martedì 31 marzo 2009

Capitolo ventiquattro. Vagalasacaradamanata

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"Non vuoi farlo davvero", mi dice Regina.

E' terrorizzata. Terrorizzata come non l'ho mai vista, con gli occhi grandi e scuri che mi guardano, che cercano con insistenza i miei. Li mettono a prova... mi mettono alla prova.
"Devo farlo, Regina. Non so che altro inventarmi"
"Questa non è nemmeno lontanamente un'opzione!". Alza la voce. Dubito fosse nelle sue intenzioni, farlo. La riabbassa subito. Sbuffa ed evita di incrociare ancora il mio sguardo.
"Perchè hai così paura?"

Un sorriso sarcastico le si disegna sul volto. Muore subito, quel sorriso, il cadavere è la linea indurita delle sue labbra. Non risponde.

Sono quasi due mesi che cerco di trovare un senso a quello che mi ha detto la... la persona? che ho incontrato alla proiezione di Metropolis.
"Dammi la tua vita - ha detto - Distruggi un pezzo della tua vita"
Lo ammetto, non c'ho pensato molto. Non subito, almeno. Ho girato in lungo e in largo per Bologna, mani in tasca, faccia rimuginante, a pensare e pensare e pensare. Ho creduto potesse trattarsi di scrivere, come al solito. Scrivere un racconto, qualcosa di vecchio che mi riguardasse e darlo... darlo a chi?
Ho scritto un mucchio. Ho scritto vecchi ricordi dell'asilo, ho scritto della prima persona di cui mi sono innamorato, del mio primo racconto, di un sogno che ho fatto.
Mi sono ritrovato a spulciare qualunque cosa potesse esserci di significativo, nella mia esistenza. E' buffo, scontato: a volte nulla, a volte invece avevo l'imbarazzo della scelta. Qualunque cosa d'importante ci fosse, l'ho bruciato.

... e non è successo nulla.

Mi sono ubriacato come un idiota. Ho bruciato un po' di ricordi su una bottiglia di grappa ché, del resto, pure questo è un punto di partenza per distruggersi almeno un po'. Nulla, ovviamente. Del resto, non è che avessi affrontato questo approccio con troppa convinzione.

La mia ricerca non è andata avanti di una virgola. Ho anche pensato di mollare più volte. L'ho fatto. Mi sono detto beh, dopotutto chi se ne frega, e per un bel po' ho badato agli affari miei, che non erano quelli di Von Beck o di Michael Jackson.
Finché, qualche giorno fa, non l'ho visto, il Re del Pop. Eravamo io e Regina, davanti alla tv, involtini primavera e riso alla cantonese sul tavolo davanti a noi.

Michael Jackson rispondeva alle domande di una conferenza stampa. Ha alzato il braccio per salutare e, quando lo ha fatto, il commento alla tv sottolineava già qualcosa che noi due avevamo notato appena una frazione di secondo prima.

"Cazzo", ho detto io.
"Si sta trasformando. Merda, Hanuman, ha cominciato a trasformarsi"

Ha alzato la mano e tutti ci siamo accorti del suo polso artificiale. Molto più grosso rispetto al braccio, uno grumo di carne e osso spuntato fuori, non invitato, su quel corpo. Un gnocco quadrato, cazzo, perfettamente quadrato. Il polso di un Master of the Universe montato su una Barbie.
Ci siamo raggelati. Un boccone di riso e uno di terrore sacro, mentre Jacko sventolava il suo braccio finto sotto il nostro naso, a centinaia di telecamere di distanza.

"Vuole che lo guardiamo. Lo terrebbe nascosto, sennò, lo ha sempre fatto", ha detto Regina.
"Calma... calma. Voglio dire, pensiamoci un attimo"
"Non c'è nulla da pensare. Si sta trasformando"

Un paio di giorni dopo, sono qui che scrivo e spulcio foto di quella conferenza stampa. C'è un ingrandimento che ti fa vedere come sul suo polso si vedano delle linee, quasi delle giunture. Anche la pelle è liscia quanto un blocco di plastica. Alle 3 e 30 del mattino, mi spavento guardando il braccio di Big Jim in primo piano.
E così, ho ricominciato a pensarci. E ancora e ancora e ancora. Perchè ho come l'impressione che maledire Michael Jackson ed eliminarlo in tempo, sia diventata una questione di vita o di morte.

Distruggi un pezzo della tua vita.
E' stato a quel punto, che mi è venuta in mente questa idea.
Distruggi un pezzo della tua vita.

E se alterassi o cancellassi alcuni post di questo blog?

"Perchè quello che sono, quello che è Hanuman, è tutto in questo blog. Se io scrivo che sto parlando con te adesso, per chi legge, quella cosa è comunque vera. Che sia successa o no. Ma se io la cancello, allora viceversa non esiste più, non è mai accaduta. O è stata corretta, modificata. Non sarà mai più reale come lo era prima", spiego a Regina.
"E se crei un cortocircuito? Se ci rimani incastrato dentro, in tutto questo? Insomma, ti rendi conto che anche tu potresti diventare meno reale?"
"Beh... oddio, non credo ci sia questo rischio. Insomma, mica voglio cancellare tutto e poi... e poi senti, non sarò la prima o l'unica persona che cambia un post, lo cancella, lo..."

Di nuovo, Regina mi guarda fisso negli occhi.
"Regina, di che hai paura?", le chiedo ancora.
"Io ho dei ricordi, con te. Chi ci sarà, nei miei ricordi? Hanuman prima o dopo l'editing della sua vita? E quei ricordi varranno ancora qualcosa?"
"Te l'ho detto, non sono l'unico che..."
"Hanuman, non prendermi per una stupida. Sai quanto me che è diverso"

Sbuffa. Mi ricorda Eco, una delle ultime volte in cui ho parlato con lui e mi diceva che ero incosciente e... cos'altro? pericoloso, sì. Pericoloso.
Eppure, per un momento, mi scuote il dubbio che non mi abbia sempre fatto questo discorso. Che questo discorso sia qualcosa che gli faccio dire io, in una revisione del capitolo in cui discutiamo insieme.
Merda.

Quello che mi spaventa davvero è l'aria esaltata nel mio sguardo, che va di pari passo con quello preoccupata di Regina.
"Quattro capitoli. Due li cavo. Due li correggo. Solo due"
"Ho paura di te, Hanuman", sussurra Regina.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Credo che sia così da tempo. Se guardi le foto fino a due anni fa il braccio destro è visibilmente rigido e il polso innaturalmente lungo.

Moreover, negli ultimi anni ha sempre indossato camicie con polsini molto lunghi e molto rigidi.

Tu quand'è che hai cominciato a scrivere?

Columbia ha detto...

Stai sbagliando tutto. Tagliati la mano. Te l'abbiamo pur detto.

Hanuman ha detto...

@Anonimo: scrivo da molto meno... se è come dici, allora ci siamo fatti prendere dalla paranoia, io e Regina. Meglio così, anche se il polso bionico è comunque molto, molto, inquietante.
@Columbia: Mmm. Facciamo che ci penso un attimo.