, lo vedo fare attenzione alla possibilità che ci stia ascoltando qualcuno… e anche un ruga di preoccupazione, che non mi fa presagire nulla di buono.&lt;br /&gt;“Intendo che quello che stai facendo è molto pericoloso. E tu lo fai a cuor leggero, senza nemmeno rendertene conto. L’unica cosa che posso fare, è raccontarti una storia. Poi, trai tu le tue conclusioni”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Va bene – dico alla fine – Va bene, raccontami la storia”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eco rimane a cincischiare con la sua tazza sbreccata. Ne accarezza l'orlo e agita quel che c'è rimasto dentro. Per una volta, più he teatralità sembra sincero imbarazzo, difficoltà nel trovare le parole giuste. Non proprio la norma, per lui.&lt;br /&gt;"Una volta fecero uno strano esperimento con Kafka. I primi Narratori Criminali"&lt;br /&gt;"Con... Kafka?"&lt;br /&gt;" Al buon Franz venne comunicato che su di lui pendeva un processo, senza specificare i capi di accusa né nient'altro. Lo tormentarono per mesi. Il Processo... l'hai letto, vero? non è propriamente un romanzo. E' più un diario"&lt;br /&gt;"Ma perché una cosa simile?"&lt;br /&gt;"Come ti ho detto, fu un esperimento. Volevano vedere cosa succede, quando immergi qualcuno in una situazione da romanzo. Cosa ti rende umano, Hanuman? La percezione della realtà attorno e dentro di te, ti rende umano. Nient’altro. Quando la realtà attorno a te è pura finzione letteraria… allora anche tu diventi il personaggio di un racconto”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Aspetta", dico dopo qualche minuto "Vuoi dirmi che volevano trasformare Kafka in un personaggio letterario?"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eco non risponde subito. Le vele azzurre continuano a sbattere sulla bancarella della strada di fronte, e la sua voce non arriva.&lt;br /&gt;La sento dopo una pausa che sembra essere durata ore, proprio quando mi volto per spezzare il silenzio.&lt;br /&gt;"Quello che i Narratori Criminali hanno sempre voluto fare è stato questo, se ci pensi. Prendere il controllo della propria trama"&lt;br /&gt;"E questo cosa c’entra con me?"&lt;br /&gt;"Lo vedrai - commenta Eco con un sorriso – Tu sei un pazzo, Hanuman. Un pazzo pericoloso. Posso dirtelo solo ora, che siamo in uno strano spazio neutro all’interno della storia”&lt;br /&gt;"Eco… per piacere, piantala un attimo di fare l’uomo del mistero e spiegati meglio"&lt;br /&gt;"Lo vuoi davvero? Bene, lo farò".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando alza il sopracciglio e la bocca si piega in un sorriso così secco da sembrare una ruga, mi sento d'essere del tutto l'idiota che giustamente sono.&lt;br /&gt;"Presto, scriverai della nostra conversazione sul tuo blog. Qualcuno, in un commento, ti dirà di cercare un certo Von Beck. Uno che conosce bene gli eggregori e che può darti una mano nel tuo piano assurdo di uccidere Michael Jackson con una macumba letteraria". Si ferma solo un attimo, per controllare le mie reazioni. Nessuna, sto ad ascoltarlo e ho paura, sì. Molta paura.&lt;br /&gt;“Allora – continua lui – ti metterai in cerca di Von Beck. Seguirai un percorso. E questo percorso ti porterà a fare esperimenti. Esperimenti strani come quello su Kafka. E ti renderai conto di quanto possano essere agghiaccianti”&lt;br /&gt;“Oppure – commento con un sorrisetto che non vorrebbe essere così tremante – se qualcuno mi nomina questo Von Beck, potrò fargli una bella risata in faccia e continuare sulla mia strada”&lt;br /&gt;“No, Hanuman. In un racconto, il libero arbitrio non esiste. In realtà tu stai già cercando Von Beck. E tra pochi giorni, ti rivolgerai a me come se questa conversazione non fosse mai avvenuta”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Respiro a pieni polmoni, lasciando passare il momento in cui il cameriere viene a prendere la tazza di Eco. Io non ho preso niente e me ne pento: vorrei mangiare come un maiale, solo per sentire il sapore del cibo sotto i denti, masticarlo, sentirlo croccante e fisico, mentre mi scende nello stomaco.&lt;br /&gt;Però non ordino nulla.&lt;br /&gt;"E a Kafka cosa successe? E' morto e sepolto, e non mi pare sia diventato il dio degli Impiegati Angosciati"&lt;br /&gt;"La sua metamorfosi durò molti anni e fu quasi impercettibile per la maggior parte delle persone. Ti assicuro che siamo in pochi a sapere che non era la tubercolosi, il motivo per cui non riuscì a dire più una parola, prima di morire..."&lt;br /&gt;Si alza e prende la giacca. Sempre lo stesso segnale per dirmi che la conversazione sta finendo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"... semplicemente la voce era diventata lo stesso ronzio di uno scarafaggio"&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6849120773994079063-6692982154336623066?l=voodooriot.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://voodooriot.blogspot.com/feeds/6692982154336623066/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6849120773994079063&amp;postID=6692982154336623066' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6849120773994079063/posts/default/6692982154336623066'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6849120773994079063/posts/default/6692982154336623066'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://voodooriot.blogspot.com/2008/10/capitolo-diciassette.html' title='Capitolo diciassette: Qasatacapalaranamahadaga'/><author><name>Hanuman</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14783481287831055257</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='19' src='http://3.bp.blogspot.com/_bPMq9tr7hIw/SkSLzLMI93I/AAAAAAAAAB4/EHKdW6buJjw/S220/definitivo.JPG'/></author><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6849120773994079063.post-3804548750071117842</id><published>2008-09-10T11:05:00.011+02:00</published><updated>2009-03-31T12:09:04.713+02:00</updated><title type='text'>Capitolo quindici: Vanacaramalasa</title><content type='html'>&lt;a href="http://s304.photobucket.com/albums/nn165/GeneraleNero/?action=view&amp;amp;current=Papessa.jpg" target="_blank"&gt;&lt;img alt="By Vespero Pictures, Images and Photos" src="http://i304.photobucket.com/albums/nn165/GeneraleNero/Papessa.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Il Re vuole vederti", sussurra Araba Fenice.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel salone risuona un campanello, uno di quelli da &lt;em&gt;reception&lt;/em&gt;, e tutta la gente che ho intorno si ferma di colpo. Sono ore che cerco di farmi venire in mente dove ho già visto le loro facce, dove ho già sentito le loro voci. Ogni volta, la sensazione è la stessa di quando si ha un nome sulla punta della lingua, pronto a sfuggire in continuazione.&lt;br /&gt;Non mi dispiaceva questo posto, quando Araba Fenice mi ha portato qui, dopo ore a guidare in una strada che si contorceva di curve nel buio. C'era un'aria da film di 007: tutti questi riccastri tirati a lucido, giovani e vecchi, innaturalmente belli e un po' plasticosi. Sorriso smagliante e cocktail in mano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi sono navigati intorno per tutta sera. Navigati, sì sì. Come pesci predatori: abbastanza lontano, ma mai troppo. Sempre vicini a sufficienza per controllare cosa facevo, sentire il mio odore, ascoltare i miei discorsi. E fare in modo che io ascoltassi i loro.&lt;br /&gt;Nulla di incredibile, all'inizio. Discussioni di lavoro, di impegni, come se ne sentono a decine, qui, solo con argomenti per me un po' più interessanti del solito. Film da girare. Romanzi da scrivere. Album in preparazione.&lt;br /&gt;Sempre con quel modo di fare da circolo esclusivo di artisti. Da circolo esclusivo &lt;em&gt;massonico&lt;/em&gt; di artisti, in cui i rapporti di potere e di obblighi si percepiscono invisibili e potenti come &lt;em&gt;ley-lines&lt;/em&gt; tra una persona e un'altra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eppure, se ascolti con quella strana predisposizione che hai spesso da ubriaco, in cui ti concentri più sui discorsi di sottofondo che su quelli in primo piano, cogli un paio di battute strane.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alcuni parlano di maschere di Carnevale, ad esempio. Arlecchino, Pierrot, Colombina... cose così. Devono essere stranieri, forse inglesi. Ogni tanto storpiano i nomi, facendoli suonare in modo involontariamente buffo: &lt;em&gt;Harley Quin&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;Pierre Hot&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;Ma nel tono con cui ne parlano non c'è nulla di divertente. E' pieno di un rispetto misto a timore reverenziale, quasi si stessero riferendo a strane divinità in carne ed ossa, capaci di fulminarle nello stesso momento in cui sto scrivendo queste righe.&lt;br /&gt;Un medico tedesco che mi hanno presentato di sfuggita e che non si è mai tolto i guanti, mi guarda proprio mentre ne stanno parlando. Si assicura che stia curiosando nei loro discorsi, fa un sorriso soddisfatto, mi fa vergognare come un cane e riprende a discutere con gli altri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi, come dicevo, il campanello suona. E l'aperitivo alla 007 diventa una foto di gruppo dei fantasmi di &lt;em&gt;Shining&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si voltano tutti a guardarmi. Tutti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Araba Fenice viene verso di me. Mi porge una mano e gliela stringo forte, mentre continuo a guardarmi attorno.&lt;br /&gt;Tutti sorridono, qualcuno annuisce. Il medico tedesco batte le mani in un applauso educato. Se ne aggiunge un altro e un altro ancora, finché il mondo intorno si curva in un unico sorriso affilato, con cui non sono troppo sicuro di voler avere a che fare.&lt;br /&gt;Araba Fenice mi trascina dolcemente con lei, fuori dal salone, giù per le scale.&lt;br /&gt;"Ci rivediamo nei fumetti!", mi dice qualcuno in mezzo agli altri. Non so se sia una battuta ma, tanto per non correre rischi, annuisco e faccio un sorriso che spero non suoni troppo nervoso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scendiamo. E' una scala buia, ci credereste? uguale a quella di cui vi parlavo qualche tempo fa. Mi appoggio per un momento al muro e sono sicuro che tra poco riascolterò lo stesso urlo, lo stesso grido ibrido, la stessa sensazione di dover correre, lontano e forte, perché qualcosa che è più veloce di te sta salendo per quei gradini.&lt;br /&gt;"Ti senti come Alice davanti alla tana del Bianconiglio?", mi chiede sottovoce, quando siamo rimasti noi, pochi scalini da fare e una porta chiusa.&lt;br /&gt;"Un po' "&lt;br /&gt;Mi stringe forte una mano e apre la porta.&lt;br /&gt;&lt;p&gt;Dentro, lo stanzone in cui siamo è grande quasi quanto la sala degli aperativi che ho appena lasciato. In realtà, lo è un po' di più, vuoto com'é e con una serie di larghissime lenzuola trasparenti, a delimitarlo lungo tutte le pareti. Una via di mezzo tra la sala della Loggia Nera e il collegio di &lt;em&gt;Suspiria&lt;/em&gt;. Ed esattamente come in &lt;em&gt;Suspiria&lt;/em&gt;, un respiro pesante, affaticato, di sottofondo.&lt;br /&gt;Il respiro di qualcosa dalla mole enorme. Puzza di disinfettante. Profumo con retrogusto di merda. Un pavimento che sento appiccicaticcio, ogni volta che muovo un passo.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;"Non si potrebbe accendere la luce?"&lt;br /&gt;La mia voce sta diventando nervosa.&lt;br /&gt;Un rumore grasso e liquido, un brutto brontolio di stomaco nell'oscurità.&lt;br /&gt;"Il Re dice che non c'è motivo per cui negarti questo favore", dice Araba Fenice, e una luce si accende.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Si accende dietro una delle tende. Non molto forte, quanto basta per illuminare una gigantesca sagoma nera di cui non si riescono a indovinare altro che i contorni. E i contorni disegnano quello che appare come un trono. Un trono su cui è seduto qualcuno... da dietro la tenda non riesco a capire chi sia.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Potrei azzardarmi a dire che non capisco nemmeno &lt;em&gt;cosa&lt;/em&gt; sia. Quando alza una mano per salutare, l'impressione che ho è che sia fatta più di gelatina, che di carne.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' quella cosa a produrre il brontolio di stomaco. Freme ogni volta che si sente quel suono, come se qualcosa la scuotesse in profondità.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;"Il Re è molto felice di vederti", traduce di nuovo Araba Fenice.&lt;br /&gt;Chiudo gli occhi. Li riapro. Mi scrocchio le dita e mi rendo conto di un ghigno isterico che mi è appena germinato sulle labbra, senza che riesca (o voglia) fare molto per impedirlo.&lt;br /&gt;"Una volta per tutte... che cosa siete, voi?"&lt;br /&gt;"Siamo i Poeti Estinti, Hanuman. Tutti quelli che hai visto di sopra, fanno parte della nostra famiglia. Molti li hai riconosciuti, per quanto si siano sottoposti a qualche operazione, per passare un po' più inosservati. Sì, quello accanto all'entrata era &lt;em&gt;davvero&lt;/em&gt; Paul McCartney, non uno che gli somiglia e nemmeno il sosia che ha suonato coi Beatles per tutto questo tempo. E' quello che ha lasciato tracce di sé dappertutto... quello &lt;em&gt;morto&lt;/em&gt;. Quello di &lt;em&gt;Paul is dead. &lt;/em&gt;E, come lui, ce ne sono tanti altri."&lt;br /&gt;"Mi stai prendendo in giro"&lt;br /&gt;"Può darsi. E può darsi di no. A te la scelta"&lt;br /&gt;"Ma che &lt;em&gt;cosa&lt;/em&gt; siete?"&lt;br /&gt;"&lt;em&gt;Chi&lt;/em&gt; siamo, Hanuman - sussurra Araba Fenice, con il sorriso che riappare sbiadito - Siamo pur sempre umani, per ora. Siamo un'unica grande famiglia, con uno scopo comune"&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Mi viene più vicina, mentre lo sussurra. Il brontolio di stomaco sembra un tuono. Un tuono di carne e succhi gastrici.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;"Far sì che le persone costruiscano miti su di noi. E rendere questi miti così forti, così potenti, da trasformare noi stessi in leggende urbane, storie raccontate di bocca in bocca a cui credere ciecamente... non più umani ma divinità. Nuove divinità pop"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qualcosa nel mio stomaco si piega e si fa molle. Qualcosa che spinge per essere rigettato fuori ORA, ADESSO. Le gambe tremano per un momento, poi è tutta questione di trovare una sorta di baricentro e rimango in piedi. Per il momento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Sai benissimo chi é il Re - sogghigna Araba Fenice - Non hai bisogno di farti cantare &lt;em&gt;Fever&lt;/em&gt;. Se lo vedi così, è perché si è avvicinato più di tutti noi ai nostri scopi. E' pura potenzialità, è fatto dello stesso tessuto indefinito e mutevole dei racconti. Altre volte, quando le storie su di lui diventano statiche e ripetitive, la sua carne si fa della consistenza del marmo..."&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Un altro gorgoglio ci interrompe.&lt;br /&gt;"Dice che anche tu, spacciandoti per un personaggio dei tuoi racconti, scrivendo una storia in cui mescoli ciò che appartiene ad Hanuman e al suo scrittore, percorri la nostra strada. Potresti diventare qualcosa di interessante... non più di un semidio letterario, intendiamoci. E comunque ci vorrebbe del tempo, ci vorrebbero degli insegnamenti"&lt;br /&gt;Vorrei chiederle allora cosa vogliono, perché proprio io. La gola si graffia in un gracchiare di suoni a casaccio.&lt;br /&gt;"E quindi perchè mi avete invitato? Per dirmi questo?", chiedo finalmente, cercando di articolare ogni parola con calma.&lt;br /&gt;Il Re fa un rumore diverso, adesso. E' come se cercasse di parlare ma, di nuovo, gli escono di dosso solo rivoli di suoni ripugnanti. Araba Fenice annuisce.&lt;br /&gt;"No. Ciò che il Re vuole che tu sappia, è un'altra cosa"&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Si fa ancora più vicino alle mie labbra. Le sfiora, mentre parla.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;"&lt;em&gt;La bomba non ha una natura gentile... &lt;/em&gt;", canticchia sull'aria di una vecchia canzone di De André, prima che una botta fortissima alla testa riempia tutto di puntini neri.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6849120773994079063-3804548750071117842?l=voodooriot.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://voodooriot.blogspot.com/feeds/3804548750071117842/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6849120773994079063&amp;postID=3804548750071117842' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6849120773994079063/posts/default/3804548750071117842'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6849120773994079063/posts/default/3804548750071117842'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://voodooriot.blogspot.com/2008/09/capitolo-quindici-vanacaramalasa.html' title='Capitolo quindici: Vanacaramalasa'/><author><name>Hanuman</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14783481287831055257</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='19' src='http://3.bp.blogspot.com/_bPMq9tr7hIw/SkSLzLMI93I/AAAAAAAAAB4/EHKdW6buJjw/S220/definitivo.JPG'/></author><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6849120773994079063.post-1177452518416411020</id><published>2008-08-25T10:58:00.009+02:00</published><updated>2008-09-09T02:05:44.208+02:00</updated><title type='text'>Capitolo quattordici: Dagasarapana</title><content type='html'>&lt;a href="http://s304.photobucket.com/albums/nn165/GeneraleNero/?action=view&amp;amp;current=3a.jpg" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://i304.photobucket.com/albums/nn165/GeneraleNero/3a.jpg" border="0" alt="Photobucket" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono giorni di maestrale e il mare è spesso una foresta impraticabile di onde.&lt;br /&gt;Mi trovo a passeggiare in giro per porti, moli, spiagge abbandonate al crepuscolo. Trovo un po' più di tempo per scrivere, io, che in questi giorni farei tutt'altro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per farvela breve: il 18 sono arrivato dove dovevo arrivare e, come aveva predetto l'anonimo amico nei commenti, loro mi hanno contattato. Lei, cioè. Non ho mai ancora avuto a che fare con nessun altro, a parte Araba Fenice. Mi ha detto di rappresentare i Poeti Estinti ma, quando le ho chiesto di dirmi chi fossero e cosa volessero (cosa volessero da &lt;em&gt;me&lt;/em&gt;, soprattutto), la risposta è sempre stata la stessa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Non fare domande. Guarda, ascolta, distraiti. Quando sarà il caso di parlare e di presentarti agli altri, lo saprai"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sembra una specie di prova, le ho detto.&lt;br /&gt;Lo é, mi ha risposto lei.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così camminiamo, parliamo di cose futili e intime come chi si conosce da un pezzo. Lei è indubbiamente molto più vecchia di me, ma sembra essersi cristallizzata nel tempo. Non una ruga in più dai tempi in cui recitava.&lt;br /&gt;E quando sorride, giuro, nel suo sorriso ci sono tutte le donne che non avrò mai.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Camminiamo molto sulle spiagge, l'avete visto nel capitolo precedente. A certe ore del mattino o della sera, ne trovi parecchie deserte, col vento che ti spruzza il mare in faccia e viceversa. E quando qualche altro essere umano c'é, Araba Fenice si diverte ad ascoltarne i discorsi.&lt;br /&gt;Legge i commenti di questo blog, li commenta a sua volta. Mi dice di salutarti, Rav, e che ti aspetta per una vecchia storia rimasta in sospeso.&lt;br /&gt;Io, invece, non posso fare a meno di notare che la gente che sta scrive qui manda messaggi sempre più strani e inquietanti, di recente. Per quanto possano valere i miei giuramenti in proposito, vi assicuro che non sono io che mi autospedisco minacce e oracoli. Ne so quanto voi e, no, non che trovi nemmeno io la cosa molto rassicurante. &lt;br /&gt;Ma va bene così, anzi benissimo. Una delle ragioni per cui ho iniziato a scrivere, oltre a voler uccidere Michael Jackson (tranquilli, non me ne sono scordato) è spaventarmi un po'.&lt;br /&gt;Adoro avere questo genere di paura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Cosa ti hanno insegnato, per ora, Eco e Regina?", mi chiede un giorno Araba Fenice.&lt;br /&gt;Rimango in difficoltà. Tante cose, nessuna. Tutto è stato un po' troppo caotico negli ultimi tempi, tra iniziazioni, riti di Babele, eggregori e Agenti della Coerenza.&lt;br /&gt;"Tu cosa mi insegnerai?", le chiedo, tanto perché rigirare le domande è la cosa migliore in cui riesco, quando non so che altro dire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Ti insegnerò che le storie non nascono solo da sogni, linguaggio e fantasia. Nascono da paura, pugni nello stomaco, rabbia cieca e mele avvelenate. E che sono storie potenti, perché urlano più forte delle altre, ti si attaccano addosso e ti cambiano per sempre. Per sempre. &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Non me lo dice davvero. Lo pensa abbastanza forte, però. E mi sorride, come se avesse capito che ho capito anche io.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Qual'è uno dei tuoi ricordi peggiori?", chiede poi.&lt;br /&gt;"Perché vuoi saperlo?"&lt;br /&gt;"Perché è comunque una storia. Voglio vedere come ne racconti una che non vorresti ricordare"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rimaniamo un po' in silenzio, noi due.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"In riva al mare, io e mio padre, anni fa, come me e te adesso. E' stato dopo una litigata furibonda tra i miei. Io adoravo nuotare, lo adoro anche adesso. Se vado in acqua non ne uscirei mai: mi ci sdraio, ci sbraccio, nuoto malissimo ma mi diverto. Lo bevo e lo abbraccio, lo faccio fino a perderci il fiato. E' sempre stato così per me"&lt;br /&gt;"Anche allora, il giorno in cui i tuoi litigarono?"&lt;br /&gt;"Sì. Mio padre mi aveva portato a nuotare per farmi distrarre, ma io avevo lo stomaco chiuso. Guardavo il mare e sentivo un rancore improvviso contro di lui, contro i miei genitori, contro il posto in cui ero, dove mi divertivo fino a qualche giorno prima e mi sarei divertito il giorno dopo.&lt;br /&gt;"Mio padre mi chiese se volevo nuotare o giocare un po'. Volevo farlo, beninteso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Però continuavo a guardare il mare con lo stomaco che nemmeno andava su e giù come prima, ormai. E alla fine dissi a mio padre di no"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rimango un po' in silenzio. "Non una gran cosa, eh? Molto banale. L'ho raccontata anche male, di fretta. Però, non riuscirei a farlo in modo diverso"&lt;br /&gt;"Forse", dice lei, indecifrabile.&lt;br /&gt;Non so se si riferisca al fatto che non sia una gran storia, che l'ho raccontata male, che non potevo trovarle un abito migliore, per così dire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poco lontano, una ragazza ci guarda. E' vestita con una maglietta smessa, un paio di pantaloncini corti, occhiali enormi, di quelli anni Settanta.&lt;br /&gt;Per un attimo sono quasi sicuro sia il mio eggregore custode, Allecto. Ma non ha i capelli rossi, sono neri e lisci, e la faccia è di chi ti fissa e contemporaneamente pensa &lt;em&gt;cazzo guardi?&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Sussurro la frase con cui, nei racconti da cui è nata, firmava sempre le sue lettere&lt;em&gt;. Exù Rei. &lt;/em&gt;Così, tanto per stare sul sicuro e un po' per gioco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non risponde, volta lo sguardo e io mi sento un po' triste.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6849120773994079063-1177452518416411020?l=voodooriot.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://voodooriot.blogspot.com/feeds/1177452518416411020/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6849120773994079063&amp;postID=1177452518416411020' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6849120773994079063/posts/default/1177452518416411020'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6849120773994079063/posts/default/1177452518416411020'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://voodooriot.blogspot.com/2008/08/capitolo-quattordici-dagasarapana.html' title='Capitolo quattordici: Dagasarapana'/><author><name>Hanuman</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14783481287831055257</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='19' src='http://3.bp.blogspot.com/_bPMq9tr7hIw/SkSLzLMI93I/AAAAAAAAAB4/EHKdW6buJjw/S220/definitivo.JPG'/></author><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6849120773994079063.post-1480463067927270550</id><published>2008-08-20T23:23:00.009+02:00</published><updated>2008-09-09T01:43:36.732+02:00</updated><title type='text'>Capitolo tredici: Gadanaracasata</title><content type='html'>&lt;a href="http://s304.photobucket.com/albums/nn165/GeneraleNero/?action=view&amp;amp;current=tuttiuguali.jpg" target="_blank"&gt;&lt;img alt="Photobucket" src="http://i304.photobucket.com/albums/nn165/GeneraleNero/tuttiuguali.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lei mi cammina accanto, oscurando con la sola presenza le prove generali di tramonto delle sei e mezza del pomeriggio. Piedi nudi sulla sabbia, è la dimostrazione vivente di quanto le persone non siano mai attente a nulla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perché, va bene, potrai non aver visto abbastanza film porno da riconoscerla, ma solo un paio di anni fa era un continuo di speciali televisivi su gente che giurava di averla vista viva, gente che assicurava di averci avuto una relazione, gente che garantiva di essere un suo qualche figlio nascosto. Anche il nome da battaglia non è proprio, per dirla con le parole di Eco, sotto le righe.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Araba Fenice&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Araba Fenice mi chiede: "Hai ancora paura?"&lt;br /&gt;"Solo delle chiacchiere della gente", le rispondo. In un solo tratto di spiaggia, ho sentito almeno un chilometro di battute fuori luogo su immigrati, clandestini e non, e di discorsi che non avrei mai creduto possibile esistessero. Troppo da macchietta, da cattivo di un brutto fotoromanzo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Faccio un sospiro che suona un po' strozzato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Sarebbe bellissimo qui, se non ci fosse nessuno. Se qualcuno avesse l'idea di irrorare la zona coi gas nervini"&lt;br /&gt;Araba Fenice annuisce. Fa uno dei suoi sorrisi, obliqui e sfaccettati. "Una volta, ho parlato con la tua amica... Regina. E' stato prima di unirmi ai Poeti Estinti"&lt;br /&gt;"E...?"&lt;br /&gt;"Ed era affascinante, senza dubbio. Ti stupiresti se ti dicessi quante persone la reputano tale. Sai che molti la considerano il leader di tutti i Narratori Criminali?"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In realtà, mi stupisce solo fino a un certo punto. Ho visto come la salutavano il giorno della mia iniziazione. Chi amichevolmente, chi con deferenza e chi affogando quella stessa deferenza in una punta di sarcasmo. Sia come sia, la rendevano tutti una specie di omaggio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Affascinante, sì - prosegue Araba Fenice - ma il suo difetto è di avere una fiducia un po' ottusa verso le altre persone. Tutti"&lt;br /&gt;"E tu no?"&lt;br /&gt;"Ma guardali, Hanuman. Guarda ognuno di loro. Di cosa parlano? Di come gliel'hanno cantate a quell'ambulante? Di come bisognerebbe sparare a certa gente sui gommoni? O di come è inevitabile chinarsi e leccare il suolo su cui camminano i propri capi? Ci pensi a come sarebbe il mondo, se loro avessero il potere di rendere reali le storie che sognano?"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cerco un contraddittorio, uno qualunque. Forse, in questo momento sono troppo stanco per trovarne uno convincente. Anche il mare sembra averne abbastanza delle chiacchiere inutili, delle lamentele in saldo, dei discorsi da mercato. Sento il suo stomaco torcersi in varie ondate di disgusto.&lt;br /&gt;Vicino a me, sotto un ombrellone, qualcuno parla di drogati. In termini che lascio alla vostra fervida immaginazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"La gente non merita fiducia - continua lei - Chi è capace di immaginare una vita migliore, sopravviva. Gli altri... beh, comincia a pensare che potrebbero non essere quelli della Coerenza, i nemici. I nemici sono loro. Questi che vedi intorno a te, consorti e figli al seguito. I nemici sono gli altri"&lt;em&gt;. &lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6849120773994079063-1480463067927270550?l=voodooriot.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://voodooriot.blogspot.com/feeds/1480463067927270550/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6849120773994079063&amp;postID=1480463067927270550' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6849120773994079063/posts/default/1480463067927270550'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6849120773994079063/posts/default/1480463067927270550'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://voodooriot.blogspot.com/2008/08/capitolo-dodici-gadanaracasata.html' title='Capitolo tredici: Gadanaracasata'/><author><name>Hanuman</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14783481287831055257</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='19' src='http://3.bp.blogspot.com/_bPMq9tr7hIw/SkSLzLMI93I/AAAAAAAAAB4/EHKdW6buJjw/S220/definitivo.JPG'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6849120773994079063.post-4463248338589732310</id><published>2008-08-16T20:59:00.015+02:00</published><updated>2008-08-17T14:23:34.195+02:00</updated><title type='text'>Capitolo dodici: Lavaganasaradaba</title><content type='html'>&lt;em&gt;&lt;a href="http://s304.photobucket.com/albums/nn165/GeneraleNero/?action=view&amp;amp;current=AllectoFinaleP.jpg" target="_blank"&gt;&lt;img alt="by Jacopo Camagni" src="http://i304.photobucket.com/albums/nn165/GeneraleNero/AllectoFinaleP.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Non ha detto molto, da quando Hanuman l'ha liberata.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Ha detto di chiamarsi Allecto. Chiamarsi, farsi chiamare, non ha molta importanza. I nostri veri nomi sono quelli che ci scegliamo, ha sentito dire qualche tempo fa.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;(Hanuman a volte pensa di averla presa troppo alla lettera, quella frase. Succede quando deve sforzarsi per farsi tornare in mente il proprio nome di battesimo)&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Allecto è un carcere. Una prigione. &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Le prime volte in cui si parlava della Fortress Europe, Hanuman credeva fosse un luogo. Gliela descrivevano come un campo di concentramento, una piccola Guantanamo in cui il nemico buttava dentro i ribelli catturati. Un posto da qualche parte in Grecia.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Ci sono volute un bel po' di indagini, settimane di appostamento e sospensione dell'incredulità, per farsi un'idea precisa di come stavano le cose. Fortress Europe era una prigione per eggregori, creature immaginarie, personaggi dei romanzi e virus memetici considerati pericolosi per il Nuovo Ordine Mondiale. Una prigione per idee, in cui fantasie destabilizzanti e rese concrete dall'immaginario collettivo vengono catturate e confinate. &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Ma non è un luogo.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;E' una persona. &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Hanno sigillato tutti i prigionieri dentro una persona reale, chiudendola a sua volta in una struttura di massima sicurezza nella periferia di Atene. &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Fortress Europe è il nome con cui la gente del Nuovo Ordine Mondiale chiama Allecto. &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Quando Hanuman l'ha liberata, Allecto era posseduta da una masnada di divinità dimenticate e archetipi anarchici che spingevano inutilmente per uscire. Ogni tanto era lei, ogni tanto qualcosa di diverso. Il personaggio che la possiede più spesso è Exu, il trickster della Candomblé. Quando Exu arriva, costringe Allecto a farsi del male, a ferirsi e ad assaporare sangue, sesso e carne. Allecto lo ama.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Hanuman ha lavorato parecchio per farle superare il trauma post-impianto. Perchè, per quanto lui ne ha capito, per Allecto la sensazione è quella di affogare in un magma di personalità aliene. Di ingarbugliarsi tra personaggi su personaggi che parlano attraverso il suo corpo e gesticolano attraverso le sue membra, fino a dissolversi in loro. Finché Allecto non esiste più.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Allora, ogni sera la costringe a raccontargli qualcosa. Una storia, una banalità, un episodio dell'infanzia. Qualcosa che abbia a che fare con lei sola. Impara molto: impara anche cose che forse non dovrebbe sapere, ma non ci fa caso. Quando tocca un nervo scoperto si scusa e non si sofferma troppo... ma le chiede comunque di continuare a raccontare.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Finché lei non inizia a orientarsi tra tutte le parapersonalità che le hanno cacciato dentro a forza. E si ricorda un po' di più di cosa voglia dire essere Allecto. &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Va avanti così, sforzandosi di farla mangiare, tenendola ferma durante le sue crisi, improvvisando ogni volta. Perché, merda, se c'è una cosa per cui non ha MAI avuto la minima sicurezza, è proprio prendersi cura degli altri.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Lui prova ad aiutarla, in cambio lei si fa aiutare senza tante storie. In un certo senso, si danno una mano a vicenda. &lt;/em&gt;&lt;em&gt;Le insegna qualcosa. A sparare, a fare esplosivi, a fare un'offerta ai loa e a invocare il loro aiuto. A far magia in modo letale. La vede i&lt;/em&gt;&lt;em&gt;mparare in fretta, animata da un odio freddo e consapevole che a volte lo spaventa. Un odio che non esplode mai, ma che porta a pianificare e a diventare &lt;/em&gt;bravi&lt;em&gt; in quello che si fa. Il peggior odio possibile, di sicuro. &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Hanuman spesso si addormenta vicino a lei. Si sveglia ogni tanto, di soprassalto, quando il suo respiro si fa irregolare. Si maledice perchè, ne era sicuro, ha sbagliato di certo qualcosa. Poi, lei si quieta e anche lui si calma, si riaddormenta.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Ora è lì, disteso al suo fianco. I capelli di lei gli fanno il solletico sulla guancia. Sono rossi, un rosso artificiale e molto cupo. Il naso sfiora il collo. Un naso un po' all'insù, cosparso di lentiggini. Gli respira addosso, un ritmo regolare, lento. Più pacifico del solito e piuttosto caldo. &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Gli si raggomitola vicino. La gamba gli sfiora un fianco, poi si strofina su una delle sue. Allecto ha gambe lunghe, magre ma sode, con qualche cicatrice molto vecchia che lascia un sentiero sulla carnagione chiara.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Hanuman trattiene il fiato, d'istinto. &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;La mano di Allecto si muove lungo la pancia. Ha dita sottili, leggere. Unghie tagliate da poco, perché non si faccia del male durante una delle crisi. Anche le mani hanno qualche cicatrice. Sembra siano dappertutto. Le dita risalgono, sfiorano la barba di lui, ci giocherellano, ridiscendono lungo il collo. Si fermano sul petto, carezzandolo.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;COSA CAZZO SUCCEDE&lt;em&gt;?, pensa lui.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;La sente spostare la testa, chinarla sul petto. Le labbra gli appoggiano un bacio appena accennato sulla bocca. Si spostano sui capezzoli e baciano anche quelli. &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Il buio acquista una sfumatura strana: sembra avere una luce propria, fatta di respiri e di movimenti sommessi nel silenzio. &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Hanuman si irrigidisce e... e non sa bene cosa fare. &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;"Hanuman", sussurra Allecto, con l'alito che ha ancora un po' del cioccolato che lui le fa mangiare quando lo stomaco le si fa di ghiaccio e non riesce a mandar giù altro.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Il petto batte con un ritmo da giungla. Il petto di entrambi.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;La sua mano gli artiglia la schiena. Poi, prima che se ne renda conto, lui se la sta stringendo contro, i seni piccoli schiacciati contro al petto. Le morde il collo, leggermente. Le unghie di lei strisciano più lente contro la colonna vertebrale. &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;L'aroma di quello strano sapore di cioccolato gli invade la bocca. &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;em&gt;*&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Una volta, Hanuman era il nome del protagonista di alcuni miei racconti. Era il personaggio che interpretavo in una campagna di giochi di ruolo. Allecto se l'era inventata &lt;a href="http://notturnofelsineo.blogspot.com/"&gt;una mia amica&lt;/a&gt;: la storia era un po' diversa da quella che vi ho raccontato adesso, ma c'erano molti punti in comune. Hanuman e Allecto erano più o meno una coppia: pianificavano azioni di sabotaggio e sparavano ai cattivi. Erano terribili e si divertivano a essere tali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora. Sto partendo, lo sapete e sapete cosa sto andando a fare. Gli ultimi messaggi mi stanno spaventando a morte, perchè - non so come - chi ha mandato il messaggio su quello che dovrebbe succedermi, ha sparato una data che non sembra affatto buttata lì a caso. E riguardo a quello che si è firmato come Eco... beh, poco fa ho parlato con lui. Con quello vero, cioé. Dice di non aver mai mandato nessun commento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io non so cosa vogliano da me. Ma che cazzo, sono l'ultimo arrivato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quindi, ecco cosa sto cercando di fare. Ho provato a creare un &lt;em&gt;eggregore. &lt;/em&gt;Se è vero che c'è qualche assonanza tra me e il mio personaggio, prenderne un altro a cui Hanuman è stato molto legato, mi sembrava l'idea migliore. Allecto non è esattamente come l'aveva immaginata la mia amica. E' più... mia, in un certo senso. Ci deve essere qualcosa di me, per darle vita. E mi scuso con chi digerisce poco scene di questo genere: per darle un corpo, descrivere la sua prima notte con Hanuman mi pareva la cosa più giusta da fare. Anche questo raconto è una versione più mia di una cosa che scrissi a quattro mani con la mia amica. Partire e rielaborare un racconto rimpallato tra me e un'altra persona dovrebbe aiutare a rendere Allecto un po' meno finta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora, ecco un favore che vi chiedo. Aiutatemi a darle corpo. Eco mi ha grossomodo spiegato che divinità, angeli custodi e personaggi immaginari si evocano allo stesso modo, visto che sono la stessa cosa. Si tratta di renderli concreti credendo nella loro esistenza o almeno non negandola a priori. Io non so se davvero funzioni così: a me sembra troppo facile e in stile &lt;em&gt;Mary Poppins&lt;/em&gt;. Ci penso e mi dico che, con questo discorso, quando si è bambini si dovrebbero evocare eggregori a nastro. Beh, se uno pensa a quanti bambini sono convinti di avere un amico invisibile o un mostro sotto al letto, magari ha senso.&lt;br /&gt;Comunque ripeto: non ne ho idea. Non ne ho idea di cosa si debba fare davvero. Posso solo scriverci su e immaginare fino a sanguinare.&lt;br /&gt;Se il tutto funziona, non credo che si manifesterà tipo apparizione, intendiamoci. Magari sarà una ragazza che le somiglia, magari qualcuna che condivide determinate caratteristiche. Magari aiuterà semplicemente a rendere qualche coincidenza più favorevole. Come vi spiegavo all'inizio, questo genere di cose è un po' simile agli uomini preistorici che disegnavano scene di caccia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si vede molto che è la prima volta che faccio qualcosa del genere, vero? Temo che l'improvvisazione sia il piatto del giorno. Magari Allecto non verrà stabile come Michael Jackson, ma a me basta anche meno, anche che... non so. Ehi, avete notato quante volte sto ripetendo questo &lt;em&gt;non so&lt;/em&gt;, negli ultimi tempi?&lt;br /&gt;Merda.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Però è una garanzia di protezione, se riesce. Se dove vado si mette &lt;em&gt;davvero male&lt;/em&gt;, ho una possibilità su un milione che qualcosa di simile ad Allecto mi dia una mano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ok, se iniziate subito a prendermi per matto, vi assicuro che non andremo molto avanti.&lt;br /&gt;E da qualche parte bisognerà pure che cominci anche io.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6849120773994079063-4463248338589732310?l=voodooriot.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://voodooriot.blogspot.com/feeds/4463248338589732310/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6849120773994079063&amp;postID=4463248338589732310' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6849120773994079063/posts/default/4463248338589732310'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6849120773994079063/posts/default/4463248338589732310'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://voodooriot.blogspot.com/2008/08/capitolo-dodici-lavaganasaradaba.html' title='Capitolo dodici: Lavaganasaradaba'/><author><name>Hanuman</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14783481287831055257</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='19' src='http://3.bp.blogspot.com/_bPMq9tr7hIw/SkSLzLMI93I/AAAAAAAAAB4/EHKdW6buJjw/S220/definitivo.JPG'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6849120773994079063.post-5303289605825455575</id><published>2008-08-15T14:39:00.006+02:00</published><updated>2008-08-16T00:57:09.378+02:00</updated><title type='text'>Capitolo undici: Nasaradagamavata</title><content type='html'>&lt;a href="http://s304.photobucket.com/albums/nn165/GeneraleNero/?action=view&amp;amp;current=fool.jpg" target="_blank"&gt;&lt;img alt="Photobucket" src="http://i304.photobucket.com/albums/nn165/GeneraleNero/fool.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Innanzitutto, grazie ad amici e conoscenti per i consigli.&lt;br /&gt;Li ho ascoltati, davvero. Anche se molti di voi potrebbero dubitarne, nel leggere le prossime righe.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Parlo un po' di questa storia con Eco.&lt;br /&gt;Per quanto lo conosca ancora poco (sicuramente meno di Regina, con cui vado a spasso da fin dopo l'iniziazione, più o meno), mi viene più spontaneo discuterne con lui. Eco ha sempre l'aria di avere la situazione sotto controllo, che tutto sia grossomodo &lt;em&gt;gestibile&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;E, signore e signori, non credo occorra un corso di psicologia per capire che ho una paura fottuta, dopo quello che è successo.&lt;br /&gt;Io ed Eco decidiamo di sceglierci un altro posto, invece del bar che bazzichiamo a Bologna. Senza bisogno di specificare troppo, un posto tranquillo e non troppo in vista.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli spiego la situazione, con la sicurezza che mi spezzi l'osso del collo solo a conoscere l'esistenza di questo blog. Glielo dico di fretta, un tentativo squallido di &lt;em&gt;fast talking&lt;/em&gt; che suona più o meno come: "&lt;em&gt;equindinelblogincuiraccontoquestastoria...&lt;/em&gt;" e vira immediatamente sullo scorso post e sui gentili ospiti che me l'hanno lasciato.&lt;br /&gt;Eco rimane impassibile. Credo siano quei suoi occhialini a renderlo così. Non lasciano intravedere niente, dello sguardo.&lt;br /&gt;"Cosa pensi di fare?", chiede.&lt;br /&gt;Alzo le spalle. &lt;em&gt;Non lo so&lt;/em&gt;, mi verrebbe da dirgli. "Non lo so".&lt;br /&gt;Annuisce, come fosse una risposta che si aspettava. Guarda davanti a sé e, qui dove siamo noi, il cielo notturno è una ragnatela di fulmini. Non piove, però.&lt;br /&gt;"Avete incontrato un Agente della Coerenza. Pensi che potrebbero essere loro?", mormora alla fine.&lt;br /&gt;"Boh, per quello che ne so, sì. Anche. Che ne so. Quello che ho visto io, era meno umano di una webcam. Ci fissava di continuo, ogni tanto sembrava perderci e poi ci fissava ancora"&lt;br /&gt;"E' perché non vi vedeva. Buona parte degli Agenti è cieca. Captano solo le interferenze nell'immaginario e chi le produce. Quando non vedono o sentono nulla, significa che va tutto bene"&lt;br /&gt;"Allora quelli che hanno crackato il blog non possono essere Agenti della Coerenza, giusto?"&lt;br /&gt;Passo sopra anche l'ultima, mostruosa affermazione di Eco, pur di ritagliarmi questo brandello di tranquillità.&lt;br /&gt;Lui mi fa un sorrisetto saputo, tanto per sottolinearmi che non è mai così facile. "Prima cosa: non tutti quelli che lavorano per la Coerenza, sono Agenti. Alcuni lo fanno in maniera inconsapevole. Altri sono comunissimi esseri umani. Altri ancora una volta erano dalla nostra parte, per poi cambiare idea"&lt;br /&gt;"Traditori?"&lt;br /&gt;"Loro ti direbbero semplicemente che vedono le cose da un'ottica più matura. Ce ne sono sempre di più, via via che passa il tempo. Ma prima sfatiamo il mito numero due"&lt;br /&gt;"Sarebbe?"&lt;br /&gt;"Non siamo due eserciti, tutti compatti da una parte e dall'altra del fronte. Per quanto ne so, questi che ti hanno scritto potrebbero condividere ogni minima nostra idea ed essere matti come cavalli. Magari vogliono ammazzarti per dimostrare una qualche loro teoria. Magari farti il lavaggio del cervello, magari offrirti un the. Non sapere un granché gli uni degli altri è sempre stata la nostra più grande debolezza"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rimaniamo un po' in silenzio. Altri fulmini all'orizzonte, altra promessa di pioggia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Credi possano sapere dove sono o chi sono?"&lt;br /&gt;Lui aggrotta la fronte, in un'espressione che suona quasi divertita. "Non è che tenere un basso profilo sia la tua specialità, Hanuman. Io ti ho detto un mucchio di volte che buona parte delle cose che fai è pericoloso. Ma prendersi un nome da scimmia implica anche ragionare come una scimmia, immagino..."&lt;br /&gt;"Ah, e basta rompere le palle con questa storia del nome!"&lt;br /&gt;"Perchè hai scelto proprio quello?"&lt;br /&gt;"Era un mio personaggio di un gioco di ruolo. E di qualche racconto. Un mago terrorista, di religione hindu. Ok... lo so che è qualcosa di stupido"&lt;br /&gt;Eco però non mi guarda come fosse qualcosa di stupido. Mi guarda con l'aria di chi abbia le idee un po' più chiare riguardo a un paio di domande che, ovviamente, si tiene per sé.&lt;br /&gt;Ci rimugina un altro po'. Quando riprende a parlare, l'argomento &lt;em&gt;nome in codice Hanuman&lt;/em&gt; è acqua passata. "Regina ti direbbe di tenerti alla larga da loro. Farti proteggere, finché non ti lasceranno perdere"&lt;br /&gt;"E tu, che dici?"&lt;br /&gt;Scuote la testa. "Chissenefrega, di quel che dico. &lt;em&gt;Tu&lt;/em&gt; cosa &lt;em&gt;vuoi&lt;/em&gt; fare?"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si alza un po' di vento. Anche una puzza stomachevole, che attraversa i campi intorno a noi. Concime, probabilmente... cagato però da una divinità da incubo primordiale, per l'odore che fa.&lt;br /&gt;"Io ho una gran paura, Eco. Però sono maledettamente curioso"&lt;br /&gt;"E quindi?"&lt;br /&gt;"E quindi andare mi sembra davvero assurdo, ma una parte di me ne avrebbe voglia. Vedere l'altro punto di vista"&lt;br /&gt;"Allora fallo"&lt;br /&gt;La frase rimane un po' sospesa in aria, prima che mi renda conto di cosa voglia dire. "... eh?"&lt;br /&gt;Eco si stringe nelle spalle. "Sembra vogliano dirti qualcosa, no? Se non parli con loro, non saprai mai cos'é. Un altro punto di vista? lo accetterei anche se me lo stesse offrendo il mio peggior nemico"&lt;br /&gt;"Va bene... ma potrebbe essere una trappola. Non dovrebbe essere questo, il punto del dialogo in cui mi dici una cosa simile?"&lt;br /&gt;Eco annuisce, accendendosi una sigaretta. "La conoscenza è sempre legata ai rischi". Il tono con cui lo dice ha un timbro indifferente, come se stesse esponendo la più grossa ovvietà del mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi alza di nuovo le spalle. "Sono capaci tutti di non fidarsi di nessuno"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E quindi arriviamo a noi.&lt;br /&gt;Tutto questo resoconto per dire una sola cosa.&lt;br /&gt;Va bene. Incontriamoci e fatemi vedere, Società dei Poeti Estinti.&lt;br /&gt;Per quanta paura abbia, voglio vedere.&lt;br /&gt;Voglio davvero vedere.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6849120773994079063-5303289605825455575?l=voodooriot.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://voodooriot.blogspot.com/feeds/5303289605825455575/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6849120773994079063&amp;postID=5303289605825455575' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6849120773994079063/posts/default/5303289605825455575'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6849120773994079063/posts/default/5303289605825455575'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://voodooriot.blogspot.com/2008/08/capitolo-undici-nasaradagamavata.html' title='Capitolo undici: Nasaradagamavata'/><author><name>Hanuman</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14783481287831055257</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='19' src='http://3.bp.blogspot.com/_bPMq9tr7hIw/SkSLzLMI93I/AAAAAAAAAB4/EHKdW6buJjw/S220/definitivo.JPG'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6849120773994079063.post-5291340900913841201</id><published>2008-08-09T19:48:00.007+02:00</published><updated>2008-08-10T02:53:01.166+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;questo non è un capitolo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:Courier New;"&gt;è un avvertimento. per te e per tutti quelli che stanno leggendo &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:Courier New;"&gt;quella che credono una storia inventata.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:Courier New;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:Courier New;"&gt;non ci conosci, hanuman.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:Courier New;"&gt;noi sì.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:Courier New;"&gt;noi ti osserviamo da un pezzo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:Courier New;"&gt;indovinare la tua password, il tuo id, è stato semplice.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:Courier New;"&gt;leggerti è semplice.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:Courier New;"&gt;guardiamo cosa fai, come ti muovi, il nome che hai scelto.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:Courier New;"&gt;ciò che stai diventando e che diventerai.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:Courier New;"&gt;non siamo così diversi, noi e te.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:Courier New;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:Courier New;"&gt;oggi il mondo cambierà. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:Courier New;"&gt;quanto sta succedendo al cern è solo l'apertura di una lunga partita. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:Courier New;"&gt;voi giocate a scacchi immaginandovi racconti dietro le vostre mosse.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:Courier New;"&gt;noi immaginiamo nuovi pezzi sulla scacchiera. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:Courier New;"&gt;l'LHC è solo il primo passo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:Courier New;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:Courier New;"&gt;noi ti osserviamo, hanuman.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:Courier New;"&gt;non credere a quello che ti dicono.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:Courier New;"&gt;ti stanno mentendo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:Courier New;"&gt;non fidarti di regina.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:Courier New;"&gt;in un altro racconto, un te stesso più ingenuo ne ha pagato le conseguenze. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:Courier New;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:Courier New;"&gt;ecco cosa ti offriamo noi:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:Courier New;"&gt;un altro punto di vista.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:Courier New;"&gt;continueremo a osservarti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:Courier New;"&gt;e quando vorrai sapere,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:Courier New;"&gt;ti tenderemo la mano.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:Courier New;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:Courier New;"&gt;&lt;strong&gt;La Società dei Poeti Estinti.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:Courier New;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:Courier New;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6849120773994079063-5291340900913841201?l=voodooriot.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://voodooriot.blogspot.com/feeds/5291340900913841201/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6849120773994079063&amp;postID=5291340900913841201' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6849120773994079063/posts/default/5291340900913841201'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6849120773994079063/posts/default/5291340900913841201'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://voodooriot.blogspot.com/2008/08/questo-non-un-capitolo.html' title=''/><author><name>Hanuman</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14783481287831055257</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='19' src='http://3.bp.blogspot.com/_bPMq9tr7hIw/SkSLzLMI93I/AAAAAAAAAB4/EHKdW6buJjw/S220/definitivo.JPG'/></author><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6849120773994079063.post-2385512554275955978</id><published>2008-08-04T18:53:00.005+02:00</published><updated>2008-08-05T11:11:55.875+02:00</updated><title type='text'>Capitolo dieci. Ravadalamacanaxa</title><content type='html'>&lt;a href="http://s304.photobucket.com/albums/nn165/GeneraleNero/?action=view&amp;amp;current=business.jpg" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://i304.photobucket.com/albums/nn165/GeneraleNero/business.jpg" border="0" alt="Photobucket" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Comincia a seguirci non appena scendiamo dal treno.&lt;br /&gt;Non me ne accorgo, sulle prime. E' Regina a farmelo notare, in mezzo a quattro chiacchiere sui nostri videogiochi preferiti di sempre (&lt;em&gt;Planescape Torment&lt;/em&gt; per me e &lt;em&gt;Deus Ex &lt;/em&gt;per lei).&lt;br /&gt;Mi dice: "Cammina come se andasse tutto bene", così, in mezzo al discorso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E prima di capire cos'è che non dovrebbe andare bene, sento i passi dietro di me.&lt;br /&gt;Non è tanto sentire dei passi, capite: in stazione a Rimini, in piena estate, è tutto fuorché un evento eccezionale. E' il distinguerli nettamente dagli altri.&lt;br /&gt;Rigidi, secchi, cadenzati. Sembra la camminata di qualcuno abituato da anni a marciare al passo dell'oca e che si sforzi di nasconderlo. Senza riuscirci. Perchè il passo dell'oca ormai gli scorre dal cuore alle gambe, fino al cervello, senza ritegno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Ok...", comincio.&lt;br /&gt;"No. Non c'è nulla che sia ok", mormora veloce lei, sputando le parole così rapidamente che faccio fatica a sentirle.&lt;br /&gt;"Ma è per quella roba che ho fatto in treno?"&lt;br /&gt;Sto parlando con la voce abbassata. Odio parlare con la voce abbassata senza rendermene conto. Di solito vuol dire che non c'è una ragione per cui lo stia facendo. Solo perché &lt;em&gt;si fa così&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;Regina scuote la testa. "Non so, può essere. Per me ci seguono da prima. Te l'ho detto che, da quando t'abbiamo iniziato, si sarebbero accorti di te".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Camminiamo veloci dalla stazione, dritto per dritto, senza fermarsi. Attraversiamo una strada col rosso. Una macchina ci strombazza dietro e io per un attimo ho l'impressione che ci metterà sotto, proprio come quella volta in cui ho rischiato di essere investito da ragazzino, con la cassetta di &lt;em&gt;In Utero&lt;/em&gt; in tasca e&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Regina mi afferra una mano. Inizia a camminare più velocemente.&lt;br /&gt;Anche i passi dietro. Chiunque ci stia inseguendo, me lo immagino che si fa largo tra le persone, spintonando, standoci sempre dietro. Non troppo attaccato a noi, finché c'è gente. Abbastanza per fare la sua mossa quando ci ritroveremo da soli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qualcosa dentro di me, ne è sicuro.&lt;br /&gt;Fanno &lt;em&gt;sempre &lt;/em&gt;la loro mossa quando stai da solo. Non so perché ma so che è così.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Accanto a noi, le case sanno di fatiscente. Mentre Regina mi strattona lungo la strada, le vedo trasformarsi: da magazzini ferroviari, cimiteri di macchine e di ferro, diventano brutte case. Poi le brutte case diventano vecchie villette. Le vecchie villette diventano il centro della città, un centro che sembra un lungo corridoio d'asfalto, incredibilmente spoglio e desolante a quest'ora in cui tutti sono al mare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non mi accorgo di quanto fiatone ho, finché non ci fermiamo per improvvisare una strada in cui andare. Destra o sinistra, testa o croce. Ansimo come uno di quei vecchi cani con la lingua a penzoloni. Ho gli occhi sbarrati e voglio solo correre ancora.&lt;br /&gt;Perché cazzo sono così spaventato?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Faccio per...&lt;br /&gt;"Non voltarti indietro - dice Regina - Non lo guardare. Non dargli la sola idea che sappiamo cosa sia"&lt;br /&gt;"Io NON SO cosa sia, Regina"&lt;br /&gt;"Seguimi, presto!"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi afferra di nuovo la mano e mi trascina a destra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Faccio il bravo, non mi volto. Ti riesce sempre molto semplice fare il bravo quando hai una paura fottuta.&lt;br /&gt;"Non immaginarlo. Immaginarlo potrebbe dargli potere", sibila lei.&lt;br /&gt;"Eccheccazzo, e poi?"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qualcuno ci guarda. Un paio di vecchi che sembrano saperla lunga sul nostro conto, e ridono e parlano in dialetto. Una ragazzina con una ciocca di capelli colorati di blu elettrico e una maglietta dei Death in Vegas. Un padre che spinge una carrozzina.&lt;br /&gt;Perché ci stanno guardando? Cosa succede?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I passi dietro di noi, che continuano sempre alla stessa cadenza, sempre alla stessa distanza, nè più affrettati nè più stanchi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Presto!", fa Regina, con la voce che si impenna in alto e gli occhi sbarrati. Stringe più forte la mia mano. Inizia di nuovo a correre. Inizio a correre anche io, senza un come o un perché. Corriamo come se ne andasse delle nostre vite.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chiudo gli occhi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non me ne frega un cazzo di dove stiamo andando, mi frega solo di sapere che ce ne stiamo andando da qualche parte. Regina mi strattona da qualche parte. Verso sinistra, dentro un vicolo. Io penso soltanto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;In un vicolo, come nei peggiori inseguimenti da film&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;e poi&lt;br /&gt;&lt;em&gt;ci prenderanno, ci prenderanno siamo spacciati, non possiamo farcela&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;e anche&lt;br /&gt;&lt;em&gt;è sempre quando sei da solo, che fanno la loro mossa.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lei è terrorizzata, io anche.&lt;br /&gt;"Non abbiamo molto tempo"&lt;br /&gt;"Da che cazzo stiamo scappando?"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dentro al vicolo. Sedie vuote di un baretto che è in chiusura estiva, o più probabilmente in chiusura di turno. Una libreria proprio davanti a noi.&lt;br /&gt;Regina mi fa cenno di aspettare, vicino alla vetrina della libreria, e si sporge dall'imboccatura del vicolo per controllare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"E' ancora lontano", dice. Io mi chiedo come faccia a essere lontano, visto che l'ho sempre sentito attaccato a me, ogni momento, sempre i suoi passi dietro. Me lo chiedo in silenzio, perché sapere che non è proprio alle nostre costole mi risulta parecchio rassicurante.&lt;br /&gt;E chi sono io per mettere in dubbio quel po' di sicurezza con qualche domanda?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cristo che razza di schemi di pensiero di merda, mi mette in circolo 'sta cosa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"E' un agente della Coerenza"&lt;br /&gt;"Coerenza?"&lt;br /&gt;Lei continua a buttare un occhio all'entrata del vicolo. "Ti ricordi in treno, che mi chiedevi come mai la Realtà non cambia di continuo, visto che basta una storia convincente per farlo? E' a causa loro, di quelli della Coerenza"&lt;br /&gt;"Ma cosa cazzo sarebbero?"&lt;br /&gt;"Non lo so. Non lo sa nessuno di noi. Sappiamo solo che esistono. Hanno scritto questo mondo e le sue regole. E ogni volta che qualcuno o qualcosa fa per cambiarle, provvedono a individuare l'errore narrativo e a eliminarlo. Proprio come faresti tu, quando cavi un'incongruenza in un racconto"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Recuperiamo fiato. Mi sento quasi febbricitante.&lt;br /&gt;"Quindi loro sono... uh... nostri nemici?"&lt;br /&gt;Regina annuisce. "Più o meno, anche se non è una questione di nemici o amici. Loro non ci considerano nemmeno esistenti, finché non facciamo qualcosa che sconvolge le regole. Te l'ho detto, sono il cancellino di Word che cava via i pezzi sbagliati di una storia"&lt;br /&gt;"E quindi?"&lt;br /&gt;"Dobbiamo comportarci in maniera &lt;em&gt;coerente&lt;/em&gt;", dice lei, sciogliendosi i capelli e facendo un sorriso falso da un angolo all'altro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"EH?"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Se ci comportiamo seguendo i loro schemi mentali, non riusciranno a distinguere la nostra presenza in mezzo agli altri, e potremo seminarli indisturbati fino a tornare in stazione"&lt;br /&gt;"Sì, ma come..."&lt;br /&gt;"Ascolta. Io sono nera e tu, ogni frase che dirai, dovrai rimarcare che lo sai e non ti importa. Perché tu sei mio amico malgrado io sia nera, ok?"&lt;br /&gt;"Ma che stronzata é, questa? E' ovvio che..."&lt;br /&gt;"Non importa cosa consideriamo ovvio! Non capisci che il punto è questo? Tu invece, fatti dare un'occhiata... ok, sei gracilino, non fai sport... scrivi poesie?"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Uh... qualche volta"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Ottimo. Sei il mio amico poeta che parla solo di poesie. Sei innamorato di me, malgrado il fatto che sono nera, ma io non ti ricambio. Perché io voglio un uomo aitante e sicuro di sé, con pochi grilli per la testa. Tu parlerai solo di poesie"&lt;br /&gt;"Stai scherzando, vero?"&lt;br /&gt;"No, e se qualcos'altro ti suona più squallido o ridicolo di questo, usalo. Ne va delle nostre vite, Hanuman"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Usciamo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quasi gli sbattiamo addosso e io mi chiedo come faccia la gente a non accorgersi di lui, a non guardarlo almeno un po' strano. Un uomo vestito come il più archetipico dei &lt;em&gt;Men in Black&lt;/em&gt;, di pomeriggio, in una delle estati più calde che ricordi.&lt;br /&gt;Giacca lunga, chiusa. Bottoni fino al collo. Guanti. L'unica cosa che lascia scoperta è il volto. Proprio per questo sono sicuro che non sia vero.&lt;br /&gt;Si ferma, ci fissa. Si aggiusta gli occhiali neri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma quanto è pallido? sembra che il suo corpo sia fatto di carta, per come è bianco. Un bianco di quelli solidi, gessati, che nemmeno ti fanno intravedere le vene.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Regina mi dà una gomitata, mentre ci apprestiamo a camminargli accanto. Aumenta un po' il passo, calca il marciapiede appoggiando il piede come una modella.&lt;br /&gt;L'uomo in nero ci fissa.&lt;br /&gt;Cominciamo lo show.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Non pensavo di poter parlare di queste cose con te". Oddio, comincio appena e mi sembra di essere davvero un mentecatto.&lt;br /&gt;"Davvero?", trilla lei.&lt;br /&gt;"Sì... anche se sei una donna, con te si può chiacchierare di un mucchio di cose!"&lt;br /&gt;"Anche con te - risponde lei, e la sua bocca si allarga in un sorriso triste - Non capita sempre che qualcuno non si ponga problemi perché... perché..."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lascia la frase in sospeso, come un&lt;em&gt; assist&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Perchè sei DI COLORE?", cerco di calcare molto sull'espressione. E non posso fare a meno di guardarlo, l'agente che ci sta fissando. Mi chiedo se ne se accorga. Che lo fisso, cioé. Cerco di far sì che il mio sguardo non si trattenga troppo su di lui, ma è quasi impossibile. C'è una sorta di fascino in quella pura artificialità, in quei lineamenti proporzionati e finti, in quella pelle perfetta. In tutta la sua sintetica presenza.&lt;br /&gt;Ora sembra una telecamera impazzita. Sposta lo sguardo su di me e su Regina. Prima su di me e poi su di lei, poi di nuovo su di me. La gente non ci fa nemmeno caso. Il sospetto che nemmeno lo vedano, adesso, è molto più forte di prima.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Sì... - mi risponde intanto Regina - Di solito, alla gente non va troppo di parlare con me. Ma tu sei diverso. Si vede che sei così sensibile"&lt;br /&gt;Non ce la faccio più.&lt;br /&gt;"E' perché sono gay, siamo sempre molto sensibili", ghigno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'uomo in nero pianta lo sguardo su di me.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Niente battute, deficiente!", sibila Regina, affrettando il passo. L'uomo in nero viene con noi, ci cammina a fianco, continuando a fissarmi.&lt;br /&gt;Provo a correggere. Se ho capito come funzionano questi cosi, dev'essere l'ironia che ha attivato il suo campanello d'allarme, non la frase in sé.&lt;br /&gt;"Ho scoperto di essere gay da quando scrivo poesie", azzardo, più seriamente.&lt;br /&gt;L'uomo in nero scuote la testa in uno scatto a orologeria, verso Regina.&lt;br /&gt;"Dev'essere dura, per te. Essendo nera, capisco bene cosa significhi essere discriminati"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non siamo molto lontani dalla stazione. L'uomo in nero continua a muoversi sempre di più come una vecchia sveglia, come un rudere tecnologico. Adesso non siamo più gli unici che sta fissando. Si guarda intorno e ho l'impressione che stia perdendo il segnale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Decido che è il caso di rincarare la dose.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Eppure, guardandoti, ora mi viene da mettere in dubbio tutto quanto. Per quanto tu sia di colore, sento di provare qualcosa per te"&lt;br /&gt;L'uomo in nero, di nuovo, si fissa su di me. Ho sbagliato qualcosa un'altra volta?&lt;br /&gt;Sorride. Non credevo nemmeno che potessero farlo. Un sorriso asciutto, una linea dura che sembra una cicatrice.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Oh... non potremmo essere solo amici?", risponde Regina, con un capolavoro di tormento sul viso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pochi minuti dopo, siamo sul treno del ritorno. L'ultima battuta di Regina ha annichilito completamente l'attenzione dell'agente verso di noi. Nonostante questo, non abbiamo spiccicato una parola per almeno mezz'ora, fingendo di guardare fuori dal finestrino. Fingendo, a tratti, di dormire.&lt;br /&gt;Tempo dopo, Eco mi dirà che quello è il loro potere peggiore: quello di spaventarti, spaventarti tanto da non farti parlare più, da farti scegliere con attenzione le parole anche quando non ci sono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non va bene. Non mi piace affatto, quindi parlo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Chissà che fine fanno, quelli che vengono catturati da loro".&lt;br /&gt;Regina sospira. "Non so... alcuni dicono che ci siano campi di concentramento segreti, in cui vengono rieducati. Altri pensano che vengano semplicemente &lt;em&gt;cancellati&lt;/em&gt;"&lt;br /&gt;"Cancellati?"&lt;br /&gt;"Cancellati", dice lei. Inequivocabile.&lt;br /&gt;Rimango zitto per qualche minuto. "Mi ha guardato, prima di perdere del tutto il segnale. Giurerei che abbia pure sorriso"&lt;br /&gt;"Forse qualcosa che hai detto l'ha divertito. Ricordi a che punto della discussione l'ha fatto?"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"No", mento.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6849120773994079063-2385512554275955978?l=voodooriot.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://voodooriot.blogspot.com/feeds/2385512554275955978/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6849120773994079063&amp;postID=2385512554275955978' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6849120773994079063/posts/default/2385512554275955978'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6849120773994079063/posts/default/2385512554275955978'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://voodooriot.blogspot.com/2008/08/capitolo-dieci-ravadalamacanaxa.html' title='Capitolo dieci. Ravadalamacanaxa'/><author><name>Hanuman</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14783481287831055257</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='19' src='http://3.bp.blogspot.com/_bPMq9tr7hIw/SkSLzLMI93I/AAAAAAAAAB4/EHKdW6buJjw/S220/definitivo.JPG'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6849120773994079063.post-5606951191327843137</id><published>2008-07-28T02:12:00.006+02:00</published><updated>2008-07-28T12:12:41.373+02:00</updated><title type='text'>Capitolo nove. Qasataravanagaza</title><content type='html'>&lt;a href="http://s304.photobucket.com/albums/nn165/GeneraleNero/?action=view&amp;amp;current=MormonMoonMissionaries.jpg" target="_blank"&gt;&lt;img alt="Photobucket" src="http://i304.photobucket.com/albums/nn165/GeneraleNero/MormonMoonMissionaries.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Regina si toglie i sandali e appoggia i piedi nudi sul sedile davanti a sé.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"E' da quando ho finito l'università che non viaggiavo così tanto in treno", le dico. Non è che mi dispiaccia. Alla fine, per uno che le auto non sa nemmeno come farle partire e ha visto troppe puntate di &lt;em&gt;Lost&lt;/em&gt; per sentirsi a suo agio durante un decollo, il vecchio cavallo di ferro è la soluzione più amichevole. E poi come fa a non sembrarti rassicurante un coso che fa &lt;em&gt;ciuf-ciuf&lt;/em&gt;?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La mia compagna di viaggio non trasuda esattamente sicurezza, però. La vedo lanciare un'occhiata di sfuggita ai posti di fianco. Sembra preoccupata, per un momento. Poi, la sua espressione torna la stessa di sempre: curiosa ed entusiasta come una bambina dei fumetti.&lt;br /&gt;"E' il posto migliore per raccogliere storie, il treno. Entra chiunque e dentro ti ci puoi spostare come vuoi"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Due mormoni vengono a sedere a un paio di poltroncine dietro di noi. Li riconosci subito: camicia bianca, bibbia nel taschino, pantaloni scuri, cravatta improbabile.&lt;br /&gt;"C'è stato un periodo in cui sembravano esser dappertutto, sparsi come spore aliene per l'Emilia Romagna. Ti fermavano sempre in due e, ogni volta, almeno uno dei due si chiamava Fratello John"&lt;br /&gt;Regina scuote la testa, sogghignando. "Fratello John... come mai si chiamavano tutti così, per te?"&lt;br /&gt;"Bah, John è un nome diffuso in America. E loro non sono americani o qualcosa del genere?"&lt;br /&gt;"Altrimenti?", mi chiede con lo stesso tono che ha usato prima del Rituale di Babele. Quella di quando scarta la soluzione più ovvia e razionale per sentirsene raccontare una completamente folle. La mia pretesa preferita.&lt;br /&gt;"Altrimenti c'è un Fratello John originale, che usano come stampo. Lo tengono segregato nelle segrete di Mormoland e lo clonano a ripetizione"&lt;br /&gt;Regina annuisce convinta, con il sogghigno che è diventato un sorriso deliziato. "Sì! Oppure... oppure aspetta, magari invece Fratello John è una carica onorifica segreta, tramandata di padre in figlio, o solo ai più degni..."&lt;br /&gt;Ce la sghignazziamo sotto gli occhi un po' basiti dei Mormoni, che non hanno ben capito cosa stiamo dicendo, ma ci fissano con la consapevolezza istintiva che non ridiamo &lt;em&gt;con&lt;/em&gt; loro, ma &lt;em&gt;di&lt;/em&gt; loro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Il fatto è - riprende Regina, un po' più seria - che davvero potrebbe essere così. Ogni storia è vera, se la racconti in modo che abbastanza gente, insieme a te, creda che lo sia"&lt;br /&gt;"Immagino che per &lt;em&gt;vera&lt;/em&gt; tu non intenda un semplice &lt;em&gt;più convincente, &lt;/em&gt;giusto?"&lt;br /&gt;"No, intendo proprio vera. Se una buona fetta di persone nel mondo fosse intensamente convinta che Fratello John sia un clone, Fratello John sarebbe &lt;em&gt;davvero&lt;/em&gt; un clone"&lt;br /&gt;"Vuoi dire che lo diventerebbe?"&lt;br /&gt;"No, che lo sarebbe sempre stato. La sua vita verrebbe riscritta da capo a piedi. Il nostro potere, il potere di cambiare il mondo con le storie, si basa tutto su questo"&lt;br /&gt;&lt;p&gt;Ci fermiamo. La voce degli altoparlanti trascica in perfetta inflessione romagnola il nome della stazione. Castel Bolognese, stazione di Caaaastel Bolognese. Qualcuno, sulla banchina, guarda il treno con aria spaesata. Un odore insostenibile di merda nell'aria.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;"Sì, però non è così che vanno le cose. Fosse così, il mondo verrebbe... com'è che hai detto? &lt;em&gt;riscritto&lt;/em&gt; in ogni momento"&lt;/p&gt;Me ne pento cinque secondi dopo, di averglielo detto. Di nuovo, la vedo far scattare lo sguardo in ogni direzione possibile, schiacciandosi contro il sedile. Le gambe, tese sulla poltroncina davanti si irrigidiscono e si tendono, neanche fossero percorse da una scossa improvvisa.&lt;br /&gt;Sembra spaventata, e più si sforza di non darlo a vedere, più riesce benissimo a farti cagare addosso. Nel clima di paranoia in cui sprofondiamo di colpo, sembra impossibile vederci ridere fino a pochi attimi fa. Adesso l'atmosfera è puro &lt;em&gt;MIO DIO CI STANNO SEGUENDO&lt;/em&gt;... che è piacevole solo quando la vedi in un film o te la raccontano, davvero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Di questo ne parliamo un'altra volta", taglia corto Regina&lt;br /&gt;"Senti, non possiamo parlarne adesso, invece?"&lt;br /&gt;Scuote la testa. "No, non posso. Devi renderti conto che da quando sei... sei &lt;em&gt;uno di noi&lt;/em&gt;, sei anche diventato un bersaglio visibile per alcune persone. E qui c'è troppa gente, per non essere sicura che qualcuno di loro non sia in incognito"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La &lt;em&gt;troppa gente&lt;/em&gt; si riassume in noi due, i mormoni, un rom addormentato e un ragazzo che legge una puntata di &lt;em&gt;Dampyr&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;"Maddai"&lt;br /&gt;Mi alzo, mi vado a mettere vicino ai mormoni. Regina mi guarda, senza la minima idea di cosa sto facendo. Nemmeno io lo so. Di colpo mi sento euforico e fuori come un culo. Sento qualcosa dentro di me che vuole solamente divertirsi, ridere a zanne snudate, e che mi suggerisce idee abbastanza strane per farlo. Sono dannatamente su di giri e so che c'é un modo, un &lt;em&gt;ottimo&lt;/em&gt; modo, per vedere se Regina ha ragione sul potere delle storie.&lt;br /&gt;&lt;p&gt;"Ehilà, ma voi siete mormoni!"&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Mi guardano come se fossi completamente ubriaco. Uno nemmeno mi risponde. L'altro mi studia attentamente e annuisce. Regina continua a fissarmi, piantando le unghie nel bracciolo della poltroncina e, tuttavia, restando lì seduta dov'é.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;"Come vi chiamate?"&lt;br /&gt;"Fratello Greg", bonfonchia quello dei due che non mi ha risposto prima.&lt;br /&gt;"Fratello John", dice l'altro. Mi volto verso Regina con un ghigno grande come una casa e, per quanto la veda ancora tesa, anche lei sbotta in una risata involontaria.&lt;br /&gt;Fratello John è basso e minuto, i capelli biondo cenere tagliati a spazzola e la cravatta azzurro chiaro. Qualcosa in lui mi ricorda un cosplayer riuscito male di Michael J. Fox, in uno di quei film sugli yuppie. Di Fratello Greg, lascio che l'immagine mi scivoli addosso senza prendermi la briga di ricordarla. A pelle mi sta abbastanza in culo.&lt;br /&gt;E' comprensibile, la diffidenza non si allenta nemmeno di un po'. Abituati come sono a fermare per strada la gente e farsi dire &lt;em&gt;non ho tempo&lt;/em&gt; in tutte le lingue del mondo, Klingon compresa, il fatto che arrivi qualcuno in vena di attaccare bottone non è molto credibile.&lt;br /&gt;"Tu... ehm, come ti chiami?", chiede Fratello John. Fratello Greg è disgustato. Io, invece mi chiedo se questa storia di raccontare storie e farle avverare, funzioni anche se non è tutto il mondo a crederci, ma solo un paio di persone con grande intensità.&lt;br /&gt;Sto per scoprirlo.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;"Io ho molti nomi", dico con un tono drammatico.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;"Eh?", fa Fratello John, sbattendo gli occhi. Anche Greg sembra destarsi dal suo stato di odio apatico nei miei confronti.&lt;br /&gt;Mi lancio in un sorriso che dovrebbe suonare misterioso. Non so quanto sono convincente. Semplicemente non ci penso, lascio che mi riesca naturale sorridere in quel modo.&lt;br /&gt;"Andiamo. Mi conosci bene. Qualche volta ti avranno parlato di me, altrimenti mi sentirei deluso. Il ribelle della famiglia..."&lt;br /&gt;"Scusi, non capisco"&lt;br /&gt;"Sai benissimo cosa sto dicendo, Johnny"&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Sono lanciato di brutto. Ora, una piccola parte di me sa fin troppo bene che mi sto rendendo ridicolo. Un'altra, semplicemente, non pensa&lt;em&gt;. Sa &lt;/em&gt;che alla fine non è così impossibile. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;"Strano sì, ma non impossibile. Oh, certo... dubito anche io che a catechismo ti abbiano mai messo in guardia dalla possibilità di trovarmi su un treno per Ancona"&lt;br /&gt;Greg sussurra a John qualcosa in inglese, ridendo e guardandomi come l'attrazione del pomeriggio. Anche John, per carità, ma c'è un riflesso differente nei suoi occhi. L'ombra di una possibilità, quella che sussurra un &lt;em&gt;perché no&lt;/em&gt; flebile finché vuoi, ma esistente.&lt;br /&gt;Mi ci aggrappo con tutte le mie forze.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Noi ci conosciamo già, Johnny. Sono lì con te quando senti un po' troppo silenzio alle tue preghiere. Quando lei ti ha lasciato e non riuscivi a trovarne una ragione. Quando tutto è andato secondo la volontà del Signore, e non l'hai trovato giusto. E se non senti puzza di zolfo o mi vedi con le zampe da capra, è solo perché..."&lt;/p&gt;&lt;p&gt;"Mi scusi, signore".&lt;br /&gt;Alzo lo sguardo. Il controllore, sopra di me, toglie ogni credibilità alla scena. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Rovisto in una tasca e gli allungo il biglietto, cercando nel frattempo di scrollarmi una sensazione sgradevole di dosso, un cocktail di vergogna e qualcos'altro di più denso ma meno definibile. Fratello John si scuote. Evitiamo di fissarci, ci censuriamo a vicenda. Nessuno dei due dice nulla all'altro, e io me ne torno semplicemente al mio posto, davanti Regina.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;"Sei un idiota", dice lei.&lt;br /&gt;"Volevo vedere che succedeva, tutto qua"&lt;br /&gt;"Cosa volevi che succedesse? Che alle tue storie ci creda una sola persona, non conta così tanto"&lt;br /&gt;Mi sporgo verso di lei e il mio sorriso è lo stesso che il Diavolo ha rivolto a Fratello John. "Sei sicura che sia tutta una questione di numeri?"&lt;br /&gt;Abbassa lo sguardo, ma non lo stacca mai del tutto dai miei occhi. Credo che, semplicemente, sia abituata a non distoglierlo mai. "Cos'hai sentito, mentre lo facevi?"&lt;br /&gt;"Bah, niente di che"&lt;br /&gt;"Niente niente?", fa lei, con una punta di delusione. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Non è vero. O forse lo é. Dipende da quanti significati sono disposto a dare alla parola &lt;em&gt;suggestione: &lt;/em&gt;c'è stato un gran sollievo quando mi hanno interrotto, questo sì.  Perché la sensazione che ho avuto, per niente bella, per un istante era quella di...&lt;/p&gt;&lt;p&gt;"... non riuscire a fermarmi. Che, anche se era un gioco, l'unica era andare fino in fondo, sempre fino in fondo".&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6849120773994079063-5606951191327843137?l=voodooriot.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://voodooriot.blogspot.com/feeds/5606951191327843137/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6849120773994079063&amp;postID=5606951191327843137' title='9 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6849120773994079063/posts/default/5606951191327843137'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6849120773994079063/posts/default/5606951191327843137'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://voodooriot.blogspot.com/2008/07/capitolo-nove-qasataravanagaza.html' title='Capitolo nove. Qasataravanagaza'/><author><name>Hanuman</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14783481287831055257</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='19' src='http://3.bp.blogspot.com/_bPMq9tr7hIw/SkSLzLMI93I/AAAAAAAAAB4/EHKdW6buJjw/S220/definitivo.JPG'/></author><thr:total>9</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6849120773994079063.post-5966397520631832804</id><published>2008-07-20T00:56:00.008+02:00</published><updated>2008-07-20T12:56:28.656+02:00</updated><title type='text'>Capitolo otto. Maganataracapalaqasa</title><content type='html'>&lt;p&gt;&lt;a href="http://s304.photobucket.com/albums/nn165/GeneraleNero/?action=view&amp;amp;current=AURYN3-1.gif" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://i304.photobucket.com/albums/nn165/GeneraleNero/AURYN3-1.gif" border="0" alt="Photobucket" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;"Che cadano le maschere", dice Eco prima di sbendarmi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le maschere cadono. Almeno la mia, una benda nera che mi toglie dalla faccia per poi restituirmela in mano. Senza pensarci la stringo forte.&lt;br /&gt;Regina si allunga verso di me e mi bacia sulla guancia, dopo avermi tenuto abbracciato per qualche istante. Un po' come se stesse ammettendo in silenzio di aver scherzato, a proposito di tutte quelle minacce di morte in macchina.&lt;br /&gt;Non era uno scherzo. Non so nemmeno se sia stata una prova, anche se ne sono abbastanza convinto. Quelle prove per testare la tua fiducia e il tuo coraggio, suppongo, e che ho passato nè in virtù dell'una nè dell'altro.&lt;br /&gt;Se l'ho superata, è stato solo perchè ormai ero sicuro di non poter più tornare indietro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'unica luce è quella dei neon. Per quanto sia smorta e incolore, ho come l'impressione che sia la migliore possibile. Per un attimo, ho temuto di trovarmi in un posto pieno di candele.&lt;br /&gt;Non so, ci fossero state le candele mi sarebbe venuto da ridere. I neon mi danno più l'impressione che tutto questo stia succedendo davvero.&lt;br /&gt;Sono più &lt;em&gt;realistici.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mamma mia, che razza di coglione che sono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E lo confermo pure, con la prima domanda che mi sboccia di bocca, non appena riesco a vedere qualcosa.&lt;br /&gt;"Dove siamo?"&lt;br /&gt;Regina fa un'espressione divertita. "Da qualche parte, oltre l'arcobaleno"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;All'inizio, credo che mi abbiano portato in un vecchio garage sotterraneo che conosco, a Bologna.&lt;br /&gt;Se è quello che dico io, dovremmo essere più o meno in centro, pochi passi dalla Montagnola e vicino a una piazza dove c'è una grossa centralina, che sembra il Monolite di &lt;em&gt;2001&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;Potrei sbagliarmi, però. Potremmo essere sotto un qualunque centro commerciale un po' fuori città. Questi posti sono tutti uguali.&lt;br /&gt;Non siamo soli, da questa parte dell'arcobaleno. Il garage è pieno di gente. Gente seduta per terra, gente appoggiata alle pareti o che aspetta in macchina. Tutti a guardarci e a farci sentire appena a mollo nella vasca dei pescicani.&lt;br /&gt;Non è tanto il numero che mi lascia a fissarli inebetito. Me lo aspettavo che fossero in tanti, che non si sarebbe risolta in una gita di piacere tra me, Eco e Regina. E' vedere chi sono che mi fa rimanere lì, a piantare su ciascuno lo sguardo almeno due volte, per assicurarmi di non essermi sbagliato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dritto, a braccia incrociate, uno dei miei scrittori preferiti, pochi chili per troppi centimetri. Ci fissa come un inquisitore ansioso di processarci. Poco distante da lui, appoggiata al muro, una signora inglese sui quaranta mi punta sogghignante una bacchetta contro. Sussurra qualcosa che assomiglia ad &lt;em&gt;abracadabra&lt;/em&gt;, ma che non suona esattamente così.&lt;br /&gt;Un vecchio cantante di queste parti, robusto e ruvido come un orso, accenna ad alzare un bicchiere di Lambrusco verso Regina, mimando un brindisi. Lei risponde con una risata e un cenno di saluto. Un fumettista che conosco ci fissa torvo, la maglietta di Capitan America sul petto e una katana nel fodero, mezza sguainata. Il mio insegnante al corso di scrittura, l'unico che vedo del collettivo in cui milita, mi guarda con un'aria che non riesco a decifrare: si aspettava che fossi qui o no?&lt;br /&gt;Una ragazza coi dreadlock rosso artificiale confabula con uno scrittore dalle dita piene di anelli, un bastone da passeggio con la testa di serpente e barba e capelli lunghissimi. Guardano verso di me. Lei incazzata, lui divertito. Il giapponese che disegnava i miei robottoni preferiti da bambino, ci rivolge un inchino rispettoso. Il cantante tedesco in giacca, cravatta e piedi nudi ci scatta una foto e si fa una risata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma quello non dovrebbe essere morto? Quello là, con l'aureola di luce rosa?&lt;br /&gt;E lui, lì accanto, non dovrebbe...? Quei due vicini, non dovrebbero essere miei amici?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;No, non siamo a Bologna. E nemmeno nel Kansas.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Regina si schiarisce la voce e il brusio si trascina solo per qualche istante ancora, prima di spegnersi del tutto. Prende qualcosa, dai tasconi dei pantaloni dal taglio militare che indossa.&lt;br /&gt;E' l'edizione economica della &lt;em&gt;Storia Infinita&lt;/em&gt; di Michael Ende. La copertina è in cartoncino leggero, piena di rughe come se fosse stata sfogliata, spiegazzata, stretta decine e decine di volte.&lt;br /&gt;"Metti la mano sinistra sul libro", mi dice, porgendomelo.&lt;br /&gt;Eco è alla mia destra, una specie di padrino, e non fa nulla, davvero nulla per alleviare la tensione di questa specie di iniziazione a una società di... di cosa, precisamente? Ne vedo di tutti i tipi, tra sceneggiatori, scrittori, cantautori, registi, ballerini, comici, disegnatori e tantissima altra gente che non conosco.&lt;br /&gt;Regina recita a modo suo, come un giuramento, il momento in cui viene consegnato AURYN ad Atreiu. Mi guarda fisso negli occhi.&lt;br /&gt;"Ti diamo grande potere, ma non dovrai usarlo. Ti insegneremo a proteggerti e ti guideremo, ma non dovrai mai attaccare, qualunque cosa tu debba vedere, perché da adesso la tua opinione non conta più. Devi lasciare che tutto accada come deve accadere - fa una piccola pausa, ispirando col naso - Ora, dimmi..."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di nuovo la sua espressione si arriccia in un sorriso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"... sei pronto a trasgredire a tutte queste regole?"&lt;br /&gt;Annuisco. "Sono pronto"&lt;br /&gt;"E qual'è il tuo nome?"&lt;br /&gt;Deglutisco, quando mi sento lo sguardo di Eco addosso.&lt;br /&gt;"Hanuman è il mio nome"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Regina annuisce.&lt;br /&gt;La ragazza coi dreadlocks fa uno sbuffo. Il giapponese alza un sopracciglio, vagamente stupito. Eco, dietro gli occhiali neri, sono sicuro che stia socchiudendo gli occhi. Come fa tutte le volte che è molto nervoso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Scimmia di merda...", dice qualcuno in mezzo alla folla.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6849120773994079063-5966397520631832804?l=voodooriot.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://voodooriot.blogspot.com/feeds/5966397520631832804/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6849120773994079063&amp;postID=5966397520631832804' title='20 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6849120773994079063/posts/default/5966397520631832804'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6849120773994079063/posts/default/5966397520631832804'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://voodooriot.blogspot.com/2008/07/capitolo-otto-maganataracapalaqasa.html' title='Capitolo otto. Maganataracapalaqasa'/><author><name>Hanuman</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14783481287831055257</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='19' src='http://3.bp.blogspot.com/_bPMq9tr7hIw/SkSLzLMI93I/AAAAAAAAAB4/EHKdW6buJjw/S220/definitivo.JPG'/></author><thr:total>20</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6849120773994079063.post-1499835435786582410</id><published>2008-07-14T19:47:00.003+02:00</published><updated>2008-07-14T21:08:48.805+02:00</updated><title type='text'>Capitolo sette. Saranapaladacama</title><content type='html'>&lt;a href="http://s304.photobucket.com/albums/nn165/GeneraleNero/?action=view&amp;current=yhwh.jpg" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://i304.photobucket.com/albums/nn165/GeneraleNero/yhwh.jpg" border="0" alt="Photobucket"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alle 21 mi vengono a prendere.&lt;br /&gt;Alle 21 e 5 sono su una Toyota nera, con una benda sugli occhi.&lt;br /&gt;"E' un cliché, quello dell'iniziando bendato che viene portato chissà dove - dice Eco, davanti a me, al volante - I cliché sono i nostri rituali. La nostra messa, più o meno".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"E poi chissà. Potremmo ucciderti adesso, sai?" mi soffia Regina accanto. Non mi ero accorto di averla vicino, nel sedile posteriore. La voce le si è fatta morbida di un desiderio inespresso. "Potremmo ucciderti, nascondere il cadavere da qualche parte"&lt;br /&gt;Mi sento come se sfregassero un fiammifero, da qualche parte dentro di me. Non so se ho paura o se sono molto eccitato.&lt;br /&gt;"Prima o poi vi verrebbero a cercare. Sapete come finiscono queste cose"&lt;br /&gt;La voce di Regina si fa le unghie sulla mia paura. "Sì. Tu però saresti morto lo stesso, sia che ci vengano a cercare o no"&lt;br /&gt;Eco mi interrompe, poco prima che apra la bocca per replicare. "Perchè forse siamo diversi da come ci immagini - dice - Forse siamo come quei matti omicidi che non si pongono problemi sulle conseguenze. Magari andiamo avanti, finché possiamo e finché non ci scoprono"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche se non posso vederli, riesco a percepire un'attesa alitata, sospesa attorno a noi. I loro sorrisi, nel buio della benda, si allargano in mezzelune taglienti quanto il ghigno del Gatto del Cheshire. Tutto il mondo si fa storto e privo di baricentro, azzoppato. Credo abbia anche finito di girare ma, finchè ho questa benda addosso, non posso esserne certo.&lt;br /&gt;Regina preme una mano sul mio ventre. Le sue unghie sono decisamente più lunghe di come le portava, quando ci siamo conosciuti.&lt;br /&gt;Soffia un respiro proprio vicino al mio orecchio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma quando ci siamo conosciuti? Più ho l'impressione che mi si stiri a fianco, più mi sento stupido e in compagnia di estranei. Perfetti estranei.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Magari è come dite. Magari anche far paura fa parte del cliché. Magari è..."&lt;br /&gt;"Magari, magari...", risponde Regina. Per me, sta sorridendo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Passa un tempo che potrebbe essere mezzora come un'ora, come dieci minuti. Minuti di silenzio assoluto, in cui le facce dei miei compagni rapitori sono i loro respiri. Lento e tranquillo, lieve, quello di Regina. Un po' più marcato e pesante, un po' più nervoso, quello di Eco.&lt;br /&gt;E il mio? Se qualcuno potesse sentirlo, sarebbe un respirare diffidente, tenuto sommesso a forza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Ti piacciono i fumetti di supereroi?", mi chiede Regina.&lt;br /&gt;Non so con che tono dovrei rispondere, vista la situazione. Dico un &lt;em&gt;sì&lt;/em&gt;  raggrinzito.&lt;br /&gt;"Sei più per i buoni o per i cattivi?"&lt;br /&gt;"I buoni, direi. Almeno cercano di migliorare le cose"&lt;br /&gt;Regina sbuffa una risata.&lt;br /&gt;"I buoni non migliorano niente. Hai mai visto Capitan America che migliora qualcosa? o Superman? o l'Uomo Ragno? Voglio dire... nemmeno gli X-Men, che dovrebbero essere quelli più arrabbiati socialmente, fanno nulla per cambiare il mondo"&lt;br /&gt;"... beh, perchè..."&lt;br /&gt;"Perchè sono i cattivi, che vogliono cambiare la società. Alcuni lo fanno per i loro interessi, altri contrario sono degli idealisti. Ma se c'è una cosa che accomuna il Dottor Doom e il Joker, è proprio questa. Non si fermano davanti a niente, nessun compromesso, nessun &lt;em&gt;vorrei ma non posso&lt;/em&gt;. I buoni, invece, fondano tutto sempre e solo su quello. Dovere comune contro impulsi personali"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eco si fa una grassa risata.&lt;br /&gt;"E quindi, Hanuman, benvenuto tra i cattivi".&lt;br /&gt;Poi, la macchina si ferma.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6849120773994079063-1499835435786582410?l=voodooriot.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://voodooriot.blogspot.com/feeds/1499835435786582410/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6849120773994079063&amp;postID=1499835435786582410' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6849120773994079063/posts/default/1499835435786582410'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6849120773994079063/posts/default/1499835435786582410'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://voodooriot.blogspot.com/2008/07/capitolo-sette-saranapaladacama.html' title='Capitolo sette. Saranapaladacama'/><author><name>Hanuman</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14783481287831055257</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='19' src='http://3.bp.blogspot.com/_bPMq9tr7hIw/SkSLzLMI93I/AAAAAAAAAB4/EHKdW6buJjw/S220/definitivo.JPG'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6849120773994079063.post-3027983616996649366</id><published>2008-07-05T01:35:00.006+02:00</published><updated>2008-07-06T02:21:14.929+02:00</updated><title type='text'>Capitolo sei. Damanacaparadalasataza</title><content type='html'>&lt;a href="http://s304.photobucket.com/albums/nn165/GeneraleNero/?action=view&amp;amp;current=BC114-lg.jpg" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://i304.photobucket.com/albums/nn165/GeneraleNero/BC114-lg.jpg" border="0" alt="Photobucket" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eco resta perplesso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Siamo in uno di quei caffé in via Zamboni, quello greco vicino all'università. Ci sono andato solo una volta prima d'ora. E' stato un mucchio di tempo fa, con una mia amica, chiacchierando dell'argomento su cui avrei fatto la tesi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(All'epoca, avrei voluto discutere tutti quei film-libri-spettacoli in cui la realtà si fonde con l'immaginazione. Tipo &lt;em&gt;The Blair Witch Project&lt;/em&gt; o &lt;em&gt;La Guerra dei Mondi&lt;/em&gt; per radio, di Orson Wells. Poi cambiai completamente rotta, andando a impelagarmi nella &lt;em&gt;Divina Commedia &lt;/em&gt;di Go Nagai)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non è cambiato nulla, da che sono stato qui l'ultima volta. Ma solo perchè è stato così tanto tempo fa, e mi ricordo così poco, che potrebbe invece esser cambiato tutto. Eco guarda la stampa di quello che ho partorito nel Rituale di Babele, assorto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La legge e la rilegge, borbottando parole fra sé. Completo bianco, occhiali tondi da sole e capelli lisci decolorati, Eco è una versione un po' più giovane di Andy Warhol. Ha solo il naso più affilato e le sopracciglia non così spesse.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Tagliamo tutti i pezzi sensati del discorso. Qui è dove cercavi di restare controllato, non ci interessano".&lt;br /&gt;Corruga la fronte. Sorseggio un the freddo, non sapendo bene se dovrei dire qualcosa o meno.&lt;br /&gt;"&lt;em&gt;Hic sunt leones&lt;/em&gt;... è come venivano indicate Asia e Africa nelle mappe romane. Nessuno sapeva bene cosa ci fosse. Scrivevano che c'erano i leoni, per dire che c'era anche molta altra roba di cui erano all'oscuro"&lt;br /&gt;"Quindi sarebbe, tipo..."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Forse un modo inconscio per dire che ancora non hai una grande idea di dove vai. &lt;em&gt;Deks Troy&lt;/em&gt; non ti fa invece qualcosa di simile a &lt;em&gt;Destroy?&lt;/em&gt; Anche una glossolalia che scrivi a un certo punto, questo &lt;em&gt;djsytnziome,&lt;/em&gt; ha una certa assonanza sia con &lt;em&gt;distruzione&lt;/em&gt; che &lt;em&gt;distinzione"&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rimane per qualche momento senza parlare. Intanto, fuori, il caldo ha azzerato la presenza umana nell'arco di qualche metro. Tutto sembra dare quell'effetto da film di fantascienza anni Cinquanta, con la gente nei bunker, al sicuro dalle mortali radiazioni solari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"La distruzione è il modo con cui il mondo cambia - riprende Eco - Solito vecchio discorso. Occorre demolire lo &lt;em&gt;status quo&lt;/em&gt;, per far nascere o evolvere qualcosa di nuovo. Quindi, magari tutti questi accenni alla distruzione non sono troppo negativi. E' come la Morte nei tarocchi"&lt;br /&gt;"Non è molto rassicurante"&lt;br /&gt;"Nulla di quello che facciamo lo è, abituatici. Comunque, il fatto che sia una parola che assomiglia anche a &lt;em&gt;distinzione,&lt;/em&gt; sembrerebbe darmi ragione"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Beh... fico". Non ci sto capendo un cazzo e sono maledettamente confuso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Mi stai seguendo?"&lt;br /&gt;"Certo!"&lt;br /&gt;Non l'ho rassicurato nemmeno per sbaglio. Alza un sopracciglio più con la forza del suo scetticismo che con quella dei muscoli facciali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Sai chi era Hanuman?", mi chiede poi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Un dio scimmia indiano, giusto? Non è quello che accompagna il Monaco in Occidente? Ho fatto i compiti.... &lt;em&gt;Viaggio in Occidente &lt;/em&gt;è nella mia top ten"&lt;br /&gt;Anche stavolta Eco fa una faccia strana. Non so definirla. Non riesco a capire quanto mi sembri arrabbiato o semplicemente preoccupato.&lt;br /&gt;"Sì... imprigionato dagli dei per la sua disobbedienza e costretto ad accompagnare Tripitaka, il Monaco. E a diventare un Buddha", aggiunge. Le sue parole hanno una gravità che mi lascia lì, indeciso se prendere tutto sul serio o liquidarlo in battuta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Grande! vuol dire che diventerò un Buddha?", ghigno.&lt;br /&gt;Era ovvio che avrei preso la seconda opzione, no?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il volto di Eco rimane immobile, scolpito nella sua espressione di serietà letale.&lt;br /&gt;"Vuol dire che forse sarebbe meglio che ti cercassi un altro nome"&lt;br /&gt;"Perché?"&lt;br /&gt;"Perché ti dico che è meglio così, fidati"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il barista ci guarda per un attimo, poi riprende a sentire la radio. Aumenta leggermente il volume. Un pezzo hip hop scivola dalle casse stereo direttamente nell'anonimato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"&lt;em&gt;Perché ti dico che è meglio così&lt;/em&gt; è una spiegazione veramente del cazzo"&lt;br /&gt;Eco annuisce. "Sto solo cercando di evitare che tutto prenda la stessa piega della volta scorsa"&lt;br /&gt;"Quale volta scorsa? Qualcun altro ha preso questo nome?"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eco si alza, guarda l'orologio. Giurerei che si è portato dietro un orologio solo per poter fare questa scena. "Si è fatto tardi. Ci faremo vivi noi, per ufficializzare il tuo ingresso"&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Molto massonic-style&lt;/em&gt;, penso. Me lo tengo per me, che l'atmosfera non mi pare delle migliori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Eco, cosa stai cercando di..."&lt;br /&gt;"Ti dico solo questo - mi interrompe lui - Pensaci. Pensaci a quel nome. Non è come mettersi un nick in una chat"&lt;br /&gt;"Questo lo immagino"&lt;br /&gt;"Allora pensaci", dice prima di uscire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E poi mi lascia lì. Proprio come uno stronzo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6849120773994079063-3027983616996649366?l=voodooriot.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://voodooriot.blogspot.com/feeds/3027983616996649366/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6849120773994079063&amp;postID=3027983616996649366' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6849120773994079063/posts/default/3027983616996649366'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6849120773994079063/posts/default/3027983616996649366'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://voodooriot.blogspot.com/2008/07/capitolo-sei-damanacaparadalasataza.html' title='Capitolo sei. Damanacaparadalasataza'/><author><name>Hanuman</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14783481287831055257</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='19' src='http://3.bp.blogspot.com/_bPMq9tr7hIw/SkSLzLMI93I/AAAAAAAAAB4/EHKdW6buJjw/S220/definitivo.JPG'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6849120773994079063.post-5272269458608341465</id><published>2008-07-03T20:58:00.008+02:00</published><updated>2008-07-04T04:35:57.142+02:00</updated><title type='text'>Capitolo cinque. Qasatarafalaca</title><content type='html'>&lt;a href="http://s304.photobucket.com/albums/nn165/GeneraleNero/?action=view&amp;amp;current=artaud.jpg" target="_blank"&gt;&lt;img alt="Photobucket" src="http://i304.photobucket.com/albums/nn165/GeneraleNero/artaud.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Dove vorresti fare il Rito di Babele?", mi chiede Regina, qualche giorno dopo.&lt;br /&gt;"Su un treno in corsa, di notte. Diciamo che il notturno delle dodici e mezza Bologna-Rimini andrebbe benissimo"&lt;br /&gt;Ci pensa un po'. "Come mai proprio un treno?"&lt;br /&gt;Mi stringo nelle spalle e cerco di trovare una motivazione intelligente. Mi piaceva e basta.&lt;br /&gt;"Beh... non c'è mai nessuno e alcuni vagoni restano praticamente vuoti. Se non passa un controllore, possiamo fare quello che ci pare"&lt;br /&gt;"Potrebbero passarne", obbietta.&lt;br /&gt;"Maddai, a quell'ora? Ok, non è &lt;em&gt;impossibile&lt;/em&gt;... ma a me sarà capitata una, due volte"&lt;br /&gt;Non è molto convinta.&lt;br /&gt;"E poi - insisto - sei tu ad avermi fatto una testa così, a dirmi che il significato del rituale è la mutevolezza, la varietà, il cambiamento e tutto il resto. Se ci pensi non c'è luogo migliore, per farlo, di uno che non sta mai fermo nello stesso punto"&lt;br /&gt;"Perfetto. Adesso è un discorso sensato", sorride lei.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perché - mi spiega poi Regina, mentre la partenza del treno inizia a farmi scorrere di lato il mondo - quella della Torre di Babele non è stata una maledizione. E' stato un desiderio esaudito, quello di raggiungere Dio.&lt;br /&gt;Immaginatevi tutta questa gente che ha sempre detto &lt;em&gt;mamma&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;papà&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;amore&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;paura&lt;/em&gt; allo &lt;strong&gt;stesso&lt;/strong&gt; modo. Usando le&lt;strong&gt; stesse&lt;/strong&gt; parole. Con gli &lt;strong&gt;stessi&lt;/strong&gt; suoni, prodotti dalle &lt;strong&gt;stesse&lt;/strong&gt; vibrazioni delle corde vocali. Immaginatevi quest'armonia forzata, di chi non può nemmeno concepire il concetto di differenza, perchè c'è un'unica, identica maniera di chiamarlo.&lt;br /&gt;Salgono. Salgono. Salgono ancora, sempre più vicini alle nuvole. E un mattone dopo un altro, via via che ogni piano della Torre viene completato, alcuni pronunciano la parola &lt;em&gt;soddisfazione &lt;/em&gt;riempiendosene la bocca, altri con un sussurro più sottile, come se capissero quanto possa essere fragile. Altri ancora con uno sbuffo sarcastico.&lt;br /&gt;Finchè non ci sono operai per cui la &lt;em&gt;soddisfazione&lt;/em&gt; è un groviglio di lettere irragiungibile, mentre per altri è una parola fluida, da lasciarsi scivolare fuori dalle labbra con piacere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pian piano, ognuno ha un nome diverso per la stessa cosa. E per ogni nome c'è tutta la storia passata e futura di chi lo pronuncia e dei suoi discendenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mentre il notturno Bologna-Rimini scivola via dalla stazione, Regina mi racconta che il Rito di Babele è la più vecchia forma di iniziazione per ogni Narratore. Ci si concentra, si buttano su un foglio sillabe a caso, a cui siamo noi a dare un senso. Si scrive tutto ciò che passa per la testa, nella lingua o non-lingua che si vuole. Si cerca un significato e quel significato, allora, non può che essere vero e importante. Tutto significa potenzialmente tutto.&lt;br /&gt;"Si racconta che facesse così anche la Pizia di Delfi, quando veniva posseduta da Apollo. Ed è il senso dei vecchi &lt;em&gt;abracadabra &lt;/em&gt;delle favole o del dono delle lingue della Pentecoste. Fino ai Dadaisti o ad Antonin Artaud, che cercarono di esportare il Rituale di Babele alle masse", mi racconta lei.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io ho un lettore e un CD con un solo mp3 in memoria, un pezzo dei Post Contemporary Corporation, per concentrarmi. E un portatile con poca batteria. Se regge il tempo necessario... stavo per dire: &lt;em&gt;se regge il tempo necessario, mi convincerò che dietro tutti questi discorsi c'è qualcosa di vero&lt;/em&gt;. Non fosse che ci credo già, inutile prendersi in giro.&lt;br /&gt;Comincerò a scrivere. Regina mi consiglia di buttar giù qualche riga normalmente, come se non ci fosse nessun rituale in ballo. Le prime... come si chiamano, &lt;em&gt;glossolalie&lt;/em&gt;? verranno fuori per conto loro. I primi deliri anche. E poi nemmeno me ne renderò conto, che non riuscirò più a parlare normalmente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Tutta una questione di focalizzare&lt;/em&gt;, dice.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qualunque cosa verrà fuori, la copia-incollerò qua sopra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;aggiornamento.&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;em&gt;sono qui che comincio. Fuori è un buio pesto e io so, come non saprei dire, che è l’ultima volta e la prima (forse) che faccio una roba simile. Relax. Non so quando farà effetto. Mastico parole ruminante ruminante ruminante parata di danze, prosciugare, karma. Regina mi ha detto di buttarle giù così senza nulla sissignore venga ya! Como un perro! Cron. Non credevo andasse giù così velocemente. È bene? È male? Penso troppo. Salma d’host rotare est en particuler. Vecia panacia. Penso di cancellare paroole che mi sembrano troppo hic sunt leones ridicole , qualcosa deks Troy mi fa sentire baden powell nam ohm uuh nam kyo tau uhh troppo ridicolo a mia volta ma forse devo aider gun cancello riscrivo non va bene? O forse sìmadabbrrr regina ha detto tutto ciò che voglio. Che voglio e non voglio. Protodio in forma di vitello. Drevnom djcym sdldhexj akidoddfn sksjdkdjjsjjsddsi skkkdkicibx… va e viene come un singhiozzo, ogni tanto si spegne e le dkisjdifhhnm,x,.ò pp jjs sodnc sjz psp cslsof skkdesjyln desjytln djsytnziome amoes amods shkasciya dkmascjua sjnascjya track via catene via gelo via juggernaut hanuman.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Questo è quello che ne è uscito. Carino, eh? Ora sono parecchio stanco e non credo che riuscirei comunque a trovarci un senso. Nei prossimi giorni chiederò a Regina o ad Eco di darmi una mano. Da solo, mi sembra nè più nè meno che una serie di vaccate.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Però.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Però l'ultima parola, ci crediate o no, l'ho digitata ad occhi chiusi. Come quelle sopra, poco prima di &lt;em&gt;track&lt;/em&gt; (penultima riga). Volevo chiudere in bellezza. Solo che, invece dell'accozzaglia consonantica che vedete su, è venuto fuori questo nome. Senza uno sbaffo, senza un errore o una lettera fuori posto. Quando l'ho digitato le dita sulla tastiera sono scivolate d'istinto, trovando i tasti da soli.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Beh, a pensarci non è così strano. C'era un periodo in cui scrivevo davvero tanto di lui. Probabile che battere &lt;em&gt;hanuman&lt;/em&gt; sui tasti mi venga abbastanza automatico.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;Hanuman&lt;/em&gt; era il nome di un vecchio personaggio dei miei racconti. E anche di un dio scimmia hindu. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;In qualunque modo stiano le cose, ho deciso che sarà questo il mio nome tra i Narratori Criminali. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6849120773994079063-5272269458608341465?l=voodooriot.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://voodooriot.blogspot.com/feeds/5272269458608341465/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6849120773994079063&amp;postID=5272269458608341465' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6849120773994079063/posts/default/5272269458608341465'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6849120773994079063/posts/default/5272269458608341465'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://voodooriot.blogspot.com/2008/07/capitolo-cinque-qasatarafalaca.html' title='Capitolo cinque. Qasatarafalaca'/><author><name>Hanuman</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14783481287831055257</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='19' src='http://3.bp.blogspot.com/_bPMq9tr7hIw/SkSLzLMI93I/AAAAAAAAAB4/EHKdW6buJjw/S220/definitivo.JPG'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6849120773994079063.post-4474850514860806651</id><published>2008-06-29T18:08:00.007+02:00</published><updated>2008-06-30T14:58:19.181+02:00</updated><title type='text'>Capitolo quattro. Satarapanatama</title><content type='html'>&lt;a href="http://s304.photobucket.com/albums/nn165/GeneraleNero/?action=view&amp;amp;current=michaeljacksonedhardyjump.jpg" target="_blank"&gt;&lt;img alt="Photobucket" src="http://i304.photobucket.com/albums/nn165/GeneraleNero/michaeljacksonedhardyjump.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quello che fondamentalmente la gente ignora è che Michael Jackson non è un essere umano.&lt;br /&gt;Sì, certo, possiamo star qui a scambiarci battute, a dirci che &lt;em&gt;nessuno&lt;/em&gt; ha mai davvero pensato che lo fosse.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io però sto parlando seriamente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fate caso alle date: Michael Jackson nasce nel '58, fa musica fin da bambino. Credo dal '63, ma potrei starmi incasinando con le date. Insomma, finisce per far carriera nel pieno degli Anni Sessanta.&lt;br /&gt;In quel periodo la gente ha un dannato bisogno di un messia. Non un messia qualunque, intendiamoci. Un messia &lt;em&gt;pop&lt;/em&gt;. Avete mai visto &lt;em&gt;Jesus Christ Superstar&lt;/em&gt;? Ecco, qualcosa del genere, bravo a cantare, a ballare, con un sacco di seguaci e possibilmente appartenente a una minoranza sociale.&lt;br /&gt;Non c'è bisogno di dire molto di più, vero? Il nostro piccolo fenomeno se la cava in tutte queste cose, appartiene alla comunità afro-americana e ha un carisma che i suoi fratelli in carne e ossa si sognano.&lt;br /&gt;Perchè ci sono cose che non sapete.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla nascita, si sono verificate alcune cose messe subito a tacere, perché la gente non si facesse strane idee. Quelli con cui ho parlato io dicono che, il giorno del Natale Jackson, un ragazzo cieco ha iniziato a disintegrare ogni record di flipper e a mandare messaggi profetici sotto forma di canzoni. Gli &lt;em&gt;Who&lt;/em&gt;, abbastanza a dentro di queste cose, hanno poi preso spunto da tutta la faccenda per il loro musical, &lt;em&gt;Tommy&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;Una donna ha buttato giù le note di &lt;em&gt;Aquarius&lt;/em&gt;, che poi verrà usata in &lt;em&gt;Hair, &lt;/em&gt;dicendo di non riuscire a smettere. Un paralitico si è messo a ballare freneticamente davanti a ventotto testimoni.&lt;br /&gt;C'è anche una dichiarazione della madre di Jackson, subito ritrattata. Dice di non aver proprio partorito il figlio.&lt;br /&gt;Dice di averlo &lt;em&gt;cantato&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eco è convinto che Michael Jackson sia un &lt;em&gt;eggregore&lt;/em&gt;. In pratica, il desiderio di un Messia Rock così intenso da farsi carne e ossa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una delle prime lezioni che mi diede Regina consisteva proprio nel capire cosa sono gli eggregori. Quando si immagina qualcosa con la dovuta concentrazione, con la dovuta forza, le si può dar corpo. Si può far diventare l'oggetto delle proprie fantasie un'entità concreta. Ricordate il discorso che vi ho fatto all'inizio, su come il Russo immaginava che l'uomo avesse creato Dio? Esatto, il discorso è quello.&lt;br /&gt;Più gente lo immagina allo stesso modo, con la stessa intensità, e più l'eggregore diventerà vivo. Autocosciente. Reale.&lt;br /&gt;Il mito del ragazzino che ce la fa da solo e diventa ricco sfondato, remixato alla voglia di riscatto per la comunità nera. Pensate cosa può aver prodotto tutto questo.&lt;br /&gt;Quando, nel '68, si era in piena rivoluzione culturale, Michael Jacksosn firmava il suo primo disco solista. Tempo prima, sua madre lo aveva sorpreso mentre insegnava la sua Parola al direttivo della Motown. Magia. Avrete visto per forza quei video in cui Michael Jackson sfida le leggi della gravità e inclina il suo corpo ben oltre il baricentro, no? Beh, non sono effetti speciali. Non è un caso che abbia iniziato a farlo quando il livello di fede in lui era all'apice.&lt;br /&gt;Sì, lo so. Non ci credete.&lt;br /&gt;Ma se ci pensate, non ci credete soltanto perchè vedete le cose da un unico punto di vista. Vi faccio un altro esempio.&lt;br /&gt;Negli anni Novanta, le cose cambiano. Saltano fuori le accuse di pedofilia. Lui inizia a trasformarsi... e quando dico &lt;em&gt;trasformarsi&lt;/em&gt; sapete bene cosa intendo, vero?&lt;br /&gt;Io non so dirvi se ci siano state prima le accuse o i mutamenti. Sarebbe come chiedersi se è nato prima l'uovo o la gallina. Però più la gente comincia a immaginarlo come un mostro, più lui diventa un mostro davvero.&lt;br /&gt;Perchè non è più il Messia del Rock. E' una sorta di incubo uscito da un romanzo di Moorcock. E' diventato lo spauracchio fottibambini, qualcosa che si deve temere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche questo mi fa essere abbastanza sicuro che si tratti di un eggregore. Il problema con queste &lt;em&gt;forme-pensiero&lt;/em&gt; senzienti è che risentono della fantasia di chi li ha creati. Ci vuole un sacco di tempo e d'immaginazione collettiva perchè si affranchino in modo definitivo da chi ha dato loro origine. Generalmente, quando succede, diventano Archetipi come Dio, Satana, il Lupo Cattivo. Pesi massimi, insomma.&lt;br /&gt;Sennò... beh, è tutta partita da giocare.&lt;br /&gt;Magari è per questo che esiste la propaganda, ci avete mai pensato? Migliaia di neonazisti che belano sulla non esistenza dei campi di sterminio, non vogliono solo convincervi che non ci siano mai stati. Vogliono riscrivere un passato in cui la storia è andata come dicono loro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La gente ha dato a Michael una potenza tale da renderlo ancora molto reale, ma non ancora così immutabile.&lt;br /&gt;La pelle di Michael Jackson è la tela su cui vengono scritti i terrori dei suoi fan e dei suoi detrattori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora, perchè io ucciderò Michael Jackson con una maledizione scritta?&lt;br /&gt;Perchè è più facile. Perché essendo una storia vivente, dovrei avere più controllo su di lui che non su qualcosa in carne ed ossa.&lt;br /&gt;Perchè una delle più semplici regole, è che un eggregore dovrebbe venir disperso, prima di vampirizzare emozionalmente l'ambiente circostante per tenersi in vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;... e soprattutto, perchè la sua musica mi ha sempre fatto cagare.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6849120773994079063-4474850514860806651?l=voodooriot.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://voodooriot.blogspot.com/feeds/4474850514860806651/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6849120773994079063&amp;postID=4474850514860806651' title='11 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6849120773994079063/posts/default/4474850514860806651'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6849120773994079063/posts/default/4474850514860806651'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://voodooriot.blogspot.com/2008/06/capitolo-quattro-satarapanatama.html' title='Capitolo quattro. Satarapanatama'/><author><name>Hanuman</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14783481287831055257</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='19' src='http://3.bp.blogspot.com/_bPMq9tr7hIw/SkSLzLMI93I/AAAAAAAAAB4/EHKdW6buJjw/S220/definitivo.JPG'/></author><thr:total>11</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6849120773994079063.post-5374144230642158611</id><published>2008-06-24T11:16:00.005+02:00</published><updated>2008-06-24T13:47:43.974+02:00</updated><title type='text'>Capitolo tre. Qasatapavaracamana</title><content type='html'>&lt;a href="http://s304.photobucket.com/albums/nn165/GeneraleNero/?action=view&amp;amp;current=1b56ec02ef37b26ec2588d286c124706-1.jpg" target="_blank"&gt;&lt;img alt="scacchineon" src="http://i304.photobucket.com/albums/nn165/GeneraleNero/1b56ec02ef37b26ec2588d286c124706-1.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fa la sua mossa, una mossa anche abbastanza canonica. Pedone di due caselle, e io che mi aspettavo chissà cosa.&lt;br /&gt;Intanto mi parla del suo esercito di Bianchi.&lt;br /&gt;"Non credo volessero veramente dichiararti guerra, ma sono stati costretti. Gli alfieri dicono che è necessario per buttar giù la tua tirannia"&lt;br /&gt;"Ma che tirannia! i Neri stanno benissimo!"&lt;br /&gt;La vedo sogghignare. "Ai miei alfieri, di questo, non gliene frega niente"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando faccio per rispondere alla mossa, la mano resta un po' troppo sospesa sul pedone che dovrei mandare avanti. Guardo la ragazza davanti a me. Non le ho ancora chiesto come si chiama, ma al momento mi sembrerebbe quasi fuori luogo. Per ora siamo generali nemici su un campo di battaglia. Ogni distrazione potrebbe costare la vita ai nostri uomini.&lt;br /&gt;Lei mi guarda.&lt;br /&gt;Poi inizia a raccontare. Sì, proprio a &lt;em&gt;raccontare&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Adesso che la guerra è davvero cominciata - dice - gli altri pedoni si mandano dispacci in un frenetico passaparola, per informare il Re di quanto succede sul campo di battaglia. Le torri si accendono dei fuochi di segnalazione, i cavalli corrono a perdifiato fino a palazzo. A corte, tutti vengono informati della resistenza dei Neri. Gli alfieri annuiscono ai lati, gravemente. I ribelli saranno stroncati una volta per tutte.&lt;br /&gt;"Il Re, invece, è dubbioso: in fondo si sente vecchio, stanco e debole, e non vorrebbe davvero uno spargimento di sangue. La Regina gli tiene stretta una mano, per rassicurarlo. Lei sa cos'è meglio. Il Re è ormai mezzo cieco e non saprebbe vedere una casella più in là del suo naso. E' la Regina quella che vede sempre più lontano di tutti"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando finisce, mi fa un sorriso. "Che si dice, invece, dalle tue parti?"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eh.  Che si dice? Guardo per un attimo i miei pezzi, mi prendo un momento per pensarci su e capire come muovere. Ve lo dicevo, no, che non sono troppo bravo a scacchi. Le aperture, soprattutto. C'è gente che le studia: le partite con loro diventano un duello di forme, in cui ci si sfida con schemi d'attacco codificati. E il primo che fa un errore potrebbe aver perso l'intera partita.  Come quegli scontri tra samurai, avete presente? quelli dei film. Dove uno dei due avversari riconosceva la sconfitta solo per essersi messo in una guardia sbagliata.&lt;br /&gt;Beh, suppongo possiate intuire che non è il mio caso. E le prime mosse sono le peggiori, ancora slegate come sono dallo scambio di attacchi e difese. Quelle su cui resto a rimuginare fino a stroncare il mio avversario di vecchiaia.&lt;br /&gt;Lei non ha la minima fretta, però si vede che sta aspettando il mio racconto, prima ancora della mia mossa. Come se fosse impossibile non farla precedere da una storia.&lt;br /&gt;Così penso a qualcosa da dire, tanto per prender tempo e non annoiarla troppo, mentre medito su come aprire la partita. &lt;br /&gt;Guardo uno dei pedoni. Uno di quelli in posizione centrale. Quello davanti la Regina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Prima ancora di avanzare sul lungo sentiero bicromo di caselle che mi porterà dritto al destino, alzo una volta ancora le braccine cortissime verso l’intera Nazione Nera, dietro di me.&lt;br /&gt;"Voglio sentire il boato della folla, l’aria scoppiare delle urla di giubilo. Che sia il mio inno di gloria mentre vado ad affrontar la sorte in singolar tenzone.&lt;br /&gt;"Giovani nobildonne piacenti si affacciano dalle Torri ai lati del campo base. Ognuna mi dedica una frase d’amore, finendo per sovrapporle in un unico sospiro e svolazzo di fazzoletti intrisi di pianto.&lt;br /&gt;"Ma io no, io non posso illuderle sul mio ritorno.&lt;br /&gt;"I cavalieri incedono con la loro andatura storta, facendo il possibile per non travolgere la massa di pedine in festa. I destrieri, resi folli dai fuochi artificiali, dalle bandiere e dal vociare incessante, si impennano e agitano le zampe anteriori.&lt;br /&gt;"I Pontefici Alfieri mi fanno inginocchiare e si preparano a impartire la propria benedizione. Per quanto sia stato terribile lo scisma (sulla possibilità o meno che i pedoni si reincarnino in altri pezzi, alla fine del loro percorso spirituale) ora i dissapori sono messi da parte. Sarà la vittoria a dimostrare che la nostra fede aveva ragione. Qualunque essa sia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Il Re immobilizzato da una spaventosa malattia che ne ha minato il corpo ma non la tempra, fa un cenno col capo. Ha fiducia in me, anche se i miei natali sono intagliati nel legno più povero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Ma è la sfuggente Regina a stringere il mio animo in una morsa. La Regina, che sembra sempre essere così lontana, così vicina, sempre in ogni posto e mai in nessuno. In ogni mossa, nel mio cuore. Quando la Regina alza delicatamente la mano per salutami, io – un umile pedone – non posso fare a meno di chinare la testa e dire ad alta voce che a lei, e solo a lei dedicherò la mia vittoria"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Muovo il pedone avanti di qualche altra casella.&lt;br /&gt;La vedo aggrottare le sopracciglia, incredula. "Un pedone coraggioso. E narciso come pochi"&lt;br /&gt;Ha la fronte corrugata, mentre lo guarda. Poi di nuovo fissa me. "Credi che saprà mantenere questo coraggio fino alla fine?"&lt;br /&gt;"Non so. Magari è solo esibizionismo. Proviamo a vedere"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così, senza metterci d'accordo, decido che terrò fede alla mia storia. Muovo solo quel pedone, mai nessun altro pezzo.&lt;br /&gt;Lei li sposta tutti. Mi tiene il pedone costantemente sotto scacco, manco fosse lui il Re. Anzi, del Re se ne frega bellamente. Mi fa capire che potrebbe uccidermi in ogni momento, che la scelta di muovere da solo guerra ai Bianchi è stata la più avventata e sciagurata che mai potessi fare, accidenti a me e ai miei ideali romantici di ribellione.&lt;br /&gt;Eppure non mangia mai.&lt;br /&gt;Anzi, mi apre la strada verso il suo Re. E io non ho tempo di essere incredulo o di capire quale sia il suo gioco. Ho troppe energie da risparmiare per sfuggire agli arcieri sulle Torri, ai cavalieri che mi danno la caccia e agli alfieri con cui è meglio nemmeno incrociare lo sguardo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Finisce che siamo io e la Regina, uno davanti all'altro. Il Re dietro di lei.&lt;br /&gt;"Da solo, con un pedone, non potrai mai fare scacco matto. Ecco perchè i rivoluzionari solitari durano poco. Fanno clamore e diventano dei simboli, ma non concludono", dice lei.&lt;br /&gt;"Ma almeno non sono pedine come tutte le altre".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mette via la scacchiera.&lt;br /&gt;E poi fa il miglior sorriso mai visto sul volto di qualcuno. "Benvenuto tra noi", mi dice.&lt;br /&gt;Mentre le stringo la mano (una mano forte, con le unghia non troppo lunghe... una mano &lt;em&gt;pratica&lt;/em&gt;, mi verrebbe da dire), glielo chiedo.&lt;br /&gt;"Come ti chiami?"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma forse lo so già. Certo, è &lt;em&gt;impossibile&lt;/em&gt; che lo sappia già. Eppure, quando si presenta, niente può evitarmi un attimo in cui mi sento il cuore impastato allo stomaco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Puoi chiamarmi Regina", dice.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6849120773994079063-5374144230642158611?l=voodooriot.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://voodooriot.blogspot.com/feeds/5374144230642158611/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6849120773994079063&amp;postID=5374144230642158611' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6849120773994079063/posts/default/5374144230642158611'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6849120773994079063/posts/default/5374144230642158611'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://voodooriot.blogspot.com/2008/06/capitolo-tre-qasatapavaracamana.html' title='Capitolo tre. Qasatapavaracamana'/><author><name>Hanuman</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14783481287831055257</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='19' src='http://3.bp.blogspot.com/_bPMq9tr7hIw/SkSLzLMI93I/AAAAAAAAAB4/EHKdW6buJjw/S220/definitivo.JPG'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6849120773994079063.post-2219208984492115058</id><published>2008-06-20T17:39:00.006+02:00</published><updated>2008-06-20T19:46:39.760+02:00</updated><title type='text'>Capitolo due. Pasaranatama</title><content type='html'>&lt;a href="http://s304.photobucket.com/albums/nn165/GeneraleNero/?action=view&amp;current=maschera-1.jpg" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://i304.photobucket.com/albums/nn165/GeneraleNero/maschera-1.jpg" border="0" alt="Photobucket"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Risparmiamoci il racconto di come li ho conosciuti, almeno per ora.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Verso le dieci di sera, sono davanti al portone in via del Pratello. Eco è proprio accanto a me, a spulciare tra i nomi sul citofono e a rivolgermi un sorriso che magari vorrebbe pure essere rassicurante.&lt;br /&gt;Non ci riesce. Riesce solo a farmi montare il nervoso sempre di più.&lt;br /&gt;E' che io, alle feste, non mi diverto mai. Davvero, fin dalle superiori. Vabbé, le feste delle superiori non fanno testo perché erano veramente una merda, ma è un discorso che va bene anche in generale.&lt;br /&gt;Credo sia un accenno di claustrofobia. Insomma, &lt;em&gt;devi &lt;/em&gt;rimanere chiuso nella casa in cui si fa la festa. &lt;em&gt;Devi &lt;/em&gt;spassartela, magari anche se non ti sta passando proprio bene. &lt;em&gt;Devi&lt;/em&gt;  prestarti a fare qualcosa di stupido che non avresti mai voluto fare in condizioni normali. E se hai la disgrazia di non avere una ragazza al seguito, la sensazione di claustrofobia cede il passo a quella di angoscia. Per arrivare al desiderio di suicidio quando c'è magari qualcuna che ti interessa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa sera, grazie al cielo, che mi interessa non c'è proprio nessuna. Sono tutti sconosciuti. Non è comunque una bella notizia, ma almeno ho qualche speranza di rompermi &lt;em&gt;solamente&lt;/em&gt; le palle invece che farmi anche il sangue cattivo.&lt;br /&gt;"Basta che ti limiti a esser molto bello", mi raccomanda Eco, sorridendo ogni frase come Ecclestone nel &lt;em&gt;Doctor Who&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;"C'ho provato"&lt;br /&gt;"Non direi". Suona.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mentre aspettiamo che qualcuno ci apra, penso  alla festa di compleanno di uno che conoscevo. C'era anche questa mia amica che, a un certo punto, mi prese da parte.&lt;br /&gt;Mi disse di smettere d'essere così ingrugnato, e poi mi stampò un bacio sulla fronte per addolcire la pillola. Non ero ingrugnato, affatto.&lt;br /&gt;Cazzo, lo sembro davvero così tanto, in occasioni del genere?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Chi è?", chiede una voce femminile al citofono.&lt;br /&gt;Eco non risponde. Dopo qualche secondo faccio per avvicinarmi e rispondere io. Eco mi fa cenno di star zitto e io lo guardo, senza capirci niente.&lt;br /&gt;"Ok, salite", fa la voce. Il portone si apre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Saliamo due o tre rampe di scale. Mi accorgo di respirare a fondo, sbuffando fuori l'aria dai polmoni, come faccio ogni volta che sono nervoso. Lo sono un po' troppo, anche per una festa verso cui parto prevenuto.&lt;br /&gt;Quando arriviamo, la porta è appena socchiusa e da dentro arriva &lt;em&gt;Ceremony&lt;/em&gt; dei New Order, a un volume che prende a pugni la gola e lo stomaco. Mi sembra di entrare di nascosto, così, senza nessuno all'ingresso.&lt;br /&gt;Eco annuisce al nulla, e sussurra un &lt;em&gt;fantastico!&lt;/em&gt; Sembra sempre più il Dottore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dentro c'è un carnaio di gente. Un corridoio di facce che chiacchierano e di braccia che tengono in mano bicchieri mezzi vuoti. Un muro si suono che ci si abbatte addosso e mi fa chiedere in virtù di quale miracolo nessuno abbia ancora mandato i Carabinieri o chi per loro.&lt;br /&gt;E, soprattutto, sono tutti in maschera.&lt;br /&gt;Le maschere da animali vanno per la maggiore. Quelle... come si chiamano, a &lt;em&gt;larva&lt;/em&gt;? che coprono solo mezza faccia. Un paio sembrano fatte a mano e una - a forma di volpe -è talmente uguale a un'altra che ho pure io, a casa, che non riesco a impedire di fissarne la proprietaria. Lei se ne accorge, agita una mano e sorride. Per un momento, è come se la sentissi complice di qualcosa, non so di cosa.&lt;br /&gt;Alcuni hanno invece quelle maschere bruttissime che andavano di moda negli anni Ottanta, quelle che si indossavano da bambini, di plastica infima e con le facce dei personaggi dei cartoni animati. Conto un paio di He-Man, di cui uno sta limonando con Skeletor. Roba da fargli una foto e metterla come simbolo dell'amore che sistema ogni divergenza.&lt;br /&gt;E poi le immancabili di Scream e di V, puntuali come Battisti suonato in spiaggia, nella fase più triste di un falò all'aperto.&lt;br /&gt;Un paio di tizi mi salutano. Contraccambio. Eco non me li presenta e mi trascina dritto verso un'altra stanza, prendendomi per il polso.&lt;br /&gt;Gente balla in cucina. In sala, tre tizi, mascherati da scimmie, guardano &lt;em&gt;Metropolis&lt;/em&gt; in DVD, su un televisore ultrapiatto e con lo schermo abbastanza grande da spararmi lo sguardo stralunato dell'androide, piantato (ci giurerei) proprio contro di me.&lt;br /&gt;Mi sento come se improvvisamente fossi stato catapultato in una versione più alla mano di &lt;em&gt;Eyes Wide Shut&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una ragazza vestita di nero mi guarda malissimo, una faccia come se le avessi appena ucciso un parente. Stringe le labbra e pregusta il mio sangue. Eco ci parla, indicandomi. Lei annuisce. Indica il corridoio.&lt;br /&gt;Eco annuisce e viene verso di me. La ragazza continua a fissarmi sperando che io muoia. Magari è perchè sono l'unico che non è travestito o vestito strano o che. Non è colpa mia, non me l'ha detto nessuno. E anche Eco è vestito normale, solo un po' più elegante.&lt;br /&gt;La musica sembra aumentare. Qualcuno dev'essere salito ed essersi messo a ballare su un tavolo. Si sente uno sbattere ritmico che, finita &lt;em&gt;Ceremony&lt;/em&gt;, va a tempo con una canzone dei Blur.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Lei è in camera sua, che ti sta aspettando", mi fa Eco.&lt;br /&gt;"Lei chi?"&lt;br /&gt;"La padrona di casa. Quella che ha organizzato la festa. La tizia di cui ti parlavo"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ah. "Dove?"&lt;br /&gt;"Corridoio, poi a sinistra"&lt;br /&gt;"Corridoio, poi a sinistra", mi mastico tra i denti. Gli faccio un cenno di saluto, sentendomi un po' ridicolo perchè non è che mi sto spostando poi chissà dove.&lt;br /&gt;Quando busso alla porta in-fondo-al-corridoio-a-sinistra la voce che prima aveva risposto al citofono mi dice di entrare. Ha un tono deciso, che non so se mi sta antipatico o meno. Sospendo il giudizio perché non mi suona arrogante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' seduta a gambe incrociate, coi piedi nudi, questa ragazza di colore coi dread, che avrà grossomodo la mia età, o forse qualche annetto in più. Giusto due al massimo. Non glieli dai da nient'altro che gli occhi e l'espressione abbastanza seria. Davanti a lei, sul letto, una scacchiera.&lt;br /&gt;"Cristiano?", mi fa.&lt;br /&gt;Annuisco. Vorrei dire qualcosa di simpatico ma mi riesce vagamente imbarazzante chiederle anche il nome. Non glielo chiedo e, a lei, sembra andare benissimo così.&lt;br /&gt;Mi sorride, mi fa cenno di sedermi sul letto.&lt;br /&gt;Ho la naturalezza di una spranga d'acciaio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi dice che Eco gli ha parlato molto di me. Per un momento, non faccio molto caso a nulla, oltre al suo modo di parlare. Ha una cadenza africana forte e stacca le parole con durezza. Mi piace.&lt;br /&gt;Con troppa sicurezza, gli racconto la mia chiacchierata con Eco, di qualche giorno fa. Di come mi ha detto che loro sono capaci di &lt;em&gt;far cose&lt;/em&gt;. Lei sorride, come se avessi appena esagerato un po' la realtà delle cose.&lt;br /&gt;"Giochi a scacchi?", mi chiede.&lt;br /&gt;Gioco. In realtà sono più bravo a cazzeggiare per mangiare pezzi che a fare una strategia per lo scacco matto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Bianchi o neri?"&lt;br /&gt;Mi guarda fisso. "Bianchi, apro io"&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6849120773994079063-2219208984492115058?l=voodooriot.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://voodooriot.blogspot.com/feeds/2219208984492115058/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6849120773994079063&amp;postID=2219208984492115058' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6849120773994079063/posts/default/2219208984492115058'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6849120773994079063/posts/default/2219208984492115058'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://voodooriot.blogspot.com/2008/06/capitolo-due-pasaranatama.html' title='Capitolo due. Pasaranatama'/><author><name>Hanuman</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14783481287831055257</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='19' src='http://3.bp.blogspot.com/_bPMq9tr7hIw/SkSLzLMI93I/AAAAAAAAAB4/EHKdW6buJjw/S220/definitivo.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6849120773994079063.post-2620661814854071027</id><published>2008-06-19T00:44:00.003+02:00</published><updated>2008-06-19T03:34:08.744+02:00</updated><title type='text'>Capitolo uno. Damanarabaga</title><content type='html'>&lt;a href="http://s304.photobucket.com/albums/nn165/GeneraleNero/vedicriot/?action=view&amp;amp;current=scalanera.jpg" target="_blank"&gt;&lt;img alt="Photobucket" src="http://i304.photobucket.com/albums/nn165/GeneraleNero/vedicriot/scalanera.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;D'estate succedono cose.&lt;br /&gt;In Giappone, l'estate è la stagione dei fantasmi. A Bali festeggiano il &lt;em&gt;Galungan&lt;/em&gt; e il ritorno degli dei sulla terra.&lt;br /&gt;A pensarci non è così strano. Basta essere costretti ad aprire le finestre, di notte, per cambiare prospettiva. Improvvisamente ti accorgi di tutti quei rumori che prima si schiacciavano contro i doppi vetri delle finestre. Senti l'oscurità che crepita di grilli, il ronzio degli insetti, le voci smorzate dei tuoi vicini e quelle spettrali e azzurrine delle televisioni dalla veranda vicina. A volte stai stravaccato in balcone, con quel buio come interlocutore, quello che hai tenuto fuori casa per più di sei, sette mesi e che adesso ha un mucchio di roba da dirti.&lt;br /&gt;Che tanto, non è che il buio si offenda facilmente.&lt;br /&gt;Oppure cammini per le strade svuotate, dissanguate dall'esodo dei vacanzieri. Cammini su e giù dal marciapiede, che per una volta non fa tanta differenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Capisci perché i giapponesi sono un popolo così avanti, oltre che per averci dato Goldrake e Mazinga. Hanno intuito che la magia è più realizzabile in un momento in cui puoi camminare senza stare sul marciapiede.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'estate dei miei nove anni la passai con i miei genitori in montagna. Giocavo sempre con questa bambina di un paio d'anni meno di me, la figlia della proprietaria dell'albergo. Lo stereotipo della bambina teutonica, con i capelli biondi e gli occhi azzurri, le guance sempre rosse dal freddo. Giocavamo a costruire pupazzi imbrattati di sangue con vecchi sacchi del pattume e ketchup. Lei, che non ricordo più come si chiamasse, mi aveva convinto che ci sarevbbero serviti da feticci per proteggersi dai fantasmi. Me n'ero innamorato, non c'era pezza.&lt;br /&gt;Quanto ai fantasmi, che ce ne fossero nell'albergo era un'inconfutabile dogma di cui tutti noi bambini eravamo convinti. Stavano nel seminterrato, usato come magazzino da un mucchio di anni. Ci si entrava da un ingresso in cortile, una scala che portava giù.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nei miei ricordi, è la scala più lunga del mondo. Non riesci mai a vedere gli ultimi gradini perché sono sempre seppelliti nel nero più nero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'atmosfera da &lt;em&gt;It &lt;/em&gt;intossicò la popolazione under 13 dell'albergo. C'eravamo noi bambini più piccoli che ci terrorizzavamo a vicenda. Giravamo nei pressi della scala senza osare scendere mai, escogitando piani di battaglia per scacciare i fantasmi, maturati grazie alle nostre acerbe ma intense frequentazioni di film horror.&lt;br /&gt;Finché uno dei bambini non ci smontò completamente.&lt;br /&gt;Venne a dirci che stavamo cannando di brutto. Che nel seminterrato non c'erano davvero i fantasmi.&lt;br /&gt;C'era IL DIAVOLO. Ok, anche a dieci anni c'eravamo accorti abbastanza in fretta che il soggetto in questione era uno sparapalle professionista. Ma, dalla sua, un pomeriggio ci aveva fatto vedere il cadavere di un topo in cortile. Era stato ucciso evidentemente DAL DIAVOLO. E il DIAVOLO, proprio pochi minuti dopo, aveva deciso di far piovere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In quel periodo, Winona Ryder de &lt;em&gt;Il Crogiolo&lt;/em&gt; poteva pupparcelo a tutti, quanto a paranoia mistica. Però quando stavamo a sentire per bene nel silenzio più assoluto, i passi li sentivamo, da quella fottuta scala.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I più grandi se la ghignavamo di brutto alle nostre spalle, approfittandosene per aumentare a dismisura il nostro già critico livello di strizza. E, un giorno, pisciarono decisamente fuori dal vaso.&lt;br /&gt;Colpa nostra: gli avevamo talmente rotto le palle con questa storia del diavolo, chiedendo di proteggerci, di scendere nel seminterrato e almeno vedere cosa stava succedendo. Ridursi a implorare i ragazzi più grandi, che a quell'età sono quanto più si avvicina a un nemico naturale, vi fa capie a che livello eravamo arrivati. A pensarci adesso, non erano nemmeno cattivi ragazzi. Ci spaventarono giusto un paio di volte, passando le altre a cercare inutilmente di convincerci che stavamo immaginando ogni cosa.&lt;br /&gt;Altri al loro posto ci avrebbero picchiato. Di gusto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così, un bel giorno, il gruppetto dei grandi ci raggiunge a questa scala. E' gente tutta sogghigni con i capelli massacrati di gel e la faccia piena di brufoli. Si salutano dicendosi &lt;em&gt;amigo &lt;/em&gt;tra loro, come certi paninari nei fumetti delle pubblicità su &lt;em&gt;Topolino. &lt;/em&gt;E&lt;em&gt; &lt;/em&gt;hanno dei sassi in mano.&lt;br /&gt;"Avete paura dei mostri, eh?"&lt;br /&gt;Uno di loro, nemmeno troppo grosso, stringe la sua pietra in mano.&lt;br /&gt;"C'avete paura del mostro di Firenze? Che c'è, il mostro di Firenze là dentro?". E ride. Da lì noi intuiamo come non abbia capito un cazzo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perchè lì non c'è il mostro di Firenze (che poi avevamo sentito nominare giusto a un qualche tg di striscio). C'è il DIAVOLO.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli pigoliamo qualcosa che dovrebbe essere un avvertimento.&lt;br /&gt;Niente.&lt;br /&gt;Prende la mira con la pietra.&lt;br /&gt;"Fatti questo, mostro di Firenze!"&lt;br /&gt;La lancia con violenza, giù nel buio della scala.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il diavolo caccia un urlo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sentimmo l'urlo venir su dal seminterrato.&lt;br /&gt;Ancora adesso, l'ho perfettamente in mente e faccio comunque fatica a descriverlo. Era qualcosa che aveva a spartire con un ruggito felino, da pantera, e che terminava in alto nel grido furibondo di un uomo.&lt;br /&gt;Non &lt;em&gt;cominciammo&lt;/em&gt; a correre. Ci trovammo che correvamo già, con la bocca spalancata in un urlo silenzioso, senza fiato. Che tutto il fiato se l'era asciugato la paura. E intanto pensavamo che era impossibile che gli adulti non l'avessero sentito, non era possibile che fossimo stati solo noi, non era possibile.&lt;br /&gt;E invece no. Quando ci rintanammo nell'albergo, la padrona ci chiese cosa fosse successo. Io guardai la mia socia, lei guardò me. Non ci avrebbero mai creduto. Mai. Però noi l'avevamo sentito. Ci bastò evitare di fissarci oltre, per capirlo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La vacanza non durò molto. Entro pochi giorni tornammo alle nostre case e, in effetti, non è che avevamo molto da fare. Non giocavamo nè scherzavamo più sul discorso fantasmi. O sul diavolo. Forse, in maniera istintiva, sentivamo d'esser stati noi a creare la qualunque cosa ci fosse là sotto. E che l'unico modo di placarlo era non dargli ulteriore forza.&lt;br /&gt;Non parlammo neanche più di quanto era accaduto. A volte mi veniva da gridarglielo in faccia. &lt;em&gt;Ve lo ricordate? Come fate a non ricordarvelo ogni cinque minuti?&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Non era cercare di far finta che non fosse successo nulla, intendiamoci. Sapevamo che era successo, eccome. Ma... ecco, era anche passato. Non era il caso di rivangarlo come nemmeno di darsene troppa pena.&lt;br /&gt;Era un modo di pensare che potevamo permetterci solo perchè eravamo bambini. E i bambini partoriscono e ammazzano babau ogni cinque minuti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In ogni caso, quello fu il mio primo contatto con tutto ciò che i Narratori Criminali mi avrebbero insegnato poi.&lt;br /&gt;Magia.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6849120773994079063-2620661814854071027?l=voodooriot.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://voodooriot.blogspot.com/feeds/2620661814854071027/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6849120773994079063&amp;postID=2620661814854071027' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6849120773994079063/posts/default/2620661814854071027'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6849120773994079063/posts/default/2620661814854071027'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://voodooriot.blogspot.com/2008/06/capitolo-uno-damanarabaga.html' title='Capitolo uno. Damanarabaga'/><author><name>Hanuman</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14783481287831055257</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='19' src='http://3.bp.blogspot.com/_bPMq9tr7hIw/SkSLzLMI93I/AAAAAAAAAB4/EHKdW6buJjw/S220/definitivo.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://i304.photobucket.com/albums/nn165/GeneraleNero/vedicriot/th_scalanera.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6849120773994079063.post-8120511705046450659</id><published>2008-06-18T17:14:00.012+02:00</published><updated>2008-06-23T02:26:01.471+02:00</updated><title type='text'>0. Vagalamanadacata</title><content type='html'>&lt;a href="http://s304.photobucket.com/albums/nn165/GeneraleNero/vedicriot/?action=view&amp;amp;current=Hanuman.jpg" target="_blank"&gt;&lt;img alt="by Jacopo Camagni" src="http://i304.photobucket.com/albums/nn165/GeneraleNero/vedicriot/Hanuman.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non credo che gli altri saranno troppo contenti di questo blog.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Intendiamoci, non ho mai firmato nessun patto di silenzio, nessun voto di segretezza o roba del genere. Però tutte le volte che qualche piccola informazione è sfuggita un po' più lontano del dovuto, le &lt;em&gt;loro&lt;/em&gt; facce sono state... uh... come potremmo definirle? &lt;em&gt;Leggermente contrariate&lt;/em&gt;?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Beh, mettiamola così. Più scrivo, più mi trasformo in una scimmia. Converrete con me che le scimmie non se la cavano molto bene coi segreti. Sono brave a lanciarti la merda addosso e ridere un mucchio. Io ancora non sono bravissimo nel lancio della merda, ma a ridere un mucchio vi giuro che mi sto esercitando.&lt;br /&gt;E me la spasserò parecchio quando qualcuno cercherà di chiudere questo blog o mi manderà dei commenti in puro stile &lt;em&gt;ommioddiomachecosastaifacendo. &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Già. Che cosa sto facendo?&lt;br /&gt;Ora viene la parte difficile. Quella in cui trovo un inizio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fate conto che l'inizio sia questa chiacchierata tra me e il Russo, mentre torniamo in macchina insieme da Bologna.&lt;br /&gt;Il Russo mi dice: "Ho una teoria su Dio"&lt;br /&gt;"Sentiamo"&lt;br /&gt;"Immagina tutta questa gente che ha bisogno di un qualcosa per spiegare quello che gli capita intorno. Roba assolutamente elementare, tipo i fulmini e stronzate del genere. Non è che questa gente ha tutti questi strumenti per dare una spiegazione razionale, no? E così si inventa un dio. Un dio per ogni cosa, mutamenti climatici, morte, malattie, amore eccetera eccetera"&lt;br /&gt;Si ferma un attimo. "Ho scoreggiato"&lt;br /&gt;"Ma che bella notizia". Apro il finestrino, sentendomi per un attimo un personaggio di &lt;em&gt;Cassandra Crossing&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;Il Russo annusa. "Ah, senti che buona! Comunque, dicevo... la gente si inventa tutta questa serie di divinità. Le prega. Offre sacrifici. Le invoca, le bestemmia. Le crea, insomma"&lt;br /&gt;"Cioè, sono le preghiere ad aver creato gli dei?"&lt;br /&gt;"Non tanto le preghiere in sé. E' più il fatto che tutta questa gente sia convinta siano &lt;em&gt;veri&lt;/em&gt; ed &lt;em&gt;esistano&lt;/em&gt;. E questo succede per così tanto tempo e attraverso così tante persone che, quando finalmente vengono fuori spiegazioni scientifiche per come funziona il mondo, è troppo tardi. Gli dei sono diventati così concreti che non puoi più smuoverli da dove sono. Magari puoi trasformarli, puoi immaginarteli in un altro modo e far cambiare loro forma, ma non puoi cavarteli di mezzo"&lt;br /&gt;"E più gente ci crede, più quegli dei diventano pezzi da novanta?"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Russo annuisce. "Esatto. Sono più &lt;em&gt;reali&lt;/em&gt;, diciamo"&lt;br /&gt;Per un attimo sta zitto e penso abbia scoreggiato di nuovo. Così, tanto per star sicuri, tiro di nuovo giù il finestrino.&lt;br /&gt;Invece ha la faccia tesa e guarda sullo specchietto. "Perchè quella macchina ci sta così appiccicata?"&lt;br /&gt;E' vero. Una macchina ci sta attaccata al culo, prima di superarci e macinarsi qualche chilometro davanti a noi.&lt;br /&gt;Io un po' lo immagino, perchè ci stesse così vicina. Ma non dico niente, come del resto sto zitto anche adesso. Perchè ho bisogno di dirvi le cose per gradi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ricollegate tutto. I primi popoli primitivi che disegnavano i loro omini vittoriosi sulle pareti delle caverne, per propiziarsi la caccia. Era un modo di raccontare una storia, in fondo. E quella storia influiva pesantemente sulla realtà.&lt;br /&gt;Alan Moore che dice di aver incontrato davvero un personaggio dei suoi fumetti. Grant Morrison che scrive roba che gli si ripercuote addosso nella vita reale, come la versione su pagine di una bambola voodoo. Pensate a tutta quella magia che si basa su roba &lt;em&gt;scritta&lt;/em&gt; e su stronzate di proverbi come &lt;em&gt;verba volant scripta manent&lt;/em&gt;. Ad Antonin Artaud che raccontava di come lo stessero maledicendo a distanza, dal Tibet fino a Parigi, e che poco tempo dopo muore di cancro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Fate una prova. Aprite Google. Cercate &lt;em&gt;Forma Pensiero &lt;/em&gt;e vedete cosa vi esce fuori)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo è quello che mi dissero, quando entrai nell'Internazionale dei Narratori Criminali. L'immaginazione è potere. Più intensamente immagini qualcosa - e convinci gente a immaginarla con te - più la farai diventare reale.&lt;br /&gt;Sì, suona come una vaccata. Credete che non lo sappia?&lt;br /&gt;All'epoca non ci credevo nemmeno io e ho dovuto sottopormi a un lungo, lungo periodo di iniziazione per accorgermi quanto ci fosse del vero, in tutto questo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' per questo che apro questo blog.&lt;br /&gt;Un piccolo esperimento tra me e voi. Una piccola scommessa. Io vi racconterò tutto, qui. Di come sono diventato un Narratore Criminale e di fatti miei un po' più personali. Tutto mischiato. Così che non capiate proprio niente di quando sto dicendo la verità e quando mi sto inventando le cose. Sceglierete voi. Ma lentamente, comincerete a immaginare con me.&lt;br /&gt;E darete potere alla mia storia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E quando ne avrò abbastanza, di questo potere, lo userò per fare una prova e vedere se davvero ho ragione.&lt;br /&gt;Scriverò della morte di Michael Jackson e lo ucciderò a distanza.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6849120773994079063-8120511705046450659?l=voodooriot.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://voodooriot.blogspot.com/feeds/8120511705046450659/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6849120773994079063&amp;postID=8120511705046450659' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6849120773994079063/posts/default/8120511705046450659'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6849120773994079063/posts/default/8120511705046450659'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://voodooriot.blogspot.com/2008/06/cantami-o-deva.html' title='0. Vagalamanadacata'/><author><name>Hanuman</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14783481287831055257</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='19' src='http://3.bp.blogspot.com/_bPMq9tr7hIw/SkSLzLMI93I/AAAAAAAAAB4/EHKdW6buJjw/S220/definitivo.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://i304.photobucket.com/albums/nn165/GeneraleNero/vedicriot/th_Hanuman.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6849120773994079063.post-3656096429248320403</id><published>2008-06-18T15:25:00.001+02:00</published><updated>2008-06-18T15:25:15.925+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>prova. piccola prova, poi si comincia.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6849120773994079063-3656096429248320403?l=voodooriot.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://voodooriot.blogspot.com/feeds/3656096429248320403/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6849120773994079063&amp;postID=3656096429248320403' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6849120773994079063/posts/default/3656096429248320403'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6849120773994079063/posts/default/3656096429248320403'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://voodooriot.blogspot.com/2008/06/prova.html' title=''/><author><name>Hanuman</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14783481287831055257</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='19' src='http://3.bp.blogspot.com/_bPMq9tr7hIw/SkSLzLMI93I/AAAAAAAAAB4/EHKdW6buJjw/S220/definitivo.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
